Furioso Orlando. Ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante

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adattamento teatrale di Marco Baliani

liberamente tratto da l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

con Stefano Accorsi, Nina Savary

regia Marco Baliani

Scene – Bruno Buonincontri

Costumi – Alessandro Lai

Disegno luci – Luca Barbati

Il campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve. Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate dal rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima la gran giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ho scelto di seguire una sola traccia, quella che permette all’intero poema, fin dall’inizio appunto, di dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno, quella è la traccia da seguire. E’ come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento, in volo.

Tra i tanti spasimanti inseguitori, ce n’è uno, Orlando, che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato. Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto. Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria. Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente. Ma qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perché le storie servono sì a parlare del mondo ma anche a renