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Alessandro Preziosi è Amleto al Teatro Quirino di Roma fino al 7 febbraioda TeatriOnLine pubblicato da FABIANA RAPONI il 27/01/2010 Share on Facebook Alessandro Preziosi, indubbiamente l’attore di richiamo in nuovo Amleto di Armando Pugliese, aveva debuttato qualche anno fa in teatro proprio con il celebre testo shakespeariano seppur nella parte di Laerte (con la regia di Antonio Calenda). Arriva ora per lui il momento di confrontarsi con il principe danese e lo fa scegliendo un Amleto rivisitato in versione contemporanea. In scena non il testo in versione integrale, ma ridotto e adattato dallo stesso Pugliese che procede attraverso tagli e intuizioni (a tratti fin troppo accelerati). Per il regista il problema fondamentale nel mettere in scena un nuovo Amleto era di apportare significati contributi di regia “cercando di evitare le giacche e le cravatte come paravento di un’ipotetica modernità”. Detto fatto. Nello spettacolo si evidenzia in modo particolare il “gap culturale”, di cui parla il regista, che divide Amleto e i suoi compagni di studio da un’obsoleta corte danese. Contrasto evidentissimo anche sotto il profilo visivo nella scelta dei costumi: la corte danese indossa ricercati abiti del Seicento (molto belli i costumi di Silvia Polidori), Amleto&Co.sono vestiti di bianco, in modo semplice minimalista. Dettaglio questo non trascurabile anche perché aiuta a connotare in un certo qual modo la ricerca di contemporaneità di questo Amleto, che si erge a eroe moderno nella sua assoluta ricerca di giustizia e di vendetta. Ma l’attualizzazione del testo per Pugliese passa anche attraverso la scelta di operare tagli, riduzioni e intuizioni. Siamo di fronte a un dramma veloce e snello che si apre sul sogno-incubo profetico di Amleto sull’apparizione del fantasma del padre assassinato andando a tagliare tutta la scena iniziale o che anticipa nettamente il celebre “essere o non essere”. L’ambiente claustrofobico e cupo, in cui si muove nervosamente Amleto, è sottolineato anche dalla musica inquietante e d’effetto dei Massive Attack o dalla scelta di far rimanere quasi costantemente sulla scena come personaggio muto Orazio. Scelte registiche innovative che attualizzano il testo, in contrasto con la preziosa traduzione di Eugenio Montale che a tratti sembra stridere con il contesto: ma forse l’intento era proprio questo. Alessandro Preziosi, naturalmente in seguito alla popolarità che gli viene dalla sua carriera televisiva e cinematografica, è senza dubbio “l’attrazione della serata”: s’impegna al massimo per connotare un Amleto tormentato e nervoso, mobilissimo e a tratti violento, impetuoso e mai sazio delle proprie letture, dubbioso e ansioso di vendetta. Protagonista quasi assoluto in un testo tagliato principalmente sul suo personaggio, sul suo egocentrismo che riduce in secondo piano tutti gli altri. Fra il resto del cast spiccano le interpretazioni di Ugo Maria Morosi (Polonio), Francesco Biscione (Claudio), Carla Cassola (Gertrude), un po’ legnosa Silvia Siravo (Ofelia). Storceranno il naso i puristi, ma apprezzeranno soprattutto coloro che prediligono uno Shakespeare moderno alla portata di tutti. Repliche fino al 7 febbraio.
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