Concerti sinfonici 2011 ~ 2012 alla Scala

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Concerti sinfonici 2011 ~ 2012

Domenica 15 aprile 2012 ore 20 ~ turno A
Lunedì 16 aprile 2012 ore 20 ~ turno B
Mercoledì 18 aprile 2012 ore 20 ~ turno C

FILARMONICA DELLA SCALA

Direttore: RICCARDO CHAILLY

Pianoforte: STEFANO BOLLANI

Maurice Ravel

Alborada del gracioso

Concerto in sol per pianoforte e orchestra

George Gershwin

Catfish Row
suite da Porgy and Bess

Maurice Ravel

La Valse
poème chorégraphique

Prezzi da 66 a 5 euro
Infotel 02 72 00 37 44
www.teatroallascala.org

RICCARDO CHAILLY

Nato a Milano, ha compiuto i suoi studi musicali in Italia nei Conservatori di Perugia, Roma e Milano. Si è perfezionato all’Accademia Chigiana di Siena ai corsi di Franco Ferrara.

Dal 1980 al 1988 è stato Direttore musicale della Radio Symphonie Orchester a Berlino.
Nel 1988 è stato nominato Direttore stabile della Royal Concertgebouw Orchestra, incarico che ha tenuto per sedici anni. Contemporaneamente è stato Direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna e dell’Orchestra Sinfonica ‘G. Verdi’ di Milano.

Dirige regolarmente in Europa le maggiori compagini sinfoniche: Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Bayerischer Rundfunk, London Symphony Orchestra, Orchestre de Paris… Negli Stati Uniti ha diretto la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra, la Philadelphia Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra.

Dal 2005 è Gewandhauskapellmeister dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la compagine sinfonica più antica d’Europa.

Ha diretto regolarmente opere nei maggiori teatri lirici: Teatro alla Scala, Metropolitan Opera, Lyric Opera di Chicago, Covent Garden, Opera di Stato Bavarese, Opera di Zurigo, Opera di S.Francisco… È presente ai festival di Salisburgo, Lucerna, Proms di Londra e altri.

Da trent’anni è artista esclusivo Decca, con la quale ha inciso più di duecento CD. Recentemente la sua registrazione di “Rapsodia in Blue” di Gerswhin, realizzata insieme a Stefano Bollani e all’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, è stata premiata con il disco d’oro.
Ha ricevuto i premi Edison, Gramophone Award, Diapason d’or, Grand Prix dell’Accademia Charles Cros, Echo Classic e molte nomination ai Grammy Awards ©.

È stato nominato Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana e membro della Royal Academy of Music di Londra. Nel 1998 ha ricevuto la nomina di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana; nel 2003 il Premio Feltrinelli dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma e nel febbraio 2012 è stato nominato a Parigi Officier de l’ordre des Arts et des Lettres.

STEFANO BOLLANI

Comincia a studiare pianoforte all’età di sei anni ed esordisce professionalmente a quindici.
Dopo il diploma di Conservatorio conseguito a Firenze nel 1993 e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti, fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandi musicisti (Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal, Franco D’Andrea, Martial Solal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Miroslav Vitous, Antonello Salis, Aldo Romano, John Abercrombie, Uri Caine, Kenny Wheeler, Greg Osby) ed esibendosi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla Town Hall di New York alla Fenice di Venezia).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996 – e da allora mai interrotta – con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale tiene centinaia di concerti e incide ben quattordici dischi.
Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata “Musica jazz” lo proclama miglior nuovo talento del 1998; in quel periodo, mentre guida il proprio gruppo, L’orchestra del Titanic, si lancia nella realizzazione di un ambizioso disco-spettacolo in omaggio alla musica leggera italiana degli anni ‘30-‘40 (Abbassa la tua radio con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e tanti altri cantanti e musicisti).
Negli anni collabora sia con musicisti sperimentatori e di frontiera (Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Sainhko Namcythclack), sia nei progetti discografici e live del pop-rock italiano (Elio e le Storie Tese, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Samuele Bersani, Bandabardò, ma anche Massimo Ranieri e Johnny Dorelli).
Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone (artista al quale ha dedicato un piccolo libro-saggio, L’America di Renato Carosone); l’anno successivo la rivista giapponese “Swing Journal” gli conferisce il “New Star Award” riservato ai talenti emergenti stranieri, per la prima volta assegnato a un musicista non americano.
Collabora con numerosi artisti in ambito teatrale, dalla Banda Osiris (nello spettacolo Guarda che luna!, 2002-04, insieme a Rava, Gianmaria Testa e altri in Primo piano, 2005-06), fino ad attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio Crozza e soprattutto Lella Costa (per la quale firma le musiche di tre spettacoli, Alice: una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze, per la regia di Giorgio Gallione) e a importanti personaggi del mondo della danza contemporanea come Raffaella Giordano e Mauro Bigonzetti.
In ambito classico, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Lipsia, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi di Milano, con direttori come James Conlon, Jan Latham-Koenig (con cui ha inciso il Concert Champetre di Poulenc) e soprattutto Riccardo Chailly, con il quale a Lipsia ha inciso  Rapsodia in blu e Concerto in fa di Gershwin.
Nel 2005 è ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo, di e con Renzo Arbore. È ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della trasmissione musicale Dottor Djembe’, andata in onda su Rai Radio3 dal 2006 al 2009 a Natale e Pasqua (Premio Microfono d’argento 2007) e dal 2010 entrato in palinsesto di Radio3. Da quella esperienza è nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera Dottor Djembe’) andato in onda su Rai3 nel giugno 2010. Dal gennaio 2009 sue sono tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La sindrome di Brontolo. Lo stesso anno, per la rivista “Musica jazz”, è il musicista italiano dell’anno.

Il referendum dei giornalisti della rivista americana “Downbeat” nel 2007 lo vede ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici della rivista “Allaboutjazz” di New York lo votano fra i 5 musicisti più importanti del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins.
Nel dicembre dello stesso anno a Vienna gli viene consegnato lo European Jazz Preis, premio della critica europea, come miglior musicista jazz europeo dell’anno.
La regione Toscana nel 2008 gli ha conferito la massima onorificenza, il Gonfalone d’argento.
Nel 2009 durante il North Sea Festival di Rotterdam gli viene consegnato il Paul Acket Award.
Sempre più stretto negli ultimi tempi il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver realizzato  il disco Bollani Carioca (che ha avuto un successo straordinario con più di 30.0000 copie vendute), nel 2009 diventato anche un dvd live insieme a grandissimi musicisti brasiliani, nel dicembre 2007 è stato il secondo artista, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio de Janeiro. Ha collaborato con molti artisti della nuova scena brasiliana: Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze’ Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na’ Ozzetti fino a Caetano Veloso, con il quale è stato protagonista di due grandi concerti a Cagliari e a Umbriajazz 2008.
Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di cui è stato ufficialmente nominato “Ambasciatore” e che nel numero di settembre 2009 lo ha visto partecipare a un’avventura di Paperino con il nome di Paperefano Bolletta.
Il 15 luglio 2010 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa del Berklee College of Music, con solenne cerimonia a Perugia, Umbria Jazz.
Il 2011 ha visto un nuovo straordinario exploit: l’incisione di classici di Gershwin (Rhapsody in Blue, Concert in F, Catfish Row e il raro Rialto Ripples) con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly scala le classifiche pop e si piazza nella top 10 per settimane, quasi raddoppiando i risultati di vendita del suo best seller Bollani Carioca.

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