Fino all’ultima goccia

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Fino all’ultima goccia

 

Spettacolo di danza, parola ed immagine.

 

CON INTERVALLO

 

Regia e Coreografia: Rachele Caputo

 

Interpreti: Rachele Caputo, Sara De Santis, Ottavia Nigris

 

Proggetto visivo: Mario Romano

 Luci: Giovanni Magnarelli

L’acqua è un “nastro magnetico liquido” in grado di registrare in modo molto sensibile le informazioni energetiche che riceve dall’ambiente.

Il tema dello spettacolo è l’acqua, la sua potenza energetica e di comunicazione. L’acqua è sempre stato considerato un elemento sacro, un dono degli dei o di Dio in quanto fonte di vita e di sopravvivenza.

Se noi consideriamo la terra come un corpo umano, l’acqua rappresenta la parte liquida, il sangue, i fluidi. I fiumi sono vene che si riversano nel cuore/oceano a da qui ripartono rigenerate per andare di nuovo ad irrorare di vita ogni forma vivente dell’organismo/terra.

La principale fonte ispiratrice di questa creazione coreografica è stata l’opera dello scienziato e ricercatore giapponese Masaru Emoto che da circa 30 anni sta portando avanti studi e ricerche approfondite sull’acqua. Secondo Emoto l’acqua rappresenta una sorta di “nastro magnetico liquido” in grado di registrare in modo molto sensibile le informazioni energetiche che riceve dall’ambiente.

L’acqua è anche un bene prezioso che scorre incessantemente e mette in comunicazione zone e culture diverse. Ma è una risorsa purtroppo non accessibile a tutti, ci sono tantissime popolazioni ancora oggi che per accedere all’acqua potabile devono spostarsi, viaggiare, la devono trasportare faticosamente.

“Fino all’ultima goccia” è una riflessione su vari temi legati

all’acqua, ed è chiaramente una cassa di risonanza e di consapevolezza. La consapevolezza di considerare preziosa ogni goccia d’acqua come fosse speranza, saggezza, dedizione.

Abecedàr

Coreografia e Danza: Beatrice Magalotti

Regia e luci: Giovanni Magnarelli

GMBM

Abecedàr è un titolo preso in prestito da una video intervista fatta al filosofo Gilles Deleuze nel 1989 in cui il pensatore cerca di rispondere ad una serie di domande a partire da specifiche parole-concetti. Sulla base di quanto sostiene Deleuze a proposito del movimento, vale a dire che esso è il risultato di tre dimensioni che concorrono alla sua realizzazione (il “concetto” o nuove maniere di pensare, il “percetto” o nuove maniere di vedere e d’intendere, “l’affetto” o nuove maniere di sentire), la nostra indagine coreografica tenta di rispondere ad alcune domande sull’ABC del movimento e sulla sua espressione cinetico emozionale attraverso concatenamenti e rimescolamenti di segni linguistici legati sensibilmente all’esser-corpo del movimento.

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