Scene da un matrimonio

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Arriva al Piccolo, nella sala storica di via Rovello, dal 22 al 27 novembre 2011, la prima grande produzione post-terremoto del Teatro Stabile d’Abruzzo: Scene da un matrimonio  di Ingmar Bergman, dieci quadri che tracciano un paesaggio di macerie, quelle di un matrimonio, che il regista Alessandro D’Alatri ha reinventato ed attualizzato.

Il giorno del debutto, martedì 22 novembre, alle ore 17.30, nel Chiostro di via Rovello, si terrà un incontro aperto al pubblico con il Teatro Stabile d’Abruzzo dal titolo “Testimonianze da un territorio che non si arrende: L’Aquila, una città che cerca un percorso di rinascita anche attraverso il Teatro e la Cultura”. Interverranno l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, il Vicepresidente del Teatro Stabile d’Abruzzo Innocenzo Chiacchio, il regista Alessandro D’Alatri, l’autore delle musiche Franco Mussida, gli interpreti Daniele Pecci e Federica Di Martino, e il direttore del Piccolo Teatro di Milano Sergio Escobar. A seguire, nel foyer del Teatro Grassi verrà inaugurata la mostra fotografica di Roberto Grillo “6 aprile 2009 L’Aquila – Fotografie di un terremoto”.

“Scene da un matrimonio” è un testo divenuto icona internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo donna, in particolare di quelle matrimoniali. Propone un linguaggio “cinematografico” e, per finire, è assente dalle scene italiane da molto tempo”. Il film, del 1973, racconta come per Marianne e Johan, apparentemente coppia ideale, crollino le illusioni sulle quali si fonda la loro relazione alla rivelazione di un tradimento. Partendo dal tema della delusione e della perdita delle proprie sicurezze, Alessandro D’Alatri rilegge l’opera in chiave contemporanea contestualizzandola alla cultura mediterranea di oggi. Il regista ha modificato la professione di Johan per dare alla situazione una valenza più attuale e vicina all’universo italiano e ha puntato ad un allestimento sobrio che lasciasse spazio all’espressione degli stati emotivi colorando le scene con intermezzi musicali affidati alla chitarra di Franco Mussida, co-fondatore della Premiata Forneria Marconi e al suo debutto come autore di brani per il teatro.

I due protagonisti, Daniele Pecci e Federica Di Martino, interpretano una coppia più giovane dell’originale ma restano nell’universo di appartenenza, una media borghesia colta e progressista, imprigionata nella propria ideologia “politically correct: “Un altro elemento interessante”, aggiunge D’Alatri. “Lo sforzo e l’autocontrollo, entrambe dolorosi, che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere civili nella crisi. Un testo dove non si urla, ma dove si cerca di trovare un equilibrio davanti all’ineluttabilità del danno”. Un passo a due che stempera l’originale rigore nordico nelle più morbide movenze della commedia all’italiana, colorando il testo di ironia e tenerezza.

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