L’amore segreto di Ofelia

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traduzione Adele D’Arcangelo

ideazione e messa in scena
Michela Lucenti e Maurizio Camilli

scrittura fisica Michela Lucenti
drammaturgia sonora Maurizio Camilli

con
Michela Lucenti e Maurizio Camilli
Gertrude, voce registrata di Elisabetta Pozzi

disegno luci Pasquale Mari
spazio scenico Alberto Favretto

produzione Balletto Civile/Fondazione Teatro Due e Pier Francesco Pisani

collaborazione tecnica e fonica Francesco Traverso datore luci Tiziano Scali
assistenti alla messa in scena Emanuele Serra, Ambra Chiarello, Emanuele Braga
assistente alla produzione Giulia Spattini sarta Luigia Lezi

A partire dalla nota vicenda del principe di Danimarca e della sua amata, Steven Berkoff costruisce un esperimento teatrale, un ipotetico e segreto rapporto epistolare tra Amleto e Ofelia, 39 lettere, brevi monologhi che come un inesorabile conto alla rovescia esplorano i meandri della relazione fra i due personaggi che Shakespeare sembra solo accennare. Un pretesto per scandagliare i silenzi e le domande senza risposta di questo grande testo. Due pensieri solitari e inquieti, due universi sotto un microscopio emotivo, tradotti in fiumi di parole densi come lava che esprimono passioni del tutto contemporanee. Un linguaggio carnale fra immagini di desiderio sessuale e premonizioni della futura tragedia. Parole corporee, che costruiscono una drammaturgia fisica figlia del loro stato interiore. L’uso furioso dei corpi intrappolati in un meccanismo troppo grande. Ofelia incastrata in una Elsinore materica, di cui Amleto resta l’ultima parte viva.

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