Rassegna “Nuove storie” al Teatro Elfo Puccini di Milano

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La rassegna Nuove storie, pensata per la sala Bausch dell’Elfo Puccini, si apre con Puglia in scena a Milano, dal 18 ottobre al 13 novembre, una vetrina dedicata al meglio della scena di questa regione.

Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito nell’ambito del progetto Internazionalizzazione della Scena [PO FESR Puglia 2007-13 Asse IV].

Il meglio del teatro dalla Puglia è in arrivo a Milano (e nel gennaio 2012 sarà a Roma), grazie a un progetto della Regione Puglia e del Teatro Pubblico Pugliese (siglato, in burocratese, Po Fesr 2007-13).

Il progetto sta spingendo la produzione teatrale e musicale al di fuori dei confini regionali e nazionali, sostenendo i tour e promuovendo la presenza di artisti stranieri in Puglia. Tra gli interventi più incisivi: la rete di residenze «Teatri Abitati», i circuiti regionali «Puglia Sounds», per lo sviluppo della musica e Dansystem per la danza contemporanea. Ora, nell’ambito di questo stesso contributo, nasce l’operazione «Puglia in scena», una vetrina oltre i confini regionali per aiutare la circuitazione delle migliori produzioni di casa.

Quattro le compagnie che vedremo nella sala Bausch dell’Elfo Puccini di Milano:  Factory Compagnia Transadriatica in un Sogno shakespeariano che unisce le due sponde dell’Adriatico, con attori italiani e provenienti dai Balcani; Fibbre Parallele,  gruppo emergente tra i più apprezzati della scena nazionale; Teatro Scalo, da un piccolo spazio dell’hinterland barese e i capofila dei gruppi indipendenti pugliesi Cantieri Teatrali Koreja.

Quattro anche le compagnie che saranno in scena al Piccolo Eliseo di Roma (Cerchio di Gesso, Teatro Kismet OperA, Teatro Minimo e Teatro dei Borgia).

18 – 23 ottobre

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

adattamento e regia Tonio De Nitto luci Davide Arsenio costumi Stefania Miscuglio, scene Francesca Carallo con Angela De Gaetano, Chiara De Pascalis, Enrico Di Giambattista, Nikola Krneta, Milivoje Lakic, Ana Mulanovic, Luca Pastore,  Andrea Simonetti, Fabio Tinella produzione Factory Compagnia Transadriatica, Terrammare Teatro, Teatri Abitati

Questo coloratissimo Sogno è come un grande cartoon, fatto di strane apparizioni, creature indefinibili, siparietti musicali e improbabili attori alle prese con una tragicomica commedia, tra pene amorose e scherzi del destino. Le atmosfere da soap opera, tra musiche da beat italiano, con vecchi successi anni ‘60, ci immergono con intelligenza e disinvoltura nel classico teatro shakespeariano. Una versione in technicolor, estrosa e bizzarra, in cui bravi e giovani interpreti, di diverse nazionalità, mescolano la lingua italiana a quelle di ascendenza slava, dando luogo a un esperanto che rafforza la contrapposizione stilistica del verso nobile con la prosa volgare, presente nel testo originale. Settanta minuti di ilarità e di divertimento assicurato.

Questo allestimento con 9 interpreti provenienti da diversi paesi (Italia, Serbia, Croazia, Montenegro e Albania) è nato all’interno di un progetto speciale di cooperazione delle Regioni Puglia e Abruzzo con i paesi dei Balcani nell’ambito del programma NPPA  Interreg  IIII Cards Phare Factory.

25 – 30 ottobre

HAVE I NONE

(non ne ho)

di Edward Bond

regia di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo traduzione Ilaria Staino con Licia Lanera, Maria Luisa Longo, Riccardo Spagnulo scene e luci Vincent Longuemare oggetti di scena Modesta Pece produzione Fibre Parallele/TREND – Nuove frontiere della scena britannica/ResExtensa

Nel 2077, in un futuro distopico molto più prossimo di quanto si è portati a credere, scoppiano improvvise le epidemie di suicidi. È̀ un mondo dove vita e morte si confondono, vivere è spegnersi lentamente, morire è un atto di estrema vitalità. Le autorità hanno messo al bando le foto, i legami familiari e il passato. Sarah e James, poliziotto che va in giro a ripulire la città, vivono in una casa con pochi arredi, quando arriva inaspettata la visita di un uomo che sostiene di essere il fratello di Sarah. Nasce una lite grottesca, dove le poche cose presenti in casa diventano oggetto di un’assurda ed estrema contesa.

Fibre Parallele ci parlano del presente attraverso il futuro in questo spettacolo onirico e inquietante che mischia i sapori mediterranei dei loro precedenti spettacoli – come il dialetto pugliese – a quelli nordici di un autore solo apparentemente lontano. In una manciata di anni e con appena quattro spettacoli questa compagnia ha saputo attrarre l’attenzione di critica e pubblico fino a guadagnarsi  il premio Hystrio-Castel dei Mondi 2011, dedicato ai gruppi emergenti.

1 – 6 novembre

MUCCIA – Una tenera commedia sulla precarietà del lavoro

testo e regia Michele Bia con Franco Ferrante produzione Teatroscalo

Muccia, un’esortazione dialettale al silenzio, racconta attraverso una serie di istantanee intrise di umorismo e atmosfere grottesche, la storia di un ragazzo del sud, il classico bonaccione, alle prese con il lavoro precario, che decide un po’ per comodità, un po’ per mentalità, di rimanere nella propria terra d’origine, a casa con mamma e papà fino a tarda età. Tutti in paese fanno le valigie e partono per Milano, dove c’è vita, sogni, libertà, nuovi orizzonti. Anche sua sorella decide di andare al Nord, lasciando madre e fratello da soli. Con i pochi soldi che Muccia guadagna si compra la felicità quotidiana: un pezzo di focaccia e un momento d’amore con una prostituta, fino al momento in cui inizia a prendere coscienza di verità delicate e malinconiche. Finale inaspettato.

8 – 13 novembre

IANCU, un paese vuol dire.

uno spettacolo di Koreja regia Salvatore Tramacere progetto Fabrizio Saccomanno testo Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno con Fabrizio Saccomanno scene Lucio Diana produzione Cantieri Teatrali Koreja

Una domenica d’agosto del 1976, il bandito Mesina, fuggito dal carcere di Lecce è stato scoperto mentre si nasconde nelle campagne del paese. Inizia così una furibonda caccia all’uomo che coinvolge le forze dell’ordine e tutti gli abitanti, bambini compresi. Ed è proprio attraverso gli occhi di un bambino di otto anni che viene ricostruito uno strano e deformato affresco degli anni Settanta, del profondo Sud, degli scontri politici, dei primi scioperi generali, di un’infanzia e degli inganni e illusioni che la circondano. Un mondo di figure mitiche, contadini, preti, nonni, libellule, giornaletti e una gran voglia di diventare grandi, chissà poi perché. Una saga divertente, che racconta la storia di un’Italia scomparsa e un po’ dimenticata.

Info: Elfo Puccini, sala Bausch, corso Buenos Aires 33 – Milano – Posto unico 15 € – Abbonamento a tutti gli spettacoli 70 €

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