L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde

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L’importanza di chiamarsi Ernesto

con
Lucia Ricalzone   Giuseppe Renzo   Patrizia Grossi
Daniele Biagini   Ester Cantoni
Giorgio Barlotti   Cristina Golotta

disegno luci  Bruno Ilariuzzi   scene e costumi  CdB   trasporti B&D Service
adattamento e regia Ester Cantoni
una produzione Compagnia dei borghi

OSCAR WILDE, Musiche dei BEATLES  

Dopo il successo della passata stagione torna al teatro San Paolo dal 7 al 26 febbraio il capolavoro di Oscar Wilde, L’importanza di chiamarsi Ernesto, adattamento e regia di Ester Cantoni, con Lucia Ricalzone, Giuseppe Renzo, Patrizia Grossi, Daniele Biagini, Ester Cantoni, Giorgio Barlotti, Cristina Golotta.
La pièce è un capolavoro dell’arte del teatro, messa in scena con gusto e ironia, con un occhio alla tradizione ed uno alla contemporaneità del testo. La scelta registica di ambientare la commedia nell’Inghilterra degli anni ’60, ha lo scopo principale di conciliare due diverse epoche di una stessa cultura, in modo da tracciarne le somiglianze e da sottolinearne le diversità.  E’ uno spettacolo giovane e frizzante, sapientemente condito dalle musiche dei Beatles, che rievocano al pubblico immagini di un periodo carico di novità, di cambiamenti, d’innovazioni.
La commedia narra della vicenda di John Worthing, innamorato di Gwendolein Fairfax, che finge di chiamarsi Ernest per poter meglio entrare nelle grazie della fanciulla. Nel frattempo, il cugino di Gwendolein, Algemon Moncrieff, amico fraterno di John e innamorato della pupilla di quest’ultimo, Cecily Cardew, per tentare di sedurre la ragazza, a sua volta finge di chiamarsi Ernest e di essere il fratello dissoluto di John. L’inganno ai danni delle due donne, non può durare a lungo, ma quando i due confessano la verità e tutto sembra volgere per il peggio, si viene a scoprire che John, abbandonato alla nascita, era stato realmente battezzato col nome di Ernest e che Algemon riusulta essere veramente suo fratello. John e Algemon si ritrovano, dunque ad essere stati per la prima volta sinceri, sebbene pensassero entrambi di aver mentito spudoratamente. Alle promesse di matrimonio di entrambe le coppie, che concludono l’opera con un lieto fine s’aggiunge anche quello tra il reverendo Chasuble e la signorina Prism, istitutrice di Cecily.
L’importanza di chiamarsi Ernesto colpisce ancora oggi per la freschezza e per sagacia, conquista le simpatie e trova consensi in ogni tipo di pubblico, strappa applausi e risate a chiunque, di qualunque età esso sia.

 

In scena al Teatro San Paolo (via Ostiense 190,tel.06/59606102 www.teatrosanpaolo.it) dal 7 al 26 febbraio.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17.

Biglietti: intero euro 18, ridotto euro 14,under 18 euro 10.

Tutti a teatro: dal martedì al giovedì prezzo unico euro 12.

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