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Last Tango in Berlin con UTE LEMPER in scena fino al 7 febbraio al Piccolo Teatro Strehler di Milanoda Teatrionline pubblicato da MAURIZIO CARRA il 05/02/2010 Share on Facebook Incredibile Ute Lemper! Brava, bella, elegante, coinvolgente.
Come non rimarcarne la grande forza istrionica e seduttiva? Con quella voce dalle modulazioni intense, quegli accenti appassionati e passionali, con quel corpo e quelle mani che dicono quanto le parole e quella grande sapienza scenica è riuscita a calamitare l’attenzione degli spettatori ad entusiasmarli ed emozionarli.
La sua è un’interpretazione in chiave espressionista dove spesso l’attrice tiene in penombra la cantante che poi libera il proprio canto con la violenza della luce.
Il suo repertorio spazia da Piazzola a Brecht, da Jacques Brel ad Edith Piaf da Nino Rota alle incredibili jam session dove l’ampia gamma e tonalità vocale e l’eccezionale musicalità manda in visibilio un pubblico delirante.
Molto apprezzata e applaudita nei movimenti scenici dove UTE interpreta col linguaggio del corpo il fascino esplicito del tango, quel “pensiero triste che si balla”. La sua figura così prepotentemente femminile e sensuale non poteva non trovare nel ballo argentino un più consono modello espressivo.
Ma, visto che nella vita non c’è nulla di perfetto, ci permettiamo una piccola critica. La cantante, quando eccede, con evidente compiacimento, nel virtuosismo vocale (quello, per intenderci, che provoca applausi da stadio) cade in un fastidioso comportamento narcisistico.
L’artista è accompagnata da valentissimi strumentisti: al pianoforte Vana Gierig, al bandoneon Tito Castro, al contrabbasso Steve Millhouse e alla batteria Todd Turkisher.
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