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Villa Torlonia ospita Per le arti e per il denaroda TeatriOnLine pubblicato da DANIELA OLIVIERI il 07/09/2009 Share on Facebook Passaggi segreti questa volta apre le porte di Villa Torlonia e come sempre è un ghiotto appuntamento
per chi voglia riscoprire i gioielli di Roma nella loro dimensione più autentica.
L’ultimo appuntamento di quest’anno è Per le arti e per il denaro, che fino al 13 settembre farà
rivivere l’atmosfera della seconda festa che Alessandro, principe di Torlonia, diede nel 1842 per
l’innalzamento di due obelischi dedicati al padre Giovanni, nonché capostipite della casata, e alla sua
consorte. Alla prima dello spettacolo, andata in scena venerdì scorso, è accorso il pubblico abituale dei
teatri e soprattutto moltissimi giovani. L’ingrediente speciale del progetto Passaggi segreti è una
fruizione diversa della rappresentazione teatrale, pensata in modo attivo e dinamico. Gli attori non recitano
nel raggio d’azione limitato del palcoscenico, ma si muovono in tutto lo spazio a disposizione. Gli scenari
non sono di cartapesta e la luna non è finta. È lo stesso Casino Nobile di Villa Torlonia, riprogettato
dall’architetto Valadier tra il 1802 e il 1806, a scandire gli spazi. Davanti l’imponente pronao e sotto
l’egida di "Bacco che torna trionfante dalle Indie su un carro trainato da tigri", il presente scompare e
tornano i popolani chiassosi e rissosi che accorsero in quel giorno di festa, richiamati dalle “otto botti di
vino per un totale di 16.384 fogliette”. Parole di Giuseppe Gioacchino Belli, grande osservatore della serata
e presente anche in questa rievocazione. Ad incarnarlo è Michele La Ginestra, attore instancabile
delle scene romane, affiancato da Sergio Zecca, Alessia Lineri, Francesca Baragli,
Giancarlo Porcari e Tiko Rossi Vairo, diretti da Roberto Marafante, regista esperto di
salti nel tempo, di cui quest’estate abbiamo apprezzato il Giulio Cesare di Shakespeare realizzato nel
Foro. La sceneggiatura di Per le arti e per il denaro strizza l’occhio al Rugantino e al
Marchese del Grillo ed è ricavata da decine di brani di Belli, Cesare Pascarella, Giggi Zanazzo,
Trilussa ed Ettore Petrolini, ovvero tutti quei poeti che riuscirono a mettere per iscritto la vera essenza
del popolo romano. Lo spettacolo è un’equilibrata miscellanea di vecchi stornelli romani, brevi indicazioni
storiche e artistiche accompagnate da piacevoli arie e motivi musicali di Gioacchino Rossini, altro
protagonista importante nella prima metà dell’Ottocento. Lo spettacolo offre una rassegna di celebri sonetti
tra cui “Er vino è sempre vino” di Belli, “Affacciate Nunziata” e la parodia del ciarlatano di Petrolini,
regala una breve visita nello splendido salone degli specchi del Casino Nobile e fa immergere gli spettatori
in autentiche scene di vita popolare romana. La passatella, la serenata, le risse e gli sberleffi sono ciò
che accadde tra i ventimila invitati accorsi quella magnifica notte del 1842, in una delle tante feste
fortemente volute dai Torlonia per aumentare la propria fama tra le corti di tutta europa e presso il popolo,
che, riconoscente per l’abbondanza di vino e cibo a cui spesso aveva accesso, affibbiò al principe il titolo
di “salvatorello di Roma”. Stendhal scrisse che Giovanni Torlonia viveva “per le arti e per il denaro”,
riassumendo così la peculiarità di una famiglia che da sarti e mercanti di tessuti erano diventati nel corso
di un secolo banchieri potentissimi attraverso speculazioni, prestiti e acquisizioni ben studiate. Questo
spettacolo itinerante nei giardini della villa in via Nomentana è l’occasione per comprendere lo splendore e
la magnificenza di una delle più ricche famiglie romane.
I Torlonia vi aspettano fino al 13 settembre a Villa Torlonia, via Nomentana 70, Roma.
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