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"Renzo e Lucia" da "I promessi Sposi" di Alessandro Manzoni in scena fino al 31 dicembre al Teatro Leonardi Da Vinci di Milano

pubblicato da MAURIZIO CARRA il 12/12/2006 Share on Facebook

Merita una standing ovation la rappresentazione al teatro Leonardo della piéce “Renzo e Lucia”. Un lungo applauso indirizzato a tutta la compagnia cominciando da Valeria Cavalli che ridotto per il teatro l’opera di Alessandro Manzoni curandone la drammaturgia e la regia (in collaborazione con Claudio Intrepido). La rilettura, in chiave laica, della Cavalli, pur “attualizzata”sia nei tempi sia nei costumi, si può ritenere filologicamente corretta. La vicenda è ambientata negli anni venti con la dittatura fascista che, cambiati tempi e modalità, prende il posto della dominazione spagnola. Gli innesti di alcuni fra i più poetici e commoventi passi manzoniani hanno dato frutti eccellenti e non sono apparsi corpi estranei inseriti furbescamente per strappare un applauso. La scenografia curata da Claudio Intrepido con una serie di gabbie, reti di ferro e ingegnosi meccanismi scenici, ha interpretato alla perfezione lo “spirito” del tempo. Belli e funzionali i costumi di Paola Giorni e Betty Pajoro, le musiche di Gipo Gurrado.
Rimangono gli attori. Beh. “Quelli di Grock” non sbagliano un colpo. Mi piace menzionarli tutti: Giulia Bacchetta, Antonio Bugnano, Pietro De Pascalis, Alessadro Larocca, Marco Oliva, Andrea Ruberti, Maurizio Salvalalio, Debora Virello, Max Zatta. La storia è nota. I personaggi principali ci sono tutti: Renzo, Lucia, Don Abbondio, Don Rodrigo, Attilio, Azzeccagarbugli, il Conte (l’Innominato), il Professore idealista (Fra Cristoforo), la Signora (la Monaca di Monza). E si passa attraverso le fasi cruciali della vicenda: i soprusi, le intimidazioni, la fuga di Renzo, il rapimento di Lucia, la conversione del Conte, la morte di Rodrigo assalito dai rimorsi. Poi lo spaccato della vita milanese con la carestia, i tumulti, la peste, i monatti, la morte.
Ma il più alto momento di poesia è l’implorazione (detta magistralmente da Giulia Bacchetta) che la madre rivolge ai monatti nel consegnare il corpo della piccola che non vuol credere morta. Una pagina struggente che commuove al pianto. Poi naturalmente i due promessi si incontrano, ma a questo punto il lieto fine non interessa più a nessuno. Tutto questo che ho cercato di descrivere si svolge in due ore di intensa partecipazione. Spettacolo da non perdere.

Teatro Leonardo da Vinci di Milano, in scena fino al 31 dicembre
www.elfo.org

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Teatro LEONARDO DA VINCI, Milano

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