Vignaledanza, Edizione 2011: un Festival Giovane e Internazionale

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Il bilancio dell’edizione 2011 di Vignaledanza, il Festival internazionale di Danza e Arti integrate, promosso e organizzato dalla Fondazione Teatro Nuovo è positivo e si caratterizza per due aspetti fondamentali: il primo, la conferma della connotazione internazionale del Festival e il secondo, l’ampio spazio riservato ai Giovani Talenti e al panorama coreutico contemporaneo.

La grande kermesse, ideata da Gian Mesturino che ne cura la direzione artistica continuativamente con la Fondazione Teatro Nuovo, ha portato avanti il suo discorso artistico, culturale, didattico e turistico, ha confermato, in occasione della 33ª edizione, l’apertura alle arti integrate. La viva manifestazione cosmopolita, ha “invaso” le colline monferrine puntando i riflettori su bellezza artistica, agonismo culturale, ricerca e interazione di alto professionismo e pratica formativa. L’intenso programma di stage e di vetrina per i Giovani Talenti in palcoscenico ha preso avvio il 21 giugno con la nuova formula Aspettando Vignaledanza, guidata dalle realtà didattiche del territorio; l’inaugurazione è stata affidata a Noche de tango il 3 luglio e gli spettacoli in piazza del Popolo e alla Confraternita dell’Arte si sono articolati secondo un fitto calendario che è terminato il 24 luglio.

Sul fronte delle collaborazioni e delle presenze internazionali, si sono susseguite, tra le altre, le sinergie con i Campionati Europei del Tango e l’ospitalità dei Campioni del mondo di questo genere coreutico dal forte fascino; con la Compagnia Accademica di Danza di Pechino che ha proposto lo spettacolo La Poesia del Vento su coreografie di Wang Wei, ovvero l’evento ufficiale nell’ambito dell’Anno Culturale della Cina, con il patrocinio di Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Cultura e Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese; con l’Evolution Dance Theater di Anthony Heinl, capace di fantasioso atletismo e affascinante visionarietà; con il Teatro dell’Opera di Macedonia protagonista del Don Chisciotte su musica di Ludwig Minkus e per la coreografia di Viktor Yaremenko; con la Escuela Nacional de Cuba per le attività di formazione e perfezionamento e per le performance e gli appuntamenti Italia-Cuba. Oltre ai giovani danzatori cubani, hanno popolato il Paese della Danza e delle Arti Integrate anche i giovani francesi del Liceo Brassens di Parigi, impegnati in un percorso formativo guidato dalla regista Franca Dorato, nell’ambito delle attività della Confraternita dell’Arte. Sempre nel contesto del dialogo internazionale, si è posta l’ospitalità dello spettacolo Verdilizzante, di forte contenuto sociale, proposto da Vivafrica in collaborazione con Itai Doshin Dance e Theatre Company.

La vicenda narrata ha visto protagonista la Nigeria, a metà degli anni ’80. Due uomini d’affari italiani e un uomo d’affari nigeriano organizzano l’arrivo di una nave di bandiera sconosciuta che sconvolge gli abitanti delle zone costiere. Il carico altamente radioattivo viene scaricato sulla terra ferma e scambiato dall’ignara popolazione per fertilizzante. Lo spettacolo prende spunto da questo evento tragico che ha condizionato il futuro di migliaia di individui. Il testo evita consapevolmente di citare luoghi e persone in territorio nigeriano, scegliendo di universalizzare un fenomeno che colpisce diverse parti del mondo.

 

I Giovani Talenti sono stati protagonisti della novità Aspettando Vignaledanza, così come dello Stage, dei Concorsi Internazionali e di tutte le serate aperte ai partecipanti alla rassegna Agon e dedicate allo “Spazio Giovani”.

In questo senso, accanto al grande palcoscenico di piazza del Popolo, si è rivelato luogo di confronto e di performance condivisa la Confraternita dell’Arte con un fitto planning di opportunità artistiche da vivere in prima persona.

