IL GIARDINO DEI CILIEGI

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La neonata “Compagnia Sperimentale Viviana Di Bert” porta in scena – come suo primo lavoro, al teatro Colosseo Nuovo Teatro di Roma, dal 20 al 25 settembre 2011 – lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi” ultimo testo teatrale scritto da Cechov.

La storia ruota intorno ai vari tentativi di una famiglia dell’alta borghesia russa di conservare la proprietà della sua estesa tenuta di campagna messa all’asta. Qui un antico frutteto di ciliegi – nel mese di maggio – si ricopre di fiori bianchi trasformandosi in un meraviglioso “giardino”, simbolo quest’ultimo, per coloro che lo abitano, di rimpianti, di speranze, di sogni.

A contemplare questo miracolo della natura per l’ultima volta, riuniti nella grande casa dell’infanzia, i vari personaggi non colgono i segni del tempo che passa e cambia.

Ritroviamo in quest’opera il tema dominante dello scorrere della vita dalla nascita fino alla morte.

Per il popolo giapponese, l’albero del ciliegio è simbolo del Giappone nonché immagine della bellezza e della caducità della vita. Per questo motivo ho voluto allestire lo spettacolo ispirandomi alla cultura giapponese.

Un’antica storia narra che la pianta del ciliegio Sakura avesse i fiori bianchi. Un imperatore fece seppellire sotto i ciliegi i samurai caduti in battaglia. Da quel giorno i petali dei fiori divennero rosa per il sangue di questi eroi. Il fiore del ciliegio raggiunge la sua massima bellezza, poi si stacca e il vento lo porta via. Questo fiore riflette la filosofia dei Samurai di sopportare fino ad accettare anche il sacrificio estremo, cioè, la morte. Ogni anno tra marzo e aprile in tutto il Giappone per la fioritura dell’albero del ciliegio è grande festa, si balla, si canta, sotto questa pianta.

Quest’anno in pochi attimi una catastrofe ha cambiato ogni cosa. Tutto è sparito. Ma il fiore del ciliegio no. È vivo nel pensiero e nel cuore coraggioso dei nipponici. Silenziosi eroi. Samurai del nostro tempo. Il loro orgoglio e la loro dignità sono modello per tutti noi.

“Viene da pensare che qui i ciliegi torneranno a fiorire presto, forse già domani e per lunghi anni e che la felicità non è perduta”.

(La Repubblica, 9 aprile 2011)

Viviana Di Bert

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