“La variante di Lüneburg” di Paolo Maurensig

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La variante di Lüneburg è uno spettacolo di tanta bellezza e intensità che coinvolge ed emoziona lo spettatore, che attirato dal nome di Milva, si trova inizialmente spiazzato, ma lo sconcerto dura pochi minuti, il tempo di capire la profonda poesia del racconto, la musica sublime che lo accompagna e la voce ineguagliabile, profonda che sprigiona emozioni di una grande, grandissima Milva. Lo spettacolo è la trasposizione scenica di un famoso romanzo del goriziano Paolo Maurensig, pubblicato da Adelphi nel 1993 nel quale la metafora del gioco degli scacchi come combattimento trova nei campi di sterminio nazisti una controparte tragicamente concreta. L’originalità di questo adattamento teatrale è la suggestiva proposizione in forma di oratorio. La voce recitante di Walter Mramor’ ripropone interi brani del romanzo con un ritmo narrativo concitato, doloroso, insinuante, sommesso a seconda dello svolgimento drammatico.
La storia. Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? La risposta vera è un’altra: è l’ultima mossa del gioco degli scacchi cui sono legate decine di esecuzioni, è il tragico ricordo della Shoah, metafora della brutalità umana. La vicenda gira intorno alla seconda guerra mondiale e al tempo del nazismo quando mieteva le sue vittime nei campi di concentramento, ma è anche la storia di due rivali sia nella vita sia nel gioco degli scacchi, l’uno nazista e l’altro ebreo. Con la morte dell’imprenditore si chiude definitivamente una partita di scacchi iniziata anni prima in un campo di sterminio.

Il bravissimo Walter Mramor, il narratore, più che interpretarle vive con grande intensità le vicende drammatiche di un’umanità sofferente passando con assoluta padronanza scenica da un personaggio all’altro, da una vita all’altra. Assieme a lui, il maestro Valter Sivilotti, autore delle musiche di grande suggestione e capacità evocative, esegue la complessa partitura al pianoforte e – con l’ausilio di Alex Sebastianutto al sax, del soprano Franca Drioli e dei bravissimi coristi – accompagna le canzoni affidate alla voce dalle modulazioni intense e alla sensibilità interpretativa di una grande  Milva.

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