Igor Moiseev Ballett al Teatro degli Arcimboldi di Milano il 18 luglio

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Tournée organizzata in collaborazione con il

Ministero della Cultura della Federazione Russa

in collaborazione

ATER – ASSOCIAZIONE TEATRALE EMILIA ROMAGNA

IGOR MOISEEV BALLET

Il Teatro degli Arcimboldi avrà l’onore di ospitare un evento imperdibile per il mondo della danza con l’esibizione della compagnia di danza popolare del celebre coreografo russo Igor Moiseev.

L’evento è ancor più unico perché l’Igor Moiseev Ballet è assente dal nostro paese dal 2005 e da Milano in particolare dal 1994. Nel passato la compagnia fu anche ospite del Teatro alla Scala (nel 1962 e nel 1969) dove un pubblico in visibilio ne accolse gli artisti tributando loro enorme successo.

Un entusiasta Dino Buzzati scrisse: “Ci sono state esattamente novantun salve di applausi, di cui quarantaquattro nella prima parte dello spettacolo e quarantasette nella seconda… Un fenomeno simile alla Scala non me lo ricordo. Neppure la Callas si è mai beccata tanti battimani…”. E, per spiegare questo successo, aggiunse: “Nei balletti di Moiseev c’è dentro un’allegria, un entusiasmo, una salute, una serenità, un gusto di volersi bene, soprattutto una trionfale giovinezza fisica e morale…”.

L’Igor Moiseev Ballet nasce nel 1937 come prima compagnia professionale di danza folklorica del mondo. Il suo fondatore e direttore, Igor Moiseev, è stato uno dei maestri di ballo e coreografi più noti di Russia, insignito di vari titoli e onorificenze (“Artista Emerito del Popolo Russo”, “Eroe dell’Emulazione Socialista”, “Premio Lenin”, “Ordine per i Meriti alla Patria” di I e III livello, “Premio Triumph” e più di trenta altre onorificenze in patria e all’estero).

Igor Moiseev è il simbolo di un’arte altamente professionale e al tempo stesso estremamente pura e appassionata.

Il repertorio della Compagnia conta più di 300 danze popolari, miniature coreografiche e balletti in un atto, quali Tzam, Danze Polovesiane (musica di A. Borodin), Una notte sul Monte Calvo (musica di M. Musorgskij), I Pattinatori (musica di J. Strauss), La Ballata Spagnola (musica di Pablo de Luna), Una sera in osteria, Suite di danze ebraiche “Family Joys”.

Un repertorio così vasto fa della Compagnia un vero e proprio teatro accademico di danze popolari, che porta sul palcoscenico la purezza, l’ottimismo, lo splendore, la forza e la sua solare visione della vita. La missione della Compagnia è quella di avvicinare i popoli attraverso l’autenticità e l’apertura reciproca.

Nel 1943, per la prima volta al mondo, Igor Moiseev fonda una scuola di danze popolari con lo scopo di mostrare i vari stili folklorici. Partendo da un piccolo gruppo di giovani artisti entusiasti dell’iniziativa, Igor Moiseev riunisce un consistente numero di interpreti di grande cultura artistica. A partire dal 1937, Igor Moiseev è riuscito a creare un qualcosa di simile a un’enciclopedia vivente della danza popolare.

Fin dal 1937, si esibisce regolarmente in diversi Paesi del mondo riscuotendo ovunque un trionfale successo e ponendosi come il primo ensemble artistico che rappresenta la cultura russa nel mondo. Nel 1945 l’Igor Moiseev Ballet intraprende una tournée in Finlandia, Austria, Bulgaria, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia e Ungheria. Nel 1967, poi, la Compagnia cambia nome, trasformandosi in una Compagnia di Danza Accademica.

Da sempre, Igor Moiseev è profondamente innamorato del folklore e dalla danza folklorica. Viaggiando a piedi e a cavallo nel Pamir, nel Caucaso e negli Urali, Moiseev si convince di dover dare alla danza folklorica nuova vita sul palcoscenico in accordo con le esigenze del teatro (Questa convinzione è tutt’ora confermata dalla sua attività pratica con il Teatro del Folklore e con l’ All Union Festival di danza folk lorica) e avverte inoltre la necessità di avere a disposizione una compagnia capace di emulare la natura del folklore con mezzi teatrali, così, il 10 febbraio 1937, iniziano le prove della prima Compagnia professionale di danza folklorica del paese.

