“La Tosca” di Luigi Magni al Teatro Greco di Roma

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La Tosca, opera romana per eccellenza, è diventata opera della romanità per eccellenza nell’omonimo film (del 1973 (con Gigi Proietti, Monica Vitti e Vittorio Gassman) di Luigi Magni ispirato più a Sardou che non a Puccini.

Ora passa legittimamente dal cinema al teatro e diventa una commedia musicale di Renato Greco con la regia dello stesso Magni ricca di verve e ritmo.

“Grazie alla genialità del testo e della regia di Luigi Magni, questo lavoro – ha dichiarato Greco – pur conservando la sua drammaticità, risulta essere molto divertente, ironico, sagace, dove ogni attore diventa caricatura di sé stesso”.

Tosca è infatti una storia perfetta per il regista romano, regista di indimenticabili film, da Nell’Anno del Signore a In nome del papa re, sempre a proprio agio fra il dramma amoroso e il dramma storico. Corre alla mente la Tosca di Puccini, omaggiata anche con la ripresa delle più celebri arie musicali che si uniscono e si sovrappongono alle musiche nuove in stile jazz sinfonico di Davide Pistoni (su testi di Avio Focolari), ma il rischio di confrontarsi con l’originale cinematografico c’è. Eppure lo spettacolo, che pure ripercorre fedelmente il film, si trasforma in un’accorata commedia musicale con linea comica squisitamente esasperata e alterna efficacemente i toni lievi e drammatici con repentini cambi di registro. Che sia una piacevole sorpresa per chi già conosce la Tosca cinematografica o una gradevole scoperta per chi ama l’opera di Puccini, la Tosca a teatro assume i tratti popolari e diventa davvero per tutti, irresistibile con il romanesco sul recitato anche in rima baciata e sul cantato (il celebre “Va Tosca, nel tuo cuore s’annida Scarpia”, diventa un verace “s’acquatta Scarpia”) e nelle grandi scene divertenti d’insieme curate nei minimi particolari, di pregevole sguardo cinematografico. E così il Te Deum si trasforma in una supplica dei derelitti e Cavaradossi è un personaggio all’apparenza un po’ meno politicizzato e un po’ più goffo che con Riccardo Angelini, noto conduttore radiofonico, assume un volto bonaccione e umano. Il temibile Scarpia, “nato Barone e bigotto con la vocazione del poliziotto” è Carlo Ragone che crudele e infido assume improvvisi risvolti grotteschi e Angelotti (Sebastiano Vinci) è un esaltato giacobino, razionale intuitivo, Stefano Ambrogi un Governatore di esperienza.

La gelosissima e passionale Floria Tosca è un’entusiasta Francesca Nunzi che cita nella recitazione Monica Vitti (Tosca nel film), a tratti volutamente un po’ spaesata e quasi imbranata, che recita, balla e canta. Le scene di Massimo Roth riproducono quelle del film e i costumi degli interpreti firmati da Lucia Mirisola sono quelli realmente indossati dalla Vitti, da Proietti e Gassman. “Intorcinati dentro a ‘na bandiera, foco de libertà che abbrucia er core”, tratto da Renato Greco dal testo di una canzone inedita di Luigi Magni, scritto in occasione elle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, è il sottotitolo emblematico delle spettacolo dato che Tosca resta una grande storia d’amore e sacrificio, ma anche un atto di piena presa di coscienza politica. In scena al Teatro Greco di Roma fino al 31 dicembre 2011.

 

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