L’apertura al panorama coreutico italiano contemporaneo e ai nuovi interpreti ha permesso di offrire un’importante vetrina che ha visto protagoniste nuove voci coreografiche e validi esponenti della danza d’autore: Laura Corradi ha regalato un inedito Lago dei cigni di grande emozione nell’interpretazione di Ersiliadanza; Francesca La Cava un simbolico e intenso Alice oltre lo specchio; Adriana Cava un percorso nel jazz con il multidisciplinare Momenti Jazz; Monica Casadei un vibrante Acqua, madre-mare-memoria su musiche originali di Delilah Gutman, affidato alla Compagnia Artemis Danza.

 

Il dialogo tra le Arti ha trovato nel Concerto inaugurale di mezzogiorno con i Solisti dell’Orchestra Sinfonica di Savona, a cura dell’Associazione Aleramo, un appuntamento emblematico e che ha riscosso grande apprezzamento.

 

Sul piano dei dati numerici, la 33ª edizione del Festival Vignaledanza ha visto un’affluenza in linea con quella della passata edizione con media spettatori intorno ai 250 e con la seguente “classifica” degli spettacoli con maggiore adesione di pubblico: al primo posto, Noche de Tango, con circa 500 spettatori, seguito da Raffaele Paganini in Un Americano a Parigi, dalla Compagnia Accademica di Danza di Pechino ne La poesia del vento, dai Giovani Talenti del Liceo Teatro Nuovo e dell’Associazione Allievi ed Exallievi Fondazione Teatro Nuovo in una splendida edizione del balletto classico La bella addormentata e dal sorprendente e acrobatico Firefly.

Accanto ai “big” dei quali era facile immaginare un successo che è stato comunque un’importante conferma, in questa “classifica” emerge (come era avvenuto lo scorso anno con Coppelia), la grande partecipazione a La bella addormentata, proposto in una nuova edizione firmata dalla grande “maestra” e coreografa cubana Niurka De Saa. La Junior Company Allievi ed Ex-Allievi TNT, che ne è stata protagonista, è formata da una selezione di Giovani Talenti diplomandi o diplomati al Liceo Coreutico Teatro Nuovo e da allievi ed exallievi della Fondazione Teatro Nuovo, molti dei quali già professionisti in Compagnie italiane ed europee. L’intento della nuova Compagnia, che raccoglie sia performers che talenti impegnati negli altri aspetti di allestimento (per esempio, autori, scenografi, promoters) è di costituire un punto di confluenza di esperienze professionali, con lo scopo di tenere vivo il nome della Fondazione Teatro Nuovo attraverso la riproduzione del repertorio classico della grande Scuola cubana e il repertorio di creazioni della Compagnia Teatro Nuovo, che mette a loro disposizione testi, impianti scenici e costumi.

Sono risultati davvero significativi soprattutto in un’estate meterologicamente difficile con oltre 15 giorni di brutto tempo su un mese di performances, con pioggia, vento e temperature piuttosto basse. E’ stato importante poter contare sulla tensostruttura, ovvero l’accogliente Teatrotenda in piazza del Popolo, cui il pubblico si è ormai affezionato.

Anche lo stage ha confermato la medesima partecipazione di giovani e giovanissimi in formazione della precedente edizione.