Ma sorgono delle controversie intorno all’iniziativa di Moiseev. Particolarmente indignati sono i “teorici”, i quali sottolineano l’importanza di un folklore etnograficamente puro e che vogliono preservare le danze folkloriche nelle loro forme originarie. Moiseev, da parte sua, difende il principio dell’azione teatrale, l’azione nella danza e attraverso la danza che, secondo lui, apre prospettive illimitate. È un sognatore? No, agisce pensando al futuro; fa affidamento su coloro che la pensano come lui, ovvero i suoi ballerini. Molti di loro provengono prevalentemente da villaggi, altri hanno avuto una formazione di balletto classico: la spontaneità del folklore e la rigidità accademica vengono fuse in un unico stile di danza: il famoso stile di Moiseev.

Prima di Moiseev, non esistono delle esperienze simili e non esiste neanche una tradizione in tal senso; tutto deve essere creato per la prima volta. E, lavorando sodo, la Compagnia riesce a “mettere in danza” l’idea di Moiseev del Teatro della Danza.

Moiseev è immensamente grato a tutte le persone entusiaste che con gioia e senza timore lo seguono in verso questo sconosciuto futuro.

Dopo il primo spettacolo, intitolato Le danze dei popoli dell’URSS (1937-38), la Compagnia cerca di sviluppare delle rappresentazioni più mature con trame e personaggi ben definiti. Ma tale progetto viene sospeso dalla guerra. Accantonato, ma non annullato: con incredibili sforzi la Compagnia riesce a sopravvivere, a sviluppare la sua professionalità e a continuare a studiare il folklore per le sue future rappresentazioni.

Dal tour in Mongolia nel 1943, ad esempio, la Compagnia porta a casa la Tsam, una favola trasformata in una vera e propria rappresentazione teatrale successivamente, in tempo di pace.

Durante la guerra, infatti, alcuni ballerini si arruolano, mentre la Compagnia si sposta da ‘palcoscenico’ a ‘palcoscenico’ percorrendo i sentieri di montagna, riuscendo così a sopravvivere. Si esibisce tre volte al giorno su palchi costituiti da camion posizionati uno accanto all’altro, dai ponti superiori delle navi da guerra o montati in piccole radure nelle foreste. È proprio durante la guerra che la Compagnia adotta questa regola: le difficoltà non devono essere drammatizzate, ma tenute in alta considerazione – inconsciamente, sarcasticamente, ironicamente – come una sorta di materia prima per future rielaborazioni artistiche. Queste esperienze, insieme agli appunti di viaggio dei ballerini, vengono accumulate per costruire delle immagini: è ciò che avviene, ad esempio, in Un giorno a bordo di una nave da guerra (1943-44), nel quale la Compagnia presenta, danzando con umorismo e splendore, la vita di tutti i giorni in tempo di guerra della marina sovietica. Ma il “bottino” di guerra più ricco è costituito dalle miniature coreografiche intitolate Partigiani. Estremamente precisa nella forma e ricca di emozioni, questa coreografia è un poema che glorifica i milioni di combattenti generosi, sorridenti, impavidi. Questa miniatura coreografica è l’orgoglio della Compagnia e viene inclusa sempre in ogni programma. Inoltre, è da considerare come per i ballerini e per le loro capacità artistiche Partigiani sia una dura prova.

Dopo la guerra, gli europei iniziano entusiasticamente a ricostruire le loro vite e la loro arte. I direttori di numerose Compagnie folkloriche dell’Est Europeo chiedono consigli a Moiseev. In realtà l’aiuto è reciproco: i coreografi stranieri ottengono ciò di cui hanno bisogno e la Compagnia di Moiseev materiale per nuovi esperimenti.

Così, lo spettacolo Le Danze dei Popoli Slavi (1945) presenta numerose danze folkloriche dell’Europa orientale. C’è un curioso episodio a questo riguardo: Moiseev stesso non ha mai visto una danza folklorica jugoslava, ma ha cercato specifici elementi negli usi e costumi, nelle canzoni e nelle favole di quel paese. Il risultato è la Suite Yugoslava che ha avuto grande successo anche nell’ex-Jugoslavia.

Dopo l’Europa, la Compagnia ‘invade’ l’Asia: lo spettacolo Pace e Amicizia (1953) include danze coreane, mongole e cinesi.

