Sala d’aspetto, storie e musiche di viaggiatori di terza classe

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Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio 2012 alle ore 21 al Teatro Herberia di Rubiera i Modena City Ramblers presentano Sala d’aspetto, storie e musiche di viaggiatori di terza classe, testo di Bruno Cappagli e Anna Sacchetti, regia di Valeria Frabetti e Bruno Cappagli, con i Modena City Ramblers: Davide Morandi (voce), Massimo Ghiacci (basso), Franco D’Aniello, (flauto), Roberto Zeno (batteria e percussioni), Francesco Moneti (violino e chitarra elettrica), Leonardo Sgavetti (fisarmonica e tastiere), Luciano Gaetani (bouzouki e banjo), Luca Serio Bertolini (chitarra acustica) e Bruno Cappagli (La Baracca – Testoni Ragazzi).

 

Lo spettacolo, prodotto da La Baracca – Testoni Ragazzi e dai Modena City Ramblers, è un viaggio che inizia e finisce nella sala d’aspetto di una piccola stazione di provincia, senza mai veramente spostarsi da lì. Come treni che passano, le storie raccontate dai protagonisti – viaggiatori di una terza classe che non c’è più – sostano brevemente, a volte transitano concedendosi solo un saluto dal finestrino.

Una sala d’aspetto che diventa metafora della memoria, un luogo di resistenza e di profonda umanità, un crocevia di storie e persone portato in scena da i Modena City Ramblers insieme a Bruno Cappagli. Sono storie vissute o immaginate, racconti e impressioni, personalissime memorie rimaste negli occhi mentre si guardavano passare gli eventi, come affacciati dal finestrino. Momenti storici, che dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri hanno segnato il carattere di una società in evoluzione, si intersecano con i ricordi personali e le visioni del mondo che cambia. Storie d’Italia: storie di resistenza, di lavoro, di mafia, di attentati, storie di casa nostra, ma anche storie oltre il giardino.

Due linguaggi diversi, teatro e musica, al servizio di un’esigenza comune: quella di raccontare storie.

Così, attraverso le canzoni, quelle storiche e alcune inedite dei Modena City Ramblers, gruppo folk-rock da più di 15 anni sulla scena musicale e le narrazioni di Bruno Cappagli, la parola cantata si intreccia con quella recitata creando una sorprendente unità di racconto.

 

 

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