Brad Mehldau Trio all’Auditorium Parco della Musica, Roma

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In solo o in trio, è sempre una grande emozione ascoltare dal vivo Brad Mehldau. Dopo aver incantato il pubblico in Solo la scorsa settimana, Mehldau regala un nuovo emozionante viaggio fra standard jazz o composizioni originali con il suo storico Trio. Esile e quasi introverso, il grande pianista statunitense sale sul palco (in Sala Sinopoli, all’Auditorium Parco della Musica di Roma) e inizia la magia. In un attimo le note di Mehldau riempiono lentamente ogni angolo della sala e trasformano la serata in un nuovo, indimenticabile evento. Brad Mehldau al piano, Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria formano un trio jazz di evansiana memoria (come già sottolineato nel corso degli anni) semplicemente strepitoso e ora impegnato nel nuovo tour europeo aperto pochi giorni a Trento. Il trio dialoga in ogni istante con consumata sintonia e fatale naturalezza, fino a incantare con imprevedibili variazioni e soli di estenuante bravura che sorprendono anche i palati più esigenti. Ma non si tratta di sfacciata ostentazione di variazioni in piena e anarchica libertà: anche se la struttura di tanto in tanto “si perde”, non manca mai l’emozione in ogni singola nota. Ogni brano, che sia uno standard o un pezzo del repertorio contemporaneo, dal pop al rock, dai Beatles a Cole Porter, dai Radiohead a Gershwin, si trasforma allora in un piccolo, fantasioso, inarrivabile capolavoro di rielaborazione, fra esplorazione e improvvisazione jazz. Pianista di formazione classica, Mehldau si è presto riconvertito al jazz con risultati sorprendenti: ispirandosi, anche se solo lontanamente a Keith Jarrett, inanella un pezzo dopo l’altro illuminando la musica con uno stile personalissimo e toccante, ora brillante e magico, ora languido o sfavillante, ma sempre all’insegna del tocco quasi romantico e della versatilità dello stile. Poco importa poi riconoscere i brani che si susseguono con estrema naturalezza e vivacità stilistica perché la musicalità e il fascino delle poetiche e vibranti rielaborazioni rapiscono l’anima. Fra il tripudio del pubblico entusiasta, il trio non si lascia pregare e regala ben due bis, ringraziando semplicemente con la sua musica. Il viaggio musicale di Mehaldau, Ballard e Grenadier prosegue in ogni momento, fra colori inusitati ed emozioni inaspettate, lasciando risplendere la semplice, sfavillante, arte del trio.

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