Ed è ancora un successo durante il tour in Cina (1954). Il pubblico cinese rimane piacevolmente sorpreso nel vedere che i russi eseguono la vecchia danza cinese dei nastri in modo estremamente espressivo e autentico. La Compagnia di Moiseev presenta la sua versione della danza anche ai ballerini cinesi.

All’epoca, l’organico della Compagnia è molto più omogeneo. Il repertorio include decine di danze, scene coreografiche e suite. Nel 1955 la Compagnia compie un ulteriore salto qualitativo – questa volta a Parigi. I ballerini della Compagnia sono piuttosto preoccupati all’idea di andare in Occidente; si tratta, infatti, della prima Compagnia sovietica a farlo dopo la guerra. E poi Parigi ha già segnato negativamente il destino di molte compagnie. Ma Moiseev si aspetta il successo; e ha ragione. Lo scroscio di applausi al Palais de Chaillot riduce in polvere la cortina di ferro. Ancora una volta Parigi assiste alla bravura e al fascino dell’arte russa. Eccone un esempio tratto da un quotidiano dell’epoca: “Se non urli e non batti i piedi alla fine di una recita di Moiseev, non sei normale e hai bisogno di uno psicanalista”.

Ben presto anche le migliaia di persone dall’altra parte del pianeta avrebbero condiviso lo stesso piacere dei parigini: la Compagnia di Moiseev si esibisce a New York. Ancora una volta sono i primi sovietici a farlo e, nuovamente, è un trionfo. La tournée negli Stati Uniti (1958) apre una nuova era nelle relazioni tra Russia e USA. Sembra che la guerra fredda sia finita. Da quel momento, le tournée negli Stati Uniti diventano una tradizione; tutti gli spettacoli si concludono invariabilmente con la quadriglia americana Square Dance, che viene danzata non solo sul palcoscenico ma anche in platea, in galleria e persino nella buca d’orchestra.

Esibirsi in tournée è l’anima della Compagnia. Moiseev e i suoi ballerini visitano tutti i continenti: via terra, via mare, via cielo, percorrono la distanza tra la terra e la luna e ritorno; le recensioni delle loro rappresentazioni riempirebbero molti volumi. Ma, ciò che è ancora più importante, il fare tournée apre una nuova era per la Compagnia stessa. Il repertorio diventa più ricco e i doveri artistici sempre più complicati. La scoperta e il successo delle suite coreografiche indicano la strada verso una più matura rappresentazione teatrale nella quale la danza, la musica, la regia, l’azione drammatica, i costumi e le luci contribuiscono in egual misura al successo dei ballerini.

Per fare nuovi esperimenti il coreografo non ha bisogno solo di ballerini professionali ma di ballerini-attori, che possano immediatamente cogliere e sviluppare il pensiero del coreografo. I requisiti diventano sempre più complicati e la scuola si perfeziona. Così nasce la scuola di danza di Moiseev. La Compagnia dimostra i traguardi raggiunti dalla scuola nello spettacolo intitolato Il cammino verso la danza (1965). In questo spettacolo-lezione, il vero processo della creazione si rivela artisticamente: i ballerini dimostrano al pubblico come da segmenti coreografici separati si possano creare dei veri e propri dialoghi coreografici. Questo lavoro dimostra non soltanto la “meravigliosa spontaneità” della danza, ma anche l’abilità, la coordinazione e l’unità di stile della Compagnia. Allo stesso tempo, Moiseev dimostra il suo atteggiamento nei confronti degli attori: è orgoglioso di loro, li tiene in altissima considerazione e chiede loro molto; poco meno di quello che chiede a se stesso. Per Il cammino verso la danza Moiseev viene insignito del premio Lenin.

L’Igor Moiseev Ballet è la prima compagnia di danza del paese ad ottenere il titolo “Accademico”. Ancora una volta si sente allora la necessità di fare un ulteriore salto qualitativo: un mare di folklore è già stato esplorato, decine di generi e di forme sono state usate, ma ora Moiseev vuole a tutti i costi dimostrare che la Compagnia può sostenere una grande rappresentazione coreografica. Moiseev decide di mettere in scena le Danze Polovesiane, come in una sorta di contrapposizione con Mikhail Fokin. Per Moiseev non basta più “prendere il passo di danza dalla musica”, egli ha bisogno della veridicità storica della vicenda, degli usi e dei personaggi; è questa veridicità che produce una trama consistente, le sfumature dei movimenti plastici e le linee grafiche della danza. Così la Compagnia, coraggiosamente, compie un ulteriore passo verso il Teatro della Danza. Nel 1971, per commemorare il debutto di Danze Polovesiane a Parigi, viene coniata una speciale medaglia.

