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Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi sono I due gentiluomini di Verona di Shakespeare al Silvano Toti Globe Theatre di Roma fino al 18 luglioda TeatriOnLine pubblicato da FABIANA RAPONI il 16/07/2010 Share on Facebook Il Silvano Toti Globe Theatre di Roma apre la stagione 2010 con un nuovo allestimento della commedia I due gentiluomini di Verona, che, pur proponendo qualche frettolosa risoluzione a tratti, già contiene in nuce tutti gli elementi frequenti nella successiva drammaturgia scespiriana.
Commedia degli equivoci che propone il confronto fra amicizia e amore, fra tradimenti, travestimenti e riconciliazione vede come protagonisti Valentino e Proteo, amici d’infanzia, diversissimi per vocazione e inclinazione, seppur indissolubilmente legati. Ma l’amore per la bella Silva, figlia del Duca di Milano, ci mette lo zampino, generando un gioco di equivoci, false apparenze e manipolazione. Non sveliamo oltre la vicenda (non eccessivamente nota e assolutamente godibile) proposta in un riuscito allestimento degno di nota in particolare per alcune delle scelte perseguite.
Ai toni giocosi della commedia si fondono alcuni tratti più oscuri che fanno luce su alcuni inaspettati aspetti dell’animo umano, ma alla fine la riconciliazione e il perdono vincono su tutto, ribadendo l’importanza dell’amicizia maschile, che rimane una della priorità concettuali del Rinascimento. In quest’ottica, la traduzione e l’adattamento di Vincenzo Cerami si sposano perfettamente con le scelte registiche dinamiche e a tratti moderne di Vincenzo Sala, concentrandosi soprattutto nella scelta di attualizzare il testo, facendone emergere i tratti più squisitamente comici, rispettando i sofisticati giochi di parole e adattando a tratti le gag di una comicità dal sapore contemporaneo che tuttavia non stride con il contesto.
E l’operazione si propone di attualizzare il testo non solo da un punto di vista linguistico, ma anche dal punto di vista recitativo per l’intero, ottimo cast che vede nel ruolo dei due gentiluomini protagonisti i brillanti Giampiero Ingrassia (l’onesto Valentino) e Gianluca Guidi (quasi “leggiadro” nel ruolo dell’infido Proteo), acclamati dal pubblico. I due attori, complici e affiatati sul palco, dimostrano di essere a loro agio nel solo nel musical, ma anche su questo palco, proponendo una recitazione di stampo non propriamente scespiriano, che ben si addice a uno spettacolo arricchito di un tocco di contemporaneità e che si svincola (almeno in parte) dai canoni “classici”. Infatti, se la fedele Silvia, innamorata di Valentino (la convincente Loredana Piedimonte), rispecchia i tratti vezzosi e dolenti del suo personaggio, lo spettacolo si arricchisce di diversi escamotage comici, fra cui la scelta del dialetto veronese per la spassosa serva Lucetta (la brava Jessica Ugatti) o l’accentuazione comica di Giulia (la vivace Viola Pornaro) innamorata di Proteo che parla in versi, la risibilità dello sciocco Turio di Claudio Pallottini, i tratti esilaranti del Duca di Milano (Ugo Maria Morosi). E naturalmente spazio ai lazzi verbali del vivace servitore Fulmine di Raffaele Proietti e soprattutto dello stralunato fool Lanciotto di Pietro De Silva, apprezzatissimo dalla platea.
Totalmente in tema l’elegante contesto, con le belle ironiche musiche originali, quasi delle romantiche ballate intonate dagli attori, del prolifico Nicola Piovani (suonate dal vivo), gli sfarzosi broccati e i velluti dei sontuosi abiti rinascimentali di Silvia Polidori, anche autrice della scena movibile d’ispirazione bucolica.
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