I Lou Dalfin in concerto

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I Lou Dalfin finalmente festeggiano anche a Torino, venerdì 13 gennaio nel cuore pulsante della sala Majakovskij di Hiroshima Mon Amour, l’uscita del loro ultimo album.

Dalla voglia di confermarsi moderni trovatori, filibustieri ambulanti, ma allo stesso tempo poeti-musicisti che partecipano attivamente ai dibattiti sociali, politici e religiosi del proprio tempo, nasce il nuovo album, CAVALIER FAIDIT, ossia “cavaliere proscritto”, allontanato dalla propria patria, in qualche modo punito per le proprie credenze e azioni.

Per la prima volta l’album di Berardo e soci ha un fil rouge che lega tutti i brani, che, secondo la migliore tradizione dei cantori delle valli da cui il gruppo proviene e trae ispirazione, sono novelle in musica, raccontano di mondi vicini e lontani nello spazio e nel tempo, esprimendo consapevolezza delle proprie radici e apertura al mondo. La suggestiva copertina dell’album, che ne anticipa le tematiche, è dell’illustratore Luca Enoch.

L’urgenza, oggi come al debutto della loro carriera, è quella di impossessarsi del mezzo di comunicazione per eccellenza: la musica, la canzone, le storie da raccontare, il rapporto diretto con la gente; e come gli antichi trovatori furono ambasciatori della cultura occitana, i Lou Dalfin hanno la missione di far conoscere al mondo le storie, la lingua e la musica della Terra D’Oc, e in questo loro ultimo lavoro naturalmente non si smentiscono.

Il disco vanta anche collaborazioni importanti con artisti italiani e internazionali, a creare a livello musicale una straordinaria varietà di atmosfere, quasi che la ghironda di Berardo incontrando ospiti e storie possa generare di volta in volta un universo sonoro originale e intenso: Bunna, degli Africa Unite, Roy Paci, Moussu T dei Massillia Sound System, Vicio, bassista dei Subsonica, le Iavannah,  a conferma dell’importanza che i Lou Dalfin hanno anche nel panorama europeo della world Music, dove sono sempre fra i più apprezzati protagonisti dei più importanti festival europei. Indimenticabile, proprio nell’estate del 2011, il concerto finale all’Estivada di Rodez, il più grande festival occitano d’Europa, davanti a 15.000 persone in festa.

Apre il concerto, in questa occasione speciale, la Barbarian Pipe Band, una formazione che prende vita verso la fine del 2001 grazie all’incontro di un gruppo di amici, tutti musicisti con un’esperienza decennale alle spalle. Il background musicale dei vari componenti spazia e ricade in generi musicali completamente diversi fra loro e dall’attuale. Grazie a questa strana alchimia lo spettatore si trova davanti ad un genere musicale completamente inusuale, che richiama la musica tradizionale e medioevale, ma allo stesso tempo ha uno spiccato senso di modernità, energia e follia.
 

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