Da allora passa un quarto di secolo. Vengono messe in scena nuove suite e nuove rappresentazioni delle quali Moiseev può andare fiero. Una di queste è la Suite delle danze greche (1991). L’idea viene discussa con M. Theodorakis che, per l’occasione, arrangia un motivo popolare. Moiseev lo fa suo e lo sviluppa in un affresco plastico di grandi dimensioni. Grazie poi alla collaborazione dei ballerini, il tutto è arricchito con sfumature tipiche di quel paese.

Questa Suite delle danze greche fa parte oggi di quel centinaio di miniature, scene e suite della Compagnia, che sono organizzate in cicli intitolati: Immagini del passato, Immagini sovietiche e Attraverso i paesi del mondo. In più, le migliori coreografie di questi cicli sono inserite nello spettacolo intitolato All’estero e in patria (1983). L’idea di base è quella di mostrare il passaggio dalle miniature coreografiche a dei balletti più maturi ed elaborati.

Altro passo importante è il balletto in due atti Una notte sul Monte Calvo, che viene messo in scena con la musica di M. Musorgskij dal romanzo di N. Gogol. Anche precedentemente la Compagnia aveva usato la musica sinfonica (Jota Aragonesa di M.Glinka, ad esempio) e la letteratura (La Ballata Spagnola di Pablo de Luna ripreso da P. Merimée). Ma con Una notte sul Monte Calvo è la prima volta che la Compagnia annuncia una rappresentazione in due atti, con un libretto, una serie di personaggi, con la partitura del direttore d’orchestra e musica sinfonica.

Nelle Scene Folk, un’antologia di danze molto colorate, ci sono invece divertentissimi scherzi, zuffe e battibecchi, come ad esempio la riunione dei ricchi nella piazza del mercato in un qualche paese del distretto di Poltava (Ucraina). Anche ispirandosi alle sue esperienze e fantasie d’infanzia, Moiseev riesce a portare in scena personaggi autentici. In Witches Sabbath vengono usati effetti straordinari: uno stroboscopio, percussioni jazz, maschere, trampoli e reliquie e i tipi di danza vanno dal balletto classico alla break-dance; ci sono battute raffinate e impetuose improvvisazioni di Moiseev e dei suoi ballerini. La rappresentazione è un successo in tutto il mondo.

Moiseev è costantemente impegnato a cercare nuovi ballerini, nuove idee e nuove trame per i suoi balletti. Pensa continuamente a nuovi progetti. La Suite di danze ebraiche “Family Joys” viene presentata per la prima volta nel 1994, durante il festival che ha segnato il settantesimo anniversario di attività artistica di Moiseev, ma, in realtà, è concepita molto tempo prima. Già nel 1939, Moiseev vuole mettere in scena con la sua Compagnia la cerimonia nuziale ebraica chiamata “Freilekhs”. I famosi attori ebraici S. Mikhoels e V. Zuskin sono invitati a partecipare al progetto. All’epoca il progetto non viene realizzato, ma non viene dimenticato. Al contrario, con il passare degli anni il progetto diventa sempre più ricco di dettagli e di particolari. Adesso, dopo decenni di preparativi in sordina, i personaggi della cerimonia nuziale arrivano sul palcoscenico, pronti a fare grande confusione, a litigare e a fare pace, a comprare e a vendere, a versare lacrime e a ridere. Questa scena pittoresca si risolve nella festa nuziale, ma non è certo la fine: il turbine finale di emozioni viene riprodotto dai ballerini con ancor più grande forza.

Nel corso degli anni, la qualità artistica e la dotazione tecnica della Compagnia si sono sviluppate tantissimo. I ballerini che vi lavorano oggi padroneggiano tutti gli stili e i generi della danza. Ma i ballerini di domani sicuramente sorpasseranno quelli di oggi. Rimarrà immutata solo una cosa: l’anima, la grazia e il carattere distintivo della danza folklorica.

