Fabrizio Bosso plays Enchantment, l’incantesimo di Nino Rota

0
445
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Ho voluto portare la musica di Nino Rota nel mio mondo”: il jazzista Fabrizio Bosso racconta così il folgorante incontro con la musica del compositore milanese, ricercato e amato dai grandi cineasti italiani, da Fellini a Visconti. Il risultato è Enchantment, grandiosa e impetuosa suite (registrata nei mitici Air Studios di Abbey Road con la London Symphony Orchestra) che contamina l’eleganza della musica sinfonica all’irruenza sofisticata del jazz, è un emozionante e affascinante viaggio alla (ri-)scoperta del cinema italiano d’autore con cui Bosso rende doverosamente omaggio a Rota proprio in occasione del centenario della sua nascita. Sul palco della Sala Sinopoli, al Parco della Musica di Roma, dove fa tappa l’Enchanted tour, la I-Orchestra diretta dal maestro Stefano Fonzi, che ha curato anche i preziosi arrangiamenti del disco e la formazione jazz (la stessa del disco) con Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Lorenzo Tucci alla batteria. Stella della serata è la voce quasi umana della tromba di Fabrizio Bosso che interpreta ciascun tema, divaga e improvvisa (ma senza esagerare) con tecnica rutilante e toccante lirismo, dialoga con l’Orchestra e i ritmi jazz. Il sound di Bosso delinea magicamente il tema della passerella di Otto e mezzo (che perde i tratti della classica fanfara) aprendosi dolcemente al suono dei carillons, diventa struggente nel tema di Romeo e Giulietta (di Zeffirelli), nostalgico nel celeberrimo tema di Amarcord, ora è raffinato nel valzer del Gattopardo di Visconti e straziante (da brividi) nel tema del Padrino, intenso nel dialogo con il violino nel tema del matto della felliniana Strada, inedito nella rarità della suite, Il ragazzo di borgata (del 1976). E in chiusura La dolce vita felliniana è in trascinante, magnifica versione sinfonico jazz. Unico pezzo originale della suite è Enchantment di Stefano Fonzi, ballata-incantesimo, tenero omaggio alla musica di Rota. In un’ora di musica (interrotta garbatamente solo dagli applausi di un pubblico entusiasta, ma rispettosamente contenuto) che contamina, rispettosamente e amorevolmente, l’universo sinfonico di Rota dall’ampio respiro orchestrale con il jazz riaffiorano come per incanto le immagini cinematografiche impresse nella memoria collettiva. E negli acclamati bis, ritorno alle origini e spazio al jazz puro. Dopo Taranto, Matera, Milano e Roma, l’Enchanted tour farà tappa a Castellaneta (Taranto) il 23 febbraio.


LEAVE A REPLY