Amleto e Altre Storie

0
192
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Forse si tratta di un altro “Dentro Shakespeare”. Sono anni, decenni, secoli che il bardo mi dà alla testa. Entra, esce (o sono io che entro ed esco?) nei miei sogni, in certi spazi della mente dove i sogni prendono forma si fanno corpo e voce e sfida.

Quante volte è risuonato il “to be or not to be” (a volte appena percepibile, uno sfioramento …) ogni volta con un colore e un accento e un sentire nuovo (o è illusione?). E così la voce di Cesare e lo sguardo sfrontato e inquietante di Cleopatra, il passo leggero seppure sghembo di Riccardo III, il delirio innocente di Otello o il canto di Desdemona. Come nella tenda di Bruto prima della battaglia di Filippi si affollano gli occhi le mani e il respiro di tanti esseri che mai moriranno finché il teatro nudo e impietoso darà loro voce e sangue. Inattuali, storicamente lontani, letterariamente imperfetti ma proprio per questo vivi e nudi; uomini, donne, eroi, vittime, carnefici … come l’uomo nel tempo e nella storia. L’uomo che uccide innocenti animali che hanno occhi d’uomo migliori dei suoi: celesti come pezzi di cielo quand’è celeste, uomini che schiacciano piccoli esseri generati da madri assassine.

Rigurgiti di fiele e sublimi sacrifici d’amore, illusioni di “per sempre” detti in notti di luna a Stratford – on – Avon o sull’Adige e risate, risate astiose o generose offerte d’amore eros e finzione, ipocrisia e morte, gioco a mentirsi e smentirsi.

Ho fatto quasi venti testi di Shakespeare, talvolta aggiungendo del mio col suo consenso (dell’attore del Globe, lui intendo, l’autore di Amleto, lui che copiava come sanno fare soltanto i geni).

“Amleto e altre storie” è tutto questo e altro ancora che nasce sera per sera per poi sparire come il fiore viola del “Sogno di una notte di mezza estate” –

Credo che possiamo attenderci che in un’aria mentale arrivi il soffio del “Duende”, forse ce lo meritiamo, tanto siamo (sono) ridotti alla nuda attesa di un evento purché sia forte leggero e impietoso, tutto da ridere (direbbe Puck!).

Teatro è guardare vedendo.

Buona Visione!

Giorgio Albertazzi

Informazioni

 

Il teatro Ghione si trova a Roma, in via delle fornaci 37
(nelle immediate vicinanze di piazza San Pietro).

LEAVE A REPLY