Oh Dio mio!

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Situazioni paradossali e agrodolci per la nuova esilarante commedia prodotta dagli Attori & Tecnici. L’arguzia e l’umorismo, proprie della tradizione yiddish, danno corpo a una farsa tragicomica in cui l’ironia si mescola alle riflessioni sul senso della vita. A suo agio nel Paradiso, dove organizzava un patti, una fetta, ora Vittorio Viviani interpreta Dio, in crisi d’identità. Ad ascoltarlo troviamo un ecelettica Viviana Toniolo, perfettamente a suo agio nel ruolo di una spigolosa psicanalista.

Un giorno Ella, una psicanalista affermata, madre single di un ragazzo autistico, riceve una misteriosa telefonata. Dall’altra parte della cornetta c’è un uomo disperato che le chiede insistentemente di poter essere ricevuto. Prima di incontrarlo, Ella gli chiede di conoscere il suo nome, ma l’uomo le confida solo la prima lettera: D. Quando finalmente i due si incontrano, l’uomo svela di essere Dio, ma è depresso e, profondamente deluso dalla sua creazione, vuole mettere fine al suo lavoro.

L’intreccio si fa coinvolgente, i dialoghi serrati e taglienti, il confronto incisivo.

Dio è confuso, ma la psicologa non intende compatirlo, anzi lo incalza, ed esige che lui dia ragione del suo operato, dalla creazione del mondo alla nascita dell’uomo e della donna…

Dio fornisce spiegazioni, mostra spesso un profondo pentimento, soprattutto per gli ultimi manufatti: l’uomo e la donna, che non hanno risposto alle sue aspettative. Dio si svela fragile e sembra condividere con i suoi “manufatti” qualcosa di molto profondo… la paura dell’abbandono.

Ella ha solo un’ora di tempo per aiutarlo e salvare il mondo!

Una commedia ricca di battute argute e ironiche, dal ritmo incalzante che fa riflettere sul rapporto dell’uomo con il mistero e la divinità, dove il divertimento s’intreccia alla commozione.

Anat Gov, tra le più acclamate drammaturghe israeliane, ha portato in scena Oh mio Dio! lo scorso anno a Tel Aviv, è stata ospite del Festival di Edimburgo nel 2004 con Il casalingo e ha vinto il premio nazionale israeliano con la commedia Care amiche che ha fatto registrare oltre 700 repliche nel 2000. Ha curato l’adattamento di Lisistrata di Aristofane e ed è famosa in patria anche come autrice televisiva. Attivista de Il Campo della Pace, appoggiato anche dal premio Nobel per la pace Shimon Peres, si batte da anni per la parità dei diritti per i cittadini arabi d’Israele e per una pacifica relazione con i Paesi vicini.  Scrive per il più diffuso quotidiano di Israele, Yedioth Ahronoth.

 

Teatro Vittoria, Piazza S. Maria Liberatrice, 10, Roma

Biglietto: platea 26, galleria 20

Repliche da martedì a sabato alle 21; domenica alle 17,30

 

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