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CON UN DITTICO DI PERGOLESI E OFFENBACH DUE SERATE ALL’INSEGNA DEL DIVERTIMENTO AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNAda TeatriOnLine pubblicato da Redazione il 28/07/2010 Share on FacebookGiovedì 29 luglio, alle ore 20.30 al Teatro Comunale di Bologna andrà in scena un dittico composto dall’intermezzo buffo Livietta e Tracollo di Giovanni Battista Pergolesi e l’operetta buffa in un atto M.Choufleuri restera chez lui di Jacques Offenbach.
Scritta su libretto di Tommaso Mariani Livietta e Tracollo vede la sua prima rappresentazione al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 25 ottobre 1734 e viene eseguita nei due intervalli tra gli atti dell’ Adriano in Siria di Pergolesi, rappresentato in occasione del compleanno della regina Elisabetta di Spagna.
La vicenda ruota attorno alle maldestre imprese truffaldine di Tracollo che, da pessimo ladro qual è, tenta invano di imbrogliare Livietta. L’uomo si presenta sempre camuffato (prima da ‘polacca’ e quindi da astrologo) e viene puntualmente smascherato dall’astuta ragazza. Tuttavia, nonostante la completa inverosimiglianza della trama, i due finiscono per giurarsi eterno amore.
Il testo, in cui intervengono come interlocutori silenziosi due altri personaggi, non è che un canovaccio per la rappresentazione di alcune situazioni tipiche del teatro comico, quali i travestimenti: situazioni che a loro volta consentono una caratterizzazione musicale di particolare efficacia, o come parodia di luoghi comuni dell’opera seria, o attraverso una serie di effetti onomatopeici.
M. Choufleuri restera chez lui è un’operetta buffa che Offenbach compone su libretto del Duca de Morny (sotto lo pseudonimo di M.de St.Remy) a cui collaborarono anche Ludovic Halévy, Hector-Jonathan Crémieux e lo stesso segretario di Morny.
L’operetta viene rappresentata per la prima volta in forma privata a Parigi il 31 maggio 1861 alla presenza di Napoleone III. La prima rappresentazione per il pubblico ha luogo al Théâtre des Bouffes Parisiens di Parigi il 14 Settembre 1861.
La trama offre al compositore molte opportunità per fare la parodia di arie operistiche e famose situazioni del melodramma, in particolare un gran trio che ironizza sul belcanto italiano e un’aria comica per il cameriere. Anche il giovane amoroso comunica attraverso citazioni musicali.
Il protagonista è l’arricchito M.Choufleuri che invita la crème parigina a una serata musicale privata nel suo salotto borghese, arredato con pessimo gusto. Astri della serata i cantanti famosi Enrichetta Sontag, Giovanni Battista Rubini e Antonio Tamburini tre star in carne ed ossa dell’opera italiana. I quali, però, si danno malati all’ultimo momento.
La figlia di questo tronfio arricchito, Ernestine, salverà la serata impersonando la Sontag, facendo cantare il suo innamorato (che il padre aveva rifiutato di invitare alla serata) nelle vesti di Rubini e facendo assumere allo stesso Choufleuri il travestimento di Tamburini. L’inganno si rivela un successo: gli invitati sono impressionati dai grandi cantanti italiani e Choufleuri per ringraziare il giovane innamorato, gli concede la mano della figlia, oltre a una “modica” dote di 50.000 franchi atta a far tacere il giovane sulla frode perpetrata a danno dei suoi invitati.
Nicola Marasco dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna. Maestro del Coro Mario Benotto. La regia è affidata a Stefania Panighini. Aiuto registi della Facoltà Design Arti IUAV di Venezia: Agnese Cesari, Giacomo Giuntini, Matteo Moglianesi e Veronica Niccolini.
Interpreti: Lavinia Bini, Mariangela Sicilia, Davide Bartolucci, Mattia Campetti, Mattia Olivieri, Anna Corvino, Anna Maria Sarra, Francisco Brito, Edoardo Milletti, Dario Di Vietri e Chiara Amarù.
Il dittico è rappresentato in un nuovo allestimento, frutto di una collaborazione tra la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Rossini di Lugo, il Festival della Valle D’Itria – Centro Artistico Musicale Paolo Grassi, la Fondazione Teatro Due di Parma, la Scuola dell’Opera Italiana, il “Progetto Sipario” della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e lo IUAV di Venezia.
Laboratori drammaturgico/teatrali a cura di Walter Le Moli, Tiziano Santi, Gianluca Falaschi e Claudio Coloretti.
Si replica venerdì 30 luglio, sempre alle 20.30
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