Eleonora ultima notte a Pittsburgh di Ghigo de Chiara

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Eleonora Duse rivive alla Pergola nell’interpretazione di Anna Maria Guarnieri diretta da Maurizio Scaparro nello spettacolo di Ghigo de Chiara Eleonora, ultima notte a Pittsburgh.

 

Eleonora Duse torna idealmente nel primo camerino del Teatro della Pergola, a lei dedicato, dove una targa ricorda il successo dell’incontro con il grande regista Edward Gordon Craig in occasione dell’unica recita,  il 5 dicembre 1906, di un allestimento che avrebbe segnato una delle tappe fondamentali della storia del teatro: Rosmersholm di Ibsen.

Maurizio Scaparro rende omaggio alla divina Duse con un viaggio a ritroso nel tempo, tra le parole di capolavori immortali che hanno portato la sua arte al successo in tutto il mondo accostati a pagine di intima memoria.

Eleonora ultima notte a Pittsburgh è un percorso nel mito proposto da Maurizio Scaparro partendo dal testo di Ghigo de Chiara ed affidando il ricordo alla sensibilità di una grande attrice italiana come Anna Maria Guarnieri, in un alternarsi febbricitante di ricordi e di sogni, con l’eco dei testi e degli spettacoli a lei più cari, ma soprattutto con il conforto di parole scritte durante tutta la sua vita alle persone amate e a se stessa. Ed è anche un modo per rendere omaggio oggi, a 150 anni dall’Unità d’Italia, ad una donna straordinaria come Eleonora Duse e a quello che ha significato e significa per la diffusione della nostra cultura e del Teatro italiano nel Mondo.

“Prima di tutto bisogna ribadire che in un momento come questo che stiamo vivendo, di profonda crisi, il teatro rimane in Italia e nel mondo sempre vivissimo” – tiene a evidenziare Maurizio Scaparro, che prosegue: “Ci sarà infatti una ragione se Marylin Monroe nella sua camera aveva solo una fotografia incorniciata – quella dell’attrice Eleonora Duse –  e ci sarà una ragione se Meryl Streep l’anno scorso al Roma Film Festival ha sentito il dovere di dire: “Questo premio lo dedico alla persona grazie alla quale sono diventata attrice e cioè ad Eleonora Duse”. Esiste un mito per l’attore e per l’attrice donna, questo è un fatto innegabile. In particolare del personaggio Eleonora Duse mi ha colpito il fatto che sia una donna sola: è vero, è stata amante di D’Annunzio, malgrado questo rapporto però lei rimane comunque una donna solitaria, una donna che è stata anche artista ed imprenditrice di se stessa. Non si va in giro per il mondo, se non si è grandi artisti e se non si sa stare in giro per il mondo. La Duse è nata a Vigevano, in una camera d’albergo, perché era figlia d’arte ed è morta a Pittsburgh, in una camera d’albergo, perché era una grande attrice. Ha girato tutto il mondo, e la sua storia è un esempio che sottolinea il valore umano di fare teatro. A differenza del cinema, il teatro è puro artigianato, si fatica di più ed è proprio in questo che risiedono la grande modernità di Eleonora Duse e la sua forza: una grande artista che recita all’estero con un linguaggio teatrale sempre italiano, che viaggia passando per alberghi e teatri, una donna che resiste anche nella solitudine.”

 

Eleonora ultima notte a Pittsburgh tiene insieme l’inizio e la fine del lungo viaggio, la lunga tournée, intorno al mondo di Eleonora Duse, figlia d’arte. Ma l’arte sua, quella costruita con la gioia e la fatica di vivere, con la curiosità e l’ansia di conoscere, era destinata a resistere nel tempo ed a diventare mito, forse perché era un grido o un canto splendidamente e tragicamente umano (come sa essere talvolta l’arte teatrale). Eleonora Duse recitava in giro per il mondo con coraggio, nella sua lingua, giorno dopo giorno, città dopo città, sempre attenta ai mutamenti della scrittura e dell’arte scenica.

I primi amori, il cielo di Napoli, Asolo, gli incontri con Gabriele D’Annunzio e Arrigo Boito, le lettere sparse negli anni e nei viaggi, il grande affetto per la figlia Enrichetta, e poi la guerra, l’amore per l’Italia e per la sua lingua, le vittorie, la solitudine, le delusioni, le rivincite, la Parigi di Sarah Bernhardt e via via i palazzi di Pietroburgo, l’amore per Beethoven, la “crudeltà” di New York, il sole di San Francisco, la pioggia e le ciminiere di Pittsburgh, ma sempre la volontà, malgrado tutto, di viaggiare, di conoscere e di sperimentare il nuovo, per poi tornare sempre al suo vero amore: il teatro.

 

Orario spettacoli: dal martedì al sabato: ore 20.45, domenica: ore 15.45

Prezzi biglietti interi: Platea: € 27 + € 3 (diritto di prevendita) € 30, Posto Palco: € 20+ € 2 (diritto di prevendita) € 22, Galleria: € 13,00 + € 2 (diritto di prevendita) € 15

 

 

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