Il Teatro Regio di Parma in tournée in Oman

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In occasione della prestigiosa anteprima della nuovissima Royal Opera House di Muscat, capitale dello stato arabo, i complessi artistici del Regio invitati a portare in scena lo storico allestimento di Rigoletto

Royal Opera House di Muscat, Oman

7, 8 settembre 2011

Quasi due secoli di ininterrotta storia e tradizione, di passione e di qualità consegnano il Teatro Regio di Parma a un ruolo di primo piano in campo internazionale. A sancirne in modo inequivocabile il prestigio affermato nel Festival Verdi e nelle sue Stagioni Liriche e Concertistiche, le produzioni, l’Orchestra, il Coro e le maestranze tecniche del Teatro Regio sono richieste da istituzioni e teatri di tutto il mondo: Città del Messico, Mumbai, Nuova Delhi, Parigi, Bilbao, Hong Kong. Così la recentissima e trionfale doppia trasferta del Teatro Regio di Parma in Germania e Cina nel nome di Giuseppe Verdi, interamente sostenute dai partner internazionali, con Nabucco a Wiesbaden per l’Internationale Maifestspiele (il Festival tedesco più antico dopo quello di Bayreuth) e per due anni consecutivi con Rigoletto al Nuovo Teatro Nazionale Cinese di Pechino, straordinario e imponente gioiello di vetro e titanio simbolo di tutte le novità della nuova Cina.

Un nuovo straordinario impegno coinvolge il Teatro Regio di Parma chiamato in questi giorni a portare l’Opera nel Sultanato dell’Oman, per la prima volta nella storia di questo paese, in occasione della prestigiosa anteprima della nuovissima Royal Opera House di Muscat. Il 7 e 8 settembre 2011 i Complessi del Teatro Regio porteranno in scena lo storico allestimento di Rigoletto creato per Parma da Pierluigi Samaritani. Con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Parma, Maestro del coro Martino Faggiani, saranno Roberto Aronica (Il Duca), Vladimir Stoyanov (Rigoletto), Barbara Bargnesi (Gilda), Felipe Bou (Sparafucile), Daniela Pini (Maddalena), Katarina Nikolic (Giovanna), Gabriele Sagona (Il Conte Monterone), Giovanni Guagliardo (Marullo), Paek Seung Hwa (Matteo Borsa), Federico Longhi (Il Conce di Ceprano), Katarina Nikolic (La Contessa di Ceprano), Alessandro Bianchini (Un uscere di corte), Katarina Nikolic (Un paggio) i protagonisti diretti da Andrea Battistoni, Primo Direttore Ospite del Teatro Regio. L’allestimento è quello storico ideato da Pierluigi Samaritani rinnovato dalla regia di Stefano Vizioli che sarà ripresa nell’occasione da Carlo Bellamio, con le scene e i costumi di Pierluigi Samaritani e ripresi da Alessandro Ciammarughi, e le luci di Andrea Borelli.

Voluta per decreto reale, la Royal Opera House di Muscat è un maestoso edificio divenuto simbolo dell’attenzione di Sua Maestà il Sultano Qaboos bin Said allo sviluppo e alla prosperità culturale della regione. Un luogo nato per rendere merito alle diverse forme d’arte di tutto il mondo e che diverrà laboratorio di creatività e di scambi intellettuali, dando così importanza al dialogo e al confronto.

“È una riprova del prestigio internazionale del nostro Teatro” – esordisce il Sovrintendente Meli. “Quando Harold Clarkson (Vice Presidente della IMG, la più grande conglobata internazionale di rappresentanza artistica) mi ha chiesto se ce la sentivamo di essere i primi a salire sul palcoscenico del nuovo Teatro di Muscat, per così dire i primi a testare il valore di una struttura modernissima, ho immediatamente accettato. E lo stesso entusiasmo ha animato le maestranze del Teatro a cui devo un grazie per la flessibilità, attenzione e partecipazione. È una grandissima emozione e soddisfazione vedere il Teatro tutto – dai tecnici al coro, dalla compagnia di canto all’orchestra –  muoversi per portare il Verdi di Parma in un paese, per tanti versi, così lontano. Muscat, capitale dell’Oman si pone come centro tra i più attivi nella regione araba per scambi culturali ad ogni livello. Vale forse la pena di ricordare” – continua Meli – ”che questa città, con il suo Teatro, si è legata, in prospettiva strategica, all’Aspen Institute, il più importante Think Tank del mondo. Harold Clarkson, amico di antica data, ha influenza su teatri e festival in ogni parte del mondo e non è raro che alla IMG vengano affidate per intero l’organizzazione di appuntamenti di assoluto rilievo, come è appunto l’apertura del Royal Opera House Muscat. Capita così, ad esempio ad Atene e a Beijing, capiterà ad Abu Dabi e in altre “nuove” capitali dell’economia mondiale. Spero, anzi credo, che questa nostra prima prestigiosa collaborazione aprirà nuovi scenari, per noi, nel mercato internazionale della cultura”.

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