Gian Mesturino, innamorato della danzatrice sulla foglia di vite (un logo fortunatissimo, antesignano del connubio tra Bacco e Tersicore, in volo tra le colline) a giugno, in occasione della preparazione della cartella stampa, si chiedeva: “Mentre scrivo di qualcosa che amo, per il quale ho gioito ma anche sofferto, penso a parole che la canzone di Modugno definirebbe “nuove”. Con Vignaledanza, la storia è fatta di fedeltà ma anche di palpiti d’arte e di vigneti, di progetti e emergenze, di successi e speranze, di migliaia e migliaia di spettatori, performers, allievi dello stage e lavoratori dello spettacolo, dalla segreteria alla promozione alla tecnica di palcoscenico. Come faccio a dichiarare l’amore alla fanciulla sulla foglia di vite, donna della mia vita, per la 33esima volta? Posso dirle che è bellissima, elegante, forte e lieve al tempo stesso nel sollevare il numero di edizioni; posso dirle che è giovane per sempre, come il talento che si rinnova e la voglia di collaborare che è il segreto per farcela, anche in tempi difficili. Difficili come quando pioveva e lo spettacolo non poteva aver luogo; fu allora che ci battemmo per proteggere la manifestazione e il suo simbolo, con una copertura a cerchio perfetto colorata di “blu elettrico” che nel tempo divenne “vela bianca” tra i tetti e poi ancora tensostruttura capace di proteggere anche tutto il pubblico (dono della Provincia di Alessandria per l’edizione 2005). Ed è stata l’impeccabile danzatrice sulla vite a chiamare i suoi amici: la musica, la letteratura, la poesia, il teatro, la fotografia, le arti figurative… per rendere onore a ogni luogo del paese che la ospita e a ogni talento che cercava la sua formazione. Spettacolo ad alto livello, con attenzione all’innovazione, e pratica e perfezionamento, con importanti momenti di verifica come i Concorsi. Il tutto, in linea con il progetto di Ente nazionale di Promozione. Già… la “danzatrice sulla foglia”! Danzatori, attori, ricercatori, musicisti e docenti del territorio, italiani e stranieri sono venuti a conoscerla e -ciò che mi rende orgoglioso- l’hanno portata nel mondo. Penso, ma sarebbero da ricordare tutti, a Luciana Savignano, ai Momix, a Lindsay Kemp, Alwin Nicolais, Carolyn Carlson, Birgit Cullberg, Mats Ek, Vladimir Malakhov, Luciano Cannito, Marika Besobrasova, Raffaele Paganini… penso alla danza di tradizione e di ricerca, ai protagonisti del repertorio russo, del tango più appassionato o alle nuove voci coreografiche… il pensiero corre al futuro per il quale la Fondazione Teatro Nuovo (siamo tanti, tra corpo docente, dipendenti, collaboratori e sostenitori esterni) si batte. Penso, innanzitutto, ai Talenti da sostenere, al rinnovamento, alle evoluzioni e agli echi di Vignaledanza. Tra ricordi e proiezioni, mi vengono in mente molti giovani ma due tra tutti, Carlos Acosta da Cuba e Federico Bonelli da Casale Monferrato, appassionati frequentatori del Festival e della Fondazione TNT. Vignaledanza, mi piace ripeterlo, è una scommessa monferrina che guarda al mondo e al futuro. La sorprendente creatura che è il Festival, Medusa al contrario, capace di trasformare la pietra in movimento, è fatta di queste colline, anima e corpo, ma soprattutto è una creatura dell’amore incoercibile per l’arte e per i giovani; un amore che ha dato frutti importanti, con testimoni e divulgatori della sua filosofia e della sua operatività in tutto il mondo”.

Ebbene, oggi, all’indomani della conclusione della 33esima edizione, il messaggio di Gian Mesturino si conferma questo: “la sfida prosegue all’insegna di questo amore. E come l’amore è più grande di chi lo prova, così il frutto del nostro lavoro è ancora più bello, universale e fruibile di quanto avremmo potuto desiderare. La “mia” fanciulla sulla foglia di vite ci aspetta per vivere insieme la 34esima edizione del Festival di Danza e Arti Integrate!”.

FONDAZIONE TEATRO NUOVO PER LA DANZA

10126 TORINO – CORSO MASSIMO D’AZEGLIO, 17

tel. 011/65.00.211  fax 011/65.00.265 – www.teatronuovo.torino.it

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