In su la soglia-seuil

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«Ho percorso da sola, il cerchio del Cielo»

Ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri, Seuil è un progetto articolato in dieci pezzi coreografici, dedicati a tre spazi diversi di rappresentazione : lo spazio teatrale, lo spazio sacro e lo spazio naturale.
«J’ai parcouru seule, le cercle du ciel» ( Ho percorso da sola, il cerchio del cielo ) costituisce la terza parte di questo progetto.
La materia visiva, la materia sonora e il corpo vi entrano in corrispondenza a partire dall’esplosione di una materia comune, quella delle immagini che vengono moltiplicate, diffrante, trasformate e  ricomposte ognuna nel proprio linguaggio.  Nascono così due percorsi intrecciati del suono e dell’immagine, a partire dalle voci e dai volti dei lettori della Divina Commedia che sono stati ripresi nell’ambito del progetto intitolato Il La del mondo (lettura del capolavoro di Dante eseguita fino ad ora da 1200 persone, in 35 lingue o dialetti, in 600 posti diversi).
Questi due percorsi inventano ed esplorano nuove vie, nuovi codici interattivi, che riuniscono il pubblico intorno a una parola comune, quella di un « canto » in movimento, in mezzo a tante altre voci, in una  mise en abyme’ del corpo, dello spazio, dell’immagine e del suono.
Pur liberati da Dante, ne seguono tuttavia i principî, ovvero i principi della  visione, dell’astrazione, della folgoranza, dell’immobilità, della trascendenza, della verticalizzazione, della molteplicità del Paradiso, incentrati in un punto unico : quello della lode.

L’elaborazione delle immagini
Le immagini del film Il La del mondo vengono usate e trasformate dai videasti, e rielaborate fino alla totale trasfigurazione della loro situazione originaria. Vengono proiettate sul corpo, sul suolo e nello spazio circostante.
Interazioni tra l’immagine e il corpo
Il lavoro tra la danza e l’immagine prende la forma di una lotta corpo a corpo che si fa beffa delle distanze, dei miti dell’incarnazione e dell’astrazione, diventando il campo possibile di un corpo che naviga nelle interfacce della machina, esplorando il reale e il virtuale. L’immagine acquisisce un tessuto carnale come ricettacolo dei dati del reale e dell’immaginario ; la sua profondità, anche in superficie, diventa malleabile come la pelle: si tratta cioè di essere nell’immagine, diventare l’immagine, fare dalla carne un’immagine, dare carne all’immagine.

L’elaborazione del suono
Come per le immagini, l’addetto all’elettroacustica attinge alle atmosfere e alle voci del film Il La del Mondo  e crea elementi sonori nuovi che vengono captati, elaborati e moltiplicati grazie ai vari mezzi elettronici usati. I suoni sono prodotti con strumenti hardware e software; vi sono dunque due sistemi di produzione sonora e un unico generatore-elaboratore, che offre varie possibilità  e consente quindi di creare una polifonia. Nascono così tantissime possibilità d’interazione tra la danzatrice, l’asse sulla quale danza il tip-tap e l’ambiente elettoaustico.
L’inserzione dell’immagine nello spazio entra in collisione e in sintonia con lo spazio del suono, fluido, poetico, che capta le energie e che è fatto di compressioni e frammenti sonori.

Il corpo nella Divina Commedia
Nell’opera di Dante, il posto del corpo è fondamentale. Il racconto del poeta è il racconto di un viaggio iniziatico incarnato, un viaggio del corpo attraverso i mondi, un viaggio sciamanico. La scrittura stessa rappresenta questo passaggio continuo tra il codice metaforico e il codice corporale. L’intensità della percezione della corporalizzazione è così potente da consentire di ancorare il racconto nella dimensione terrena e di dare una prospettiva terrestre e storica a questo viaggio orientato verso la visione divina.
La musica nella Divina Commedia
La Divina Commedia è anche un itinerario acustico, che spazia dai rumori dell’Inferno all’armonia delle sfere celesti del Paradiso, dove sono numerosi i riferimenti musicali. Il Paradiso è il mondo della musica polifonica, quella dei cori degli angeli. E’ una musica più complessa che negli altri mondi e viene descritta dal movimento e dalla luce, essendo il prodotto della beatitudine. La musica del Purgatorio è tanto terrestre quanto quella del Paradiso è astratta. L’elettroacustica, messa in relazione con la danza (il movimento) e l’immagine (la luce) è sembrata la scelta più idonea per questo dispositivo.

L’immagine nella Divina Commedia
In questa opera di mera trascendenza, Dante segue le sue visioni e innalza il lettore di immagini in immagine, risalendo i vari strati del suo poema. E’ grazie alla metafora che l’orizzonte si apre, dandoci accesso al mondo, alla conoscenza, al significato. L’immagine viene usata per la sua potenzialità di linguaggio e di luce, per i messaggi che riesce a trasmettere, e come canto o danza possibili.
Usare le tecnologie di punta per parlare della Divina Commedia evidenzia la straordinaria attualità di quest’opera fondamentale che si innoltra nel ventunesimo secolo con una profonda e sorprendente sintonia coi tempi nuovi.

INIZIO SPETTACOLI ore 21.00
BIGLIETTI 15/12
Carnet non nominativo 5 ingressi 40 €
Ingresso gratuito con la raccolta punti FIDATY di Esselunga

Teatro Cantiere Florida
Via Pisana 111 rosso (angolo via di Soffiano), 50143 Firenze
Tel. 0557135357   cantiere.florida@elsinor.net  www.teatrocantiereflorida.it
Tram fermata Sansovino – Autobus 6
Parcheggio a pagamento 30 metri

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