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L’ORO DI NAPOLI dai racconti di Giuseppe Marotta in scena fino al 28 marzo al teatro Manzoni di Milano

da TeatriOnLine

pubblicato da MAURIZIO CARRA il 05/03/2010 Share on Facebook

Dopo il successo editoriale dell’omonimo libro di Giuseppe Marotta e l’indimenticabile capolavoro di De Sica, quella di mettere in scena un adattamento (curato da Gianfelice Imparato e Armando Pugliese) dell’Oro di Napoli è stata una prova di grande coraggio. Ma, dobbiamo dire che, parafrasando Virgilio, questa volta “Audentes fortuna non juvat”. Ne è uscito un prodotto ben confezionato, ma…..sotto il vestito niente, niente di originale che potesse mettere in sonno il ricordo. E’ mancata quella spolverata di creatività che provocasse quello che tutti ci attendiamo dal teatro: l’emozione. E’ stata una carrellata discontinua di siparietti spesso noiosi. La maggioranza dei commenti del dopo teatro marcavano una dispiaciuta delusione, specie nel primo atto dove l’unico timido applauso di rito si è avuto al calar del sipario. Il secondo atto per la verità ha esibito un gioco più brillante con un paio di azioni di ottima levatura, ma alla fine la squadra non è riuscita a pareggiare. Quando mettiamo a confronto la partita a carte fra il nobiluomo squattrinato De Sica e quello che s’è visto sulla scena, pensiamo che il nostro (diciamo così) scetticismo sia più che giustificato. La commedia però è riuscita a veicolare il significato di quella categoria culturale che è la napoletanità. Che cos’é l’oro di Napoli se non il fatalismo, la capacità di non prendersi sul serio, l’indomabilità di fondo di un popolo che non si dà per vinto, che all’ultimo momento ha la forza di reagire e di riscattarsi. E questa napoletanità con tutti i suoi valori e disvalori viene fuori prepotentemente grazie ai bravi attori che compongono il cast e grazie al dialetto napoletano che è più autentico dell’italiano “na lingua nu poco stitica, non come il napolitano nostro che per la fame che tiene si morsica pure le parole" (da “Morso di luna nuova” di Erri De Luca). Belle e funzionali le scene di Andrea Taddei e le musiche di Nicola Piovani.
Tutti gli attori (che hanno interpretato più ruoli in commedia) sotto lo sguardo attento del regista Armando Pugliese, meritano di essere singolarmente menzionati: Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri, Gianni Cannavacciuolo, Antonella Cioli, Giuseppe De Rosa, Loredana Giordano, Renato Giordano, Antonio Milo, Lello Radice, Giovanni Rienzo, Valerio Santoro e i due ragazzini Luigi e Davide Santoro.

Teatro Manzoni di Milano, in scena fino al 28 marzo
www.teatromanzoni.it

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