E’ stato così

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«Gli ho detto: – Dimmi la verità – e ha detto: – Quale verità – e disegnava in fretta qualcosa sul suo taccuino e m’ha mostrato cos’era, era un treno lungo lungo con una grossa nuvola di fumo nero e lui che si sporgeva dal finestrino e salutava col fazzoletto. Gli ho sparato negli occhi»

Natalia Ginzburg

Debutta in Prima Nazionale martedì 28 febbraio, ore 21.00 al Teatro della Tosse di Genova lo spettacolo È stato così, tratto da un racconto di Natalia Ginzburg con la regia di Valerio Binasco interpretato daSabrina Impacciatore.  Lo spettacolo sarà in scena fino al 2 marzo, poi partirà per una tournee che toccherà le principali piazze italiane.

 È stato così è la storia di un amore disperato e geloso, la confessione di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.

Lo spettacolo è tratto dal secondo romanzo pubblicato dalla Ginzburg. Un racconto, scritto tra il 1946 e il 1947 con un linguaggio semplice e immediato, ridotto all’osso ma nello stesso tempo indagatore e trivellatore dell’anima.

La protagonista è un’insegnante di provincia, che mette a nudo i sentimenti più intimi, le passioni, le paure e le speranze nel tentativo di non smarrire del tutto la propria esistenza.

Una donna sola costretta a ripercorrere dentro di sé il percorso esistenziale, che l’ha condotta al tragico omicidio.

L’incontro con il marito, il matrimonio, i continui tradimenti, l’incomunicabilità e tutte le tappe di una relazione destinata al fallimento.

Il disastro familiare appare subito evidente ai due sposi, nemmeno la nascita di una figlia riesce a migliorare la situazione, che precipita tragicamente quando la piccola muore per una meningite e anche l’ultima tardiva riconciliazione tra marito e moglie naufraga.

 Uno spettacolo carico di phatos che contrappone a un linguaggio semplice una forte carica emotiva.

La regia di Valerio Binasco scava nel profondo alla ricerca dei sentimenti più nascosti e l’intensa interpretazione di Sabrina Impacciatore restituisce alla protagonista la composta disperazione descritta da Natalia Ginzburg.

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