Occidente solitario

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Compagnia GLI IPOCRITI in coproduzione con Associazione TEATRALE PISTOIESE

presentano Occidente solitario di Martin McDonagh, traduzione di Luca Scarlini

con Claudio Santamaria, Filippo Nigro, Nicole Murgia, Massimo De Santis

scene Bruno Buonincontri

costumi Caterina Nardi

musica originale Riccardo Bertini (Mammooth)

disegno luci Sergio Ciattaglia

regia Juan Diego Puerta Lopez

 

Due fratelli in eterno conflitto, la recente morte del padre, l’impossibilità di vivere senza dispute e aggressioni, un’atmosfera quotidiana fatta di litigi e piccole vendette. In Occidente solitario Martin McDonagh ci conduce in un mondo immerso nella crudeltà, nell’aggressività e nella disperazione. La storia è ambientata in un piccolo villaggio dell’Irlanda ma in effetti è un luogo universale dove i personaggi ed i fatti raccontati sono rappresentativi di una società di disadattati in una condizione di solitudine ed indifferenza.

Portando all’estremo i rapporti tra i personaggi, l’autore raggiunge un livello di assurdità pura e semplice che trasforma il dramma in una commedia nera, dove il delirio e la stravaganza sono tessuti delicatamente attraverso un umorismo eccentrico, cinico ed ironico.

 

La trama

Occidente Solitario racconta il continuo litigare di due fratelli, Coleman e Valene, il cui padre è appena morto per un colpo di fucile. Valene è interessato unicamente alle sue statuine religiose e a bere whisky che gli viene fornito a domicilio da una giovane chiamata Ragazzina. Coleman pensa solo a mangiare e partecipa ai funerali del paese per riuscire a degustare gratuitamente salsicce e rustici. Un giorno Padre Welsh, parroco della comunità, trova nel lago il corpo di Thomas Hanlon che si è appena suicidato; Valene lo aiuta a tirarlo fuori. Intanto, Coleman, rimasto solo in casa, per dispetto distrugge tutte le statuine di Valene, gettandole nel nuovo forno.

Padre Welsh è l’unico che prova a risolvere il rapporto conflittuale tra i due fratelli, ma i suoi consigli restano inascoltati. Padre Welsh, depresso a causa dell’odio tra i due, e con una scarsa autostima, scrive una lettera che consegnerà a Ragazzina durante un commovente incontro in riva al lago prima di suicidarsi. Nella lettera, Padre Welsh chiede ai due di andare d’accordo, avvertendoli che il loro astio avrebbe avuto delle ripercussioni sulla sua anima.

Quando Coleman e Valene leggono la lettera, consegnata da Ragazzina, disperata per la morte del parroco per il quale  provava un profondo affetto, credendo che una punizione possa abbattersi su di loro in seguito al suicidio di Padre Welsh, decidono di provare a riconciliarsi e ne deriva una scena di confessione in cui, a turno, i due fratelli ammettono i torti che avevano segretamente commesso in passato l’uno contro l’altro, dimenticando ogni altro peccato.

Ma ne scaturiranno ulteriori scene di lotta e distruzione.

 

Note di regia

La necessità e la scelta di rappresentare testi contemporanei che non descrivono una realtà territoriale, ma una indefinita società, una condizione umana di solitudine e indifferenza, uno stato d’infelicità quasi compulsivo che richiama all’oggi, alla concretezza spietata della vita.

Un piccolo villaggio dell’Irlanda, due fratelli al limite del patologico, incapaci di vivere senza dispute e aggressioni. Il parassita Coleman, impegnato a scroccare liquori e patatine al fratello Valene, possessivo, maniacale, che contrassegna con la propria iniziale ogni oggetto, per sottolineare al fratello le sue proprietà. Cerca inutilmente di pacificarli un giovane prete, dedito all’alcol e frustrato dalla missione impossibile di convertire quel paesello cinico. Solo una fanciulla nel mezzo di questo triangolo bizzarro, Ragazzina, giovane venditrice abusiva di whisky a domicilio.

Una commedia nera, concentrata in una stanza, dove delirio e stravaganza s’incontrano con umorismo e cinismo, confessioni senza salvezza si alternano a suicidi e vecchi omicidi di famiglia. La crudeltà si sottrae alla morale e si manifesta come gioco, ritmo, energia e se i personaggi aprono bocca è per insultare, rivendicare o compiangersi.

La giusta chiave di lettura di questo testo ce l’ha indicata Samuel Beckett quando ha affermato: “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”.

 

Personaggi e interpreti in ordine di apparizione

Coleman                       Claudio Santamaria

Padre Welsh                 Massimo De Santis

Valene                          Filippo Nigro

Ragazzina                     Nicole Murgia

 

L’autore

Martin McDonagh (Camberwell, 26 marzo 1970) è un regista, sceneggiatore e commediografo inglese.

Nato nei pressi di Londra da genitori irlandesi, vive la sua gioventù nella capitale inglese, ma rimane fortemente legato alla sua terra di origine tanto da ambientarvi tutti i suoi lavori teatrali. Con la sua prima opera, The Beauty Queen of  Leenane, ottiene numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui l’Evening Standard Award come miglior commediografo emergente. Il successo ottenuto lo induce a scrivere i due episodi successivi della storia, A Skull in Connemara e The Lonesome West (Occidente Solitario), dando vita così ad una trilogia, The Leenane Trilogy.

La sua seconda trilogia, The Aran Islands Trilogy, lo consacra a pieno titolo come commediografo di successo, garantendogli una serie di riconoscimenti in tutto il mondo. Nel 1997, a soli 27 anni, ben quattro dei suoi spettacoli vengono rappresentati contemporaneamente nei teatri del West-End di Londra. Tra le altre opere ricordiamo The Pillowman (2003), che ottiene il Laurence Olivier Award, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del teatro inglese. Attualmente The Lonesome West (Occidente Solitario) è in programmazione in Inghilterra, Francia e Italia.

da Wikipedia

“The Lonesome West ha debuttato in Irlanda il 10 giugno 1997 al Town Hall Theatre di Galway in una produzione Druid Theatre Company/

Royal Court Theatre. La stessa produzione è stata presentata a Broadway, New York, il 27 aprile 1999 e coprodotta da Randall Wreghitt, Steven

M. Levy, Norma Langworthy, Gayle Francis, Dani Davis e Jason Howland, Joan Stein e Susan Deitz, e Everett King”.

Per gentile concessione di Arcadia & Ricono Srl.

 

Lo spettacolo, diviso in 2 atti – durata complessiva di due ore (intervallo incluso), ha debuttato in prima nazionale il 20 gennaio 2012 al Teatro Manzoni di Pistoia.

 

Tournée stagione 2012 Occidente Solitari0

Martina Franca (TA) – Teatro Verdi 7 marzo 2012

Gioia del Colle (BA) – Teatro Rossini 8 marzo 2012

Mesagne (BR) – Teatro Comunale 9 marzo 2012

Grottaglie (TA) – Teatro Grottaglie 10 marzo 2012

Manfredonia (FG) – Teatro Comunale 11 marzo 2012

Fermo – Teatro dell’Aquila 13 e 14 marzo 2012

Roma – Teatro Ambra Jovinelli dal 15 al 25 marzo 2012

Napoli – Teatro Nuovo dal 27 marzo al 1 aprile 2012

Cosenza – Teatro Alfonso Rendano 3 e 4 aprile 2012

Chiusi (SI) – Teatro Mascagni 10 aprile 2012

Pescara – Teatro Massimo 11 aprile 2012

Teramo – Teatro Comunale 12 aprile 2012

Trecastagni (CT) – Teatro Comunale 14 e 15 aprile 2012

Modica (RG) – Teatro Garibaldi 16 aprile 2012

Enna – Teatro Garibaldi 17 e 18 aprile 2012

Catania – Zō Centro Culture Contemporanee 20 – 21 e 22 aprile 2012

 

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