Roma, Santa Cecilia, gran finale di stagione con Kavakos (e Beethoven)

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Gran finale di stagione a Santa Cecilia con la prestigiosa presenza del fuoriclasse del violino Leonidas Kavakos impegnato nella duplice veste di direttore d’orchestra e di solista. Acclamato violinista, Kavakos ama esibirsi sempre più spesso anche come direttore e per il suo esordio sul podio di Santa Cecilia ha (coraggiosamente) scelto due fra le pagine più note della letteratura sinfonica, il Concerto in re maggiore op. 61 e la Quinta Sinfonia di Beethoven. Il Concerto per violino, in apertura, già fra i “cavalli di battaglia” di Kavakos, è qui un susseguirsi di armonia, concerto nobile e arioso da godere in ogni singola nota, elegantissimo, che emana perfetto equilibrio in ogni passaggio fra la tecnica e il talento del violinista (che suona un magnifico Stradivari Abergavenny del 1724) in ciascuno dei tre diversi movimenti che vogliono non tanto stupire quanto coinvolgere in crescendo l’ascoltatore. Nel lungo Allegro ma non troppo in apertura Kavakos reitera con grazia il tema, fra modulazioni e mirabili arpeggi, poi illumina il Larghetto centrale di nobile romanticismo, quasi onirico e cantabile per esplodere all’improvviso nel brillante Rondò conclusivo, che, fra scale e passaggi rapidissimi, offre al violinista ateniese la possibilità di esprimere al meglio il suo eccelso virtuosismo coniugando tecnica e superba interpretazione. Dopo il clamore degli applausi e l’intervallo si torna al Beethoven più romantico e celebrato con la monumentale Quinta, una delle sinfonie più famose di tutti i tempi. Se la Quinta è entusiasmante ed energica di per sé, Kavakos si dimostra (alternando bacchetta e mani nude) direttore dal gesto veemente e dal temperamento carismatico che imprime alla meravigliosa Orchestra di Santa Cecilia tutta la potenza e le sfumature intrinseche, ma senza limitasi mai solo al clamore tragico del celeberrimo Allegro con brio iniziale. Esalta invece la tensione nel magnifico Andante con moto, accentua l’andamento del calibratissimo Scherzo in crescendo fino all’entusiasmante Finale liberatorio. Degna conclusione di una stagione sinfonica di successo dal punto di vista artistico, qualitativo e di pubblico e un comprovato successo personale per il giovane e affermato solista alle prese con un banco di prova importante, superato a pieni voti. Applausi convinti del pubblico entusiasta. Ultima replica stasera alle ore 19,30.

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