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Antonio e Cleopatra alle corse premio speciale della Giuria Riccione 2007 in scena fino al 14 febbraio al teatro Parenti di Milanoda TeatriOnLine pubblicato da MAURIZIO CARRA il 05/02/2010 Share on FacebookCon quest’opera Roberto Cavosi, drammaturgo italiano di talento, riesce a conciliare gli “opposti” in un riuscito mix di teatro d’intrattenimento e teatro di sentimenti, di riflessioni. Una specie di sorriso amaro, di tenera disperazione, di tragedia comica, di monotona eccitazione. I problemi di coppia sono stati declinati in tutte le articolazioni in moltissime piéce teatrali. In questa commedia l’autore si inserisce con grande fantasia nei meandri della vita di coppia portando alla superficie una nuova configurazione di vita coniugale che ha come motivo del contendere il gioco delle corse dei cavalli. Il marito, se avesse i soldi per giocare,
vincerebbe sempre, la moglie invece scommette molto ma punta sempre sul cavallo sbagliato. La sopravivenza della coppia dunque trae la sua linfa da questo gioco che è, se vogliamo, la metafora del gioco al massacro che caratterizza spesso la vita di coppia. In questo bel testo si confrontano, si amano, si detestano in un gioco infantile di crudele complicità due anziani coniugi. Lui perditempo squattrinato passa la giornata di bar in bar come consumatore forzatamente virtuale o andando in giro per la città osservando la vita degli altri come se guardasse un serial televisivo. Lei, ricca e avara è affetta da una malattia agli occhi che la obbliga a vivere nel buio di una stanza attrezzata come una sala corse con una serie di monitor da cui vengono trasmesse in diretta le corse ippiche dagli ippodromi di tutta Europa. Lui suggerisce il cavallo vincente (per esempio Antonio o Cleopatra) ma lei punta regolarmente su cavalli perdenti.
Annamaria Guarnieri e Luciano Virgilio, sono bravi nel mischiare con ironia e sprazzi di umorismo la banalità del quotidiano con il dramma dell’esistenza in un continuo rimpallo di accuse, tenerezze improvvise, insulti e slanci amorosi che salveranno la moglie da una fine annunciata.
Andrée Ruth Shammah non si limita a curare la regia con la consueta abilità, rigore e misura. In questo caso la Shammah è il vero deus ex machina di tutta la complessa operazione drammaturgica. Applausi.
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