Nel gennaio 2001 viene organizzato un gala per celebrare il 95° compleanno di Igor Moiseev. Il gala si svolge al Teatro Bol’šoj, quella sera Igor Moiseev riceve due onorificenze: la medaglia Mozart dell’UNESCO per l’eccezionale contributo alla cultura del mondo musicale e il premio del Governo di Mosca “Leggenda del secolo”, di cui Igor Moiseev è il primo insignito assoluto. Lo stesso anno la rivista “Balletto” gli conferisce il  premio “Anima della danza”.

Gli impegni internazionali della Compagnia registrano nuovi trionfi in Ungheria, in Grecia, partecipando anche al Festival “Demetria” di Salonicco. La partecipazione a questo festival ultracentenario e ancora in grado di attrarre i complessi musicali più famosi del mondo, rappresenta motivo di vanto per la Compagnia a testimonianza della sua grande reputazione internazionale.

Il 10 febbraio 2002 la Compagnia celebra il suo 65° Anniversario. Nell’aprile dello stesso anno l’Igor Moiseev Ballet intraprende una lunga tournée nelle maggiori città americane e partecipa alla XX edizione del Festival “Primavera di Aprile” nella Corea del Nord, in cui riceve il primo premio. Il capo dello Stato, Kim Chen Ir, dopo aver assistito allo spettacolo, invia alla Compagnia una lettera di ringraziamento ed un invito personale per una tournée che si sarebbe poi svolta nel giugno 2002. Nel novembre 2002 l’Igor Moiseev Ballet si esibisce a Londra e, in dicembre, in diverse città dell’Ungheria. Nell’aprile 2003, è in Corea del Sud, nel giugno 2003 in Romania, nel settembre 2003 in Germania e nell’ottobre 2003 in Lettonia. Nel 2004 si esibisce nuovamente in Corea del Nord e, nell’estate dello stesso anno, in Italia e Francia. Nel 2005 continuano le tournée negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Nord. Negli Stati Uniti, a settembre, la compagnia partecipa al Festival di celebrazione del 25° anniversario dell’Orchestra di Hollywood “Hollywood bowl”. A novembre, la compagnia effettua una tournée in Germania.

Il 21 gennaio 2006 Igor Moiseev festeggia i suoi 100 anni con un Gala al Cremlino. Partecipano al Gala grandi interpeti provenienti dalle più importanti compagnie di danza del mondo: Béjart Ballet Lausanne, Alvin Ailey American Dance Theater, Balletto del Teatro alla Scala, il Balletto dell’Opera di Vienna e la ballerina spagnola Maria Pahes.

Nel febbraio 2007 la compagnia Igor Moiseev Ballet celebra i suoi 70 anni con due Gala alla Sala ?ajkovskij di Mosca. Nel corso del 2007 la compagnia è in tournée in Slovacchia, Repubblica Ceca, Corea del Nord, Lettonia, Lituania, Estonia, Ungheria e partecipa al Festival Internazionale di Cartagine (Tunisia).

Nel 2008 l’Igor Moiseev Ballet festeggia il 50° anniversario dello scambio culturale tra Stati Uniti e Russia. La compagnia tiene una lunga tournée negli Stati Uniti e si esibisce anche a Toronto, in Canada.

Oggi, l’Igor Moiseev Ballet continua ad arricchirsi di nuovi progetti e nuove idee. Porta in dote le capacità professionali e l’entusiasmo giovanile. Grandi professionisti, gli artisti di Moiseev sono sempre pronti per nuove tournée e nuovi debutti. Le creazioni  di questo straordinario artista trasmettono amore, gioia e felicità, così necessarie all’umanità.

Il 2 novembre 2007 Igor Moiseev ci lascia all’età di 101 anni.

Il 10 febbraio 2011 l’Igor Moiseev Ballet celebra il suo 74° anniversario.

IGOR MOISEEV

Igor Moiseev si annovera tra i maggiori coreografi del XX secolo ed è artefice di un’importante svolta nello sviluppo dell’arte coreografica mondiale, ha infatti elevato la danza popolare a patrimonio della cultura mondiale.

La vita e il percorso di Igor Moiseev costituiscono un esempio straordinario di dedizione totale e incondizionata all’arte coreutica. Fin dalla giovane età, l’attenzione di Igor Moiseev è stata rivolta al solo obiettivo di preservare, sviluppare e arricchire il folklore di professionalità, per consegnarlo alla ribalta della cultura mondiale.

