Non leggete i libri, fateveli raccontare

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tratto dall’opera di Luciano Bianciardi 
con Angelo Romagnoli regia Francesco Pennacchia
una produzione Compagnia Pennacchia/Romagnoli/laLut con il sostegno di Regione Toscana e in collaborazione con Corte ospitale di Rubiera

Un uomo in vestaglia, fiacco e trasandato, con un bicchiere in mano e i piedi immersi in un catino, si propone di elargire alla platea preziosi consigli per tutti i giovani, in particolare quelli privi di talento, 
che intendano diventare intellettuali di successo. Un manuale satirico composto da cinque lezioni che si dipanano in un’ora e cinque minuti circa.
L’uomo che forse ne  é l’autore o  forse no, é certamente qualcuno che conosce alla perfezione quelle regole chiare e precise, tanto da definirsi, in modo beffardo,  l’incarnazione stessa del manuale. 
In scena non c’é un’elegante conferenziere, né un becero alcolista, né un folle, né un rivoluzionario disilluso e imborghesito, né un intellettuale narcisista, e neanche Luciano Bianciardi stesso, ma tutto questo messo insieme. 
Il tono cinicamente divertito di questa maschera da commedia all’italiana, tende a coinvolgere gli spettatori rivelando trucchi, sotterfugi, meschinerie, ipocrisie di cui si serve il furbo perfetto e a cui é impossibile, 
a chiunque,  non associare il ricordo di almeno un conoscente.
Tuttavia per quanto l’excursus possa offrire squarci esilaranti, l’immagine che via via si va componendo  é quella desolante, di una società la nostra…
…che spinge l’individuo a privilegiare le scorciatoie, con la pretesa di fare strada grazie ad una fitta rete di consorterie fra parenti, piuttosto che per logiche meritocratiche, nasce allora la preoccupazione maniacale di salvare le apparenze, curare la superficie (…)
…che si reputa migliore di quello che é, insegue una bella immagine e progressivamente si identifica in essa e poi, nel grottesco tentativo di mantenersi in un equilibrio troppo precario, crolla di punto in bianco.
…che si reputa furba, una società, intenta a inseguire un sogno economico, una società che tenta di identificarsi in una bella immagine, quella di un paese florido e ricco…

Lo spettacolo, agile, privo di elementi scenografici, nasce dall’idea di portare le lezioni di Bianciardi nei teatri.

 
Ingresso: € 10 intero – € 8 ridotto (senior, junior, soci Arci, studenti, Carta Valdelsa Off) – € 5 studenti scuole medie superiori)

Info e prenotazioni: Associazione culturale TIMBRE/Teatro Verdi . Via del Commercio 15 – 53036 Poggibonsi (SI)

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