IL LUNA PARK DELLA SCIENZA

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Il Luna Park della Scienza

Equilibrismi e grandi invenzioni

Una produzione Teatro della tosse | Associazione Festival della Scienza

Regia Emanuele Conte,

drammaturgia Amedeo Romeo,

canzoni e musica Federico Sirianni

scene Luigi Ferrando,

costumi Guido Fiorato

video art Gregorio Giannotta

Con Silvia Bottini, Enrico Campanati, Pietro Fabbri.

La voce del generale Garibaldi è di Vanni Valenza

Assistente alla regia Yuri D’Agostino

Orari spettacoli:

Giovedì 20, venerdì 28 e sabato 29 – ore 21.00

Venerdì 21 e sabato 22 – ore 18.00 e ore 21.00

Martedì 25 – ore 18.00

Mercoledì 26 e giovedì 27 – ore 10.00 e ore 18.00

Domenica 23 e 30 – ore 16.00

“Benvenuti signore e signori al grande spettacolo della scienza!

Preparatevi ad atteggiare le vostre labbra nella più classica delle espressioni di meraviglia. Inspirate profondamente ed esalate il vostro strabiliato ohohhhhhhhh”

Mr. Wiz

Il Teatro della Tosse apre la stagione 2011/2012 con lo spettacolo Il Luna Park della scienza – equilibrismi e grandi invenzioni regia di Emanuele Conte scritto da Amedeo Romeo in Prima Nazionale. Lo spettacolo debutta giovedì 20 ottobre e resta in scena fino a domenica 30 ottobre.

La sera della prima in Piazza R. Negri (davanti al Teatro della Tosse) Masque Teatro presenterà The Coil, ovvero la stupefacente macchina dei fulmini dello scienziato Nikola Tesla.

Il Luna Park della scienza è il quarto titolo prodotto dal Teatro della Tosse insieme al Festival della Scienza, dopo Candido, viaggio tragicomico nel migliore dei mondi possibili (2008), 2984 (2009) e Il viaggiatore onirico, uno spettacolo jazz (2010). Tutti titoli di grande successo, che hanno continuato a vivere nel tempo, come 2984 che quest’anno è in cartellone al Teatro della Tosse e sarà in tournè in diverse città italiane.

Si rinnova anche la collaborazione tra Emanuele Conte, che firma la regia di questo nuovo spettacolo e Amedeo Romeo che ha scritto il testo. Regista e drammaturgo si ritrovano a lavorare insieme dopo aver collaborato a spettacoli come Se una sera d’estate Mangiafoco incontra Re Lear… ovvero i Cattivi a Teatro, Il castello dei sette peccati e Spettacolo cosmico gli orizzonti dello zodiaco.

Il Luna Park della scienza è uno spettacolo per tutti, ideale continuazione di Spettacolo cosmico gli orizzonti dello zodiaco. Protagonisti della storia sono infatti Mr Wiz, Osvaldo e Concetta in arte Libbie la libellula, che danno vita a una storia ispirata alle vecchie pellicole di Charlot.

Le atmosfere ricordano i film del romantico e malinconico personaggio inventato da Charlie Chaplin agli albori del cinema e proprio al genio del grande attore inglese è ispirato il finale dello spettacolo.

Mr Wiz è il più grande mago di tutti i tempi, direttore, padrone, tiranno del Lunapark della scienza con una crudele avversione per suo nipote. A dare vita a questo subdolo personaggio è Enrico Campanati perfettamente a suo agio nei panni istrionici e un po’ perfidi di Mr Wiz.

Osvaldo, suo nipote, genio incompreso, ingegnere dilettante, scienziato, inconsapevole inventore di macchinari prodigiosi e piccoli gioielli della tecnologia è interpretato da Pietro Fabbri. Mentre Silvia Bottini dà vita al personaggio di Concetta, in arte Libbie la libellula, ballerina, equilibrista, funambola. Quest’ultima è l’attrazione femminile del lunapark, amica e confidente di Osvaldo, che come in tutte le storie che si rispettino, ne è segretamente innamorato.

I tre, sul loro carrozzone, viaggiano di paese in paese, piantano le tende e si esibiscono. Un po’ maghi, un po’ cialtroni, un po’ scienziati, un po’ artisti di strada. Sotto gli occhi strabiliati del pubblico, scatenano la pioggia, parlano tra loro da distanze inimmaginabili, proiettano immagini viventi sulla facciata delle case, volano sui tetti, attraversano la piazza su misteriosi bicicli senza pedali, curano il mal di denti, e mille altre cose ancora.

È Osvaldo che, quasi per caso, scopre tutte queste meraviglie, mentre lo zio, pur senza riconoscerne né il valore, né il funzionamento, ne approfitta per lucrare alle spalle dell’ingenuo pubblico. Osvaldo soffre nel vedere sfruttate le proprie invenzioni per ingannare il pubblico, si sente colpevole, ma non riesce ad emanciparsi dalla tirannia dello zio.

Durante le interminabili discussioni notturne, spiega a Libbie il funzionamento delle sue opere ingegneristiche, le confida i propri sogni, la speranza di poter mettere la propria intelligenza al servizio dell’umanità.

Fin quando…

Un incontro straordinario, nientemeno che con il generale Garibaldi (a cui presta la voce Vanni Valenza) in persona – o forse solo con la sua ombra – cambierà per sempre il destino dei nostri tre protagonisti e del nostro Paese.

Solo grazie ad una delle invenzioni di Osvaldo, infatti, un piccolo piccione telecomandato, Garibaldi potrà inviare un dispaccio segreto ai suoi uomini e salvarli da una ferale imboscata.

Non illudetevi, non troverete questa vicenda nei libri di Storia, non vi è traccia di Osvaldo tra le pagine dei manuali, è questo l’ultimo tiro che gli ha giocato lo zio. Ma ad Osvaldo non importa, perché alla fine ha trovato l’amore. E la libertà.

Il Lunapark della scienza, attraverso la storia di questi tre personaggi indissolubilmente legati tra loro, con un pizzico di fantasia e una buona dose di anacronismi, racconta un secolo e mezzo di grandi invenzioni, tra macchine teatrali, giochi di ombre, musica e buoni sentimenti.

Un contributo fondamentale allo spettacolo arriva dalla musica e dalle canzoni create appositamente da Federico Sirianni. Gli attori si troveranno a dover dividere il palco con i disegni animati dell’artista genovese Gregorio Giannotta.

Quarto protagonista della vicenda, al pari degli attori è la scena creata da Luigi Ferrando, che riesce a trascinare lo spettatore dentro la vicenda stessa. Ferrando crea un microcosmo vivace e dinamico, che ruota intorno a un carrozzone magico centro e origine dell’intera vicenda, capace di aprirsi e trasformarsi come un libro tridimensionale e di diventare palcoscenico, osservatorio scientifico, laboratorio o terrazza affacciata sull’infinito. Un caleidoscopio di colori e trovate che attingono dalle atmosfere tipiche dei vecchi film di Charlot e Fellini.

Altro elemento importante che impreziosisce la storia sono i costumi creati da Guido Fiorato.

Lo spettacolo resterà in scena da giovedì 20 a domenica 30 ottobre con orari diversificati per venire incontro agli spettatori più giovani, che parteciperanno alle manifestazioni del Festival della Scienza. (orari: giovedì 20, venerdì 28 e sabato 29 – ore 21.00 /Venerdì 21 e sabato 22 – ore 18.00 e ore 21.00 / Martedì 25 – ore 18.00 / Mercoledì 26 e giovedì 27 – ore 10.00 e ore 18.00 / Domenica 23 e 30 – ore 16.00).

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