Nato il 21 gennaio 1906 a Kiev, nel periodo 1924-1939 è solista e coreografo al Teatro Bol’šoj, dove a soli 24 anni è promosso coreografo e per il quale firma i balletti Il calciatore (1930), Salambo ( 1932 ) , I tre grassoni (1935) e Spartacus (1938).

Nel 1937 Igor Moiseev fonda il primo complesso di danza popolare, per poi trasformarlo in un teatro di danza popolare professionale unico nel suo genere, in cui nella forma severa dell’arte scenica si inserisce il fervore, l’improvvisazione, la leggerezza e la spontaneità del folklore.

Attualmente, il repertorio del teatro di danza popolare di Igor Moiseev è molto ampio, le sue creazioni si contraddistinguono per le storie intriganti, i personaggi ben caratterizzati e la varietà di situazioni suggerite dalle esperienze di vita stessa.

Gli spettacoli che da oltre settant’anni affascinano il pubblico internazionale non sarebbero nati senza le competenze coreografiche, drammaturgiche e interpretative di Igor Moiseev, che è riuscito a mettere in evidenza tutti i caratteri delle danze nazionali.

Nel 1943, Moiseev crea una propria scuola di danza, dando così un forte contributo all’arte moderna del balletto; è presso questa scuola che si formano i futuri componenti della compagnia.

Igor Moiseev è il primo nella storia della coreografia del XX secolo ad avere fatto della danza popolare un fenomeno in grado di unire i popoli di tutti i Paesi. Non c’è stato Paese nel quale la compagnia non si sia esibita e in cui non si sia cercato di riprenderne il modello professionale.

L’opera di Moiseev è immensa: le sue danze costituiscono un’enciclopedia della vita popolare, delle cronache dell’esistenza, conservando il fascino del tempo. Le questioni sociali, le caratteristiche nazionali, le storia di interi popoli, Igor Moiseev le ha raccolte tutte nella sua arte.

L’opera di Igor Moiseev è un classico della coreografia, dalle linee pulite e dalla chiarezza espressiva; gli spettatori di tutto il mondo ritrovano nei caratteri popolari sul palco un poco di loro stessi.

Igor Moiseev, oltre a essere l’autore di tutte le coreografie della compagnia, è stato insignito di molti riconoscimenti, tra i quali: Artista del popolo dell’URSS; Eroe del Lavoro Socialista; plurilaureato al Premio Lenin e ai Premi di Stato dell’URSS e della Federazione Russa; Cavaliere dell’Ordine “Per servizi resi alla Patria” di  I,  II  e III grado; primo laureato assoluto al Premio del Governo di Mosca “Leggenda del secolo”; laureato al Premio Russo Indipendente “Triumf”; Cavaliere di oltre trenta ordini nazionali ed internazionali; è inoltre membro onorario dell’Assemblea Nazionale di Francia e Membro dell’Accademia Francese della Musica e della Danza (1955).

Igor Moiseev ci ha lasciato il 2 novembre 2007.

Igor Moiseev Ballet

Balletto di Stato Accademico di Danza Popolare “Igor Moiseev”

Programma artistico

I PARTE

  1. Danza Russa «Estate»

Arrangiamento musicale di Vladimir Žmihov, Samson Gal’perin

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Danza Calmucca

Arrangiamento di Pëtr Rybakov

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Danza Tartara

Arrangiamento musicale di Еvgenij Avksent’ev

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Danza Agiara «Horumi»

Ritmi popolari

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Suite di danze moldave «Hora»,

«Čiokyrlija», «Žok»

Arrangiamento musicale di Dmitrij Fedov

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Antica quadriglia di città

Dal ciclo di danze «Quadri del passato»

Arrangiamento musicale di Pëtr Rybakov

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Quadro coreografico  «Partigiani»

Arrangiamento musicale di Samson Gal’perin, Vladimir Žmihov, Sigismund Katz

Coreografia di Igor Moiseev

II PARTE

  1. Danza Russa «Venzelja»

Arrangiamento musicale di Evgenij Avksent’ev

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Danza moldava scherzosa “Tabakerjaska”

Arrangiamento musicale di  Samson Gal’perin

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Tarantella siciliana

Arrangiamento musicale di Vladimir Žmihov

Coreografia di Igor Moiseev

  1. La statuetta mongola

Arrangiamento musicale di V. Žmihov

Coreografia di Igor Moiseev

  1. Danze Polovesiane

Arrangiamento musicale di A. Borodin

Coreografia di Igor Moiseev


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