“EDUARDO, PIU’ UNICO CHE RARO!” in scena fino al 15 maggio al Teatro Manzoni di Milano

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Con Eduardo non si sbaglia mai. Ha avuto mano facile e felice Giancarlo Sepe nel ripescare dal vasto repertorio eduardiano quattro unici. Più che opere minori, come sono state definite, queste pièce sono scritte all’insegna del disimpegno, del puro divertissement. Sono storie semplici che solo la geniale vis teatrale di Eduardo poteva riempirle di contenuti comici, situazioni farsesche, battute esilaranti e – grazie al regista -con un ritmo narrativo e (grazie al regista) un tempismo interpretativo tanto puntuali.

Il primo atto unico, Pericolosamente”, racconta la storia divertentissima di una coppia che simula un rapporto violento fatto di finte sparatorie, per dare una certa carica erotica a un normale e un po’ consunto ménage. E questa sceneggiata si svolge di fronte a un amico di vecchia data arrivato dall’America dopo molti anni di assenza. La reazione dell’amico nel vedere che la donna, stramazzata drammaticamente al suolo, rimane alla fine puntualmente incolume copre tutta la gamma delle espressioni comiche: impaurito, terrorizzato, stupito ed infine, a realtà disvelata, indulgente.

Il secondo è composto da stralci di due componimenti “Occhiali neri e “Filosoficamente” legati dal tema delle cecità. Inutile narrare la storia che diverte, ma fa riflettere. Terzo atto è “La voce del padrone che racconta l’esilarante tentativo di registrare una canzone in sala d’incisione. L’ultimo atto “Sik Sik l’artefice magico” è il piatto forte della serata, un capolavoro di una comicità assoluta. E’ una storia buffa, la rappresentazione della miseria, dello squallore e dell’innocenza. E’ uno spettacolo che non si può raccontare come non si può raccontare l’avanspettacolo. E’ la storia di un guitto illusionista che, rimasto senza “compare”, tenta di coinvolgere un povero diavolo smarrito che, intempestivo e stralunato, sbaglia ogni mossa con comica puntualità.

I dialoghi esilaranti, la gestualità volutamente eccessiva, la mimica farsesca, assicurano un divertimento continuo.  Rocco Papaleo e Giovanni Esposito danno voce ad una variegata gamma di personaggi con grande padronanza scenica e intonazioni comiche irresistibili facendo leva sulla loro incredibile capacità vocale e gestuale. Bravissimi gli altri attori Elisabetta D’Acunzio, Pino Tufillaro, Angela De Matteo, Antonio Marfella, Gianpiero Schiano, Simone Spirito. Le scene e i costumi di Carlo De Martino sono belle e funzionali. Merito del regista Giancarlo Sepe, che ha diretto con sapienza gli attori e fatto funzionare alla perfezione il meccanismo teatrale, se lo spettacolo riscuote un largo successo di pubblico e di critica.

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