Gli ultimi tre giorni di pace

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Gli ultimi tre giorni di pace

di Gianni Quinto

Regia Marco Simeoli

Con: Miranda Martino, Gianni Quinto, Eleonora Tosto, Filippo Nanni, Chiara Hervatin, Monica Cognoli, Umberto Giusto

Gli ultimi tre giorni di pace è una tragicommedia musicale che narra, attraverso le vicende amorose di sette personaggi, gli umori, le sensazioni, i malesseri dell’Italia, nei giorni precedenti la dichiarazione di guerra di Mussolini, avvenuta il 10 giugno 1940.

Amori, inganni, fughe, odio, leggi razziali, e l’amicizia di due giovani che svanisce dietro la spinta di due ideologie opposte. Tutto questo si alterna ad un ritmo incalzante, garantito dalla frizzante, ma al tempo stesso commovente regia di Marco Simeoli, che non perde mai l’occasione di essere tagliente, facendo riflettere lo spettatore, attraverso l’uso di una comicità amara.

Attraverso brani d’epoca e brani originali composti dal Maestro Roberto Colavalle, si rivive un mondo ormai lontano, fatto di teatro di rivista, di voglia di ridere e far ridere un popolo ancora incosciente di ciò che stava subendo e che di lì a poco avrebbe dovuto subire. Il tutto è accompagnato da eleganti citazioni: da Wilde a Brecht, da Allende a Edith Paiff.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro dell’orologio – sala grande, via dei Filippini, 17/A, dal 15 febbraio al 4 marzo 2012 con i seguenti orari: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00.

Sinossi

Roma, 6 giugno 1940. In un teatro di rivista di “quart’ordine” si incontrano Arrigo e Giacomo, due vecchi amici, che hanno condiviso disavventure amorose e tanti guai, oltre ad aver applaudito con euforia l’avvento del fascismo. Mentre Arrigo continua ad essere fermamente convinto delle idee diffuse e imposte dal regime, Giacomo inizia a nutrire forti perplessità sul destino a cui la Nazione intera è destinata. Giacomo è fortemente innamorato di Ottavia, cugina di Arrigo, a cui intende dichiararsi. Davanti ad un rifiuto da parte della madre di Ottavia, Augusta, i due decidono di fuggire nella campagna di Giacomo, nei pressi di Frascati, pur consapevoli dei rischi che corrono. Augusta, infatti, è una fervente fascista, moglie di un gerarca molto importante a Roma. Nella tenuta di Frascati, oltre a Giacomo vivono la giovane Cecilia, sua nipote, l’educatrice ebrea Miriam Frazzini, protetta da Giacomo, e il contabile della famiglia, Priamo, con cui Frazzini intrattiene una segreta storia d’amore. Arrigo si presenta in campagna in qualità del fratello di Giacomo, e conosce Cecilia, di cui si invaghisce. La giovane è fomentata dai racconti d’avventura e conquista di Arrigo, e presto si convertirà all’ideologia fascista; cosa che avrà pesanti ripercussioni su Frazzini e Priamo. In campagna arrivano anche Giacomo e Ottavia, seguiti da Augusta, decisa a riportare a casa sua figlia. Quelle ore, che li dividono dalla dichiarazione di guerra da parte di Mussolini, segneranno per sempre il destino di tutti loro.

Note dello spettacolo

Gli ultimi tre giorni di pace è una tragicommedia musicale che narra gli umori, le sensazioni, i malesseri degli abitanti di Roma, ma più in generale di tutta l’Italia, nei giorni precedenti la dichiarazione di guerra di Mussolini, avvenuta il 10 giugno 1940.

Durante tutto lo spettacolo, liberamente ispirato ad una delle più frivole commedie della storia del teatro (L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde), si respira un’atmosfera a noi non molto lontana: quella di giovani illusi dalle promesse d’avventura e di conquista del regime, delle leggi razziali che hanno sgretolato legami e posto l’uno contro l’altro uomini che fino a poco tempo prima erano uniti da un vincolo indissolubile.

Attraverso tredici canzoni, suddivise fra brani d’epoca e brani originali composti dal Maestro Roberto Colavalle, si rivive un mondo ormai lontano, fatto di teatro di rivista, di voglia di ridere e far ridere un popolo ancora incosciente di ciò che stava subendo e che di lì a poco avrebbe dovuto subire. Struggente è una ninna nanna, cantata da Miranda Martino, che fu composta da una donna ebrea durante la prigionia nel campo di concentramento di Auschwitz. I brani, cantati tutti dal vivo, saranno eseguiti al pianoforte dal Maestro Francesco Bancalari.

Amori, inganni, fughe, odio, leggi razziali, e l’amicizia di due giovani che svanisce dietro la spinta di due ideologie opposte si alternano ad un ritmo incalzante, garantito dalla frizzante, ma al tempo stesso commovente regia di Marco Simeoli, che non perde mai l’occasione di essere tagliente, facendo riflettere lo spettatore, attraverso l’uso di una comicità amara.

Lo spettacolo si completa attraverso l’ausilio di danzatori che dinamizzano le diverse scene che si susseguono giungendo ad un finale assolutamente a sorpresa.

Personaggi ed interpreti (in ordine di apparizione)

Il pianista Francesco Bancalari

Arrigo dei Sergiacomi Filippo Nanni

Giacomo Ferretti Gianni Quinto

Augusta Piccolomini Monica Cognoli

Ottavia Piccolomini Chiara Hervatin

Cecilia dei Forcoletti Eleonora Tosto

Miriam Frazzini Miranda Martino

Signor Priamo Umberto Giusto

Il corpo di ballo Jessica Agnoli, Francesco Alimonti, Emiliano Palmieri

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