Woyzeck-ricavato dal vuoto e Il sacro della primavera

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Balletto Civile, gruppo di punta della scena coreografica italiana guidato dalla coreografa e danzatrice Michela Lucenti, arriva a Ravenna, con una doppia proposta, per la nuova rassegna di danza contemporanea ToDay, ToDance – realizzata dalla rete organizzativa di Ravenna Manifestazioni, Cantieri Danza Ravenna e Ravenna Teatro/Nobodaddy, in collaborazione con Aterdanza. Woyzeck – ricavato dal vuoto di Georg Büchner e Il sacro della primavera, che verranno presentati alle Artificerie Almagià il 9 e 10 marzo, sono i primi due lavori scaturiti dalla collaborazione fra Fondazione Teatro Due di Parma e Balletto Civile, che dal 2009 vede la compagnia realizzare un “cantiere intensivo di teatro fisico” fondato su una nuova idea di drammaturgia del corpo.

Woyzeck – ricavato dal vuoto, in scena alle Artificerie Almagià venerdì 9 marzo alle 21, è costruito come un dramma a stazioni, una sorta di via crucis in cui le parole agguantano i corpi, li penetrano, li scavano, li spogliano. Nella nuova traduzione di Alessandro Berti il capolavoro incompiuto di Georg Büchner, che ritrae l’ingenuo soldato Franz Woyzeck in preda alla propria e altrui follia, viene ripercorso come dramma attualissimo, poetico e bizzarramente scientifico, capace di dispiegare pensieri rivoluzionari. Attraverso questi testi, densi di un malessere contemporaneo e di un continuo senso di mistero, Michela Lucenti – in scena con i danzatori-attori Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Andrea Coppone, Francesco Gabrielli, Raffaele Gangale, Filippo Gessi, Carlo Massari, Gianluca Pezzino e Emanuela Serra su partitura musicale di Mauro Montalbetti – prosegue la propria ricerca sull’incarnazione della parola scenica. Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Teatro Due di Parma.

Sabato 10 marzo alle 21, sempre alle Artificerie Almagià, la compagnia presenta Il sacro della primavera ispirato alla Sagra della primavera di Igor Stravinskij. A partire dall’universo pagano evocato dal balletto russo, dove la danza assume i connotati di un rito sacrificale, la coreografa crea con il suo numeroso ensemble una metafora del nostro tempo. La vittima del rito qui non è più una vergine, ma una generazione intera, quella dei trentenni di oggi: generazione che attende obbligata allo stallo, osservata, spiata, che invecchia senza sbocciare, che urla la propria protesta con una disperata energia. Dal “coro” escono pian piano le individualità, le solitarie disperazioni dei corpi di Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Andrea Coppone, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Sara Ippolito, Francesca Lombardo, Carlo Massari, Gianluca Pezzino, Livia Porzio, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Chiara Taviani e Teresa Timpano, mentre l’irriverente dj set di Maurizio Camilli contamina con i suoni del mondo la musica di Stravinskij. Per questo spettacolo Michela Lucenti si è aggiudicata il Premio Roma Danza 2011, che le è valso la creazione di una coreografia inedita per il Washington Ballet
 (da realizzarsi a Washington DC – USA nella primavera 2013).

È una forte tensione etica ed estetica che anima il lavoro di Michela Lucenti – ex esponente con Alessandro Berti del gruppo teatrale l’Impasto – formatasi attraverso esperienze con Beatrice Libonati e Jan Minarik, danzatori del Tanztheater di Pina Baush, e con Thomas Richards – e oggi capofila di una formazione di danzatori-attori significativamente denominato Balletto Civile. Un percorso in cui danza e teatro si integrano con il canto – canti popolari, cori sacri, canzoni della tradizione italiana – inventando un nuovo stile di “movimento narrativo” che ha fatto di questa compagnia una delle più originali oggi presenti in Italia.
Si comunica inoltre che, per la serie di incontri che accompagnano il programma del Nobodaddy, progetto sulla scena contemporanea a cura del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, sabato 10 alle 17 il Teatro Rasi ospiterà la presentazione del libro Da Dioniso a Cristo. Conoscenza e sacrificio nel mondo greco e nella civiltà occidentale di Giuseppe Fornari, a cui parteciperanno l’autore (docente di Storia della Filosofia presso l’Università degli Studi di Bergamo) e il regista e drammaturgo Marco Martinelli. Il volume (edizione Marietti) mette a fuoco i concetti di conoscenza e di sacrificio nel confronto tra cultura greca, e più generalmente pagana, e cristianesimo. L’incontro sarà a ingresso libero.

 

Informazioni e prenotazioni

Teatro Rasi, via di Roma 39, Ravenna (biglietteria aperta tutti i giovedì dalle 16 alle 18 e a partire da un’ora prima dell’inizio di spettacolo)

0544 36239

333 7605760

nobodaddy@ravennateatro.com

 

 

 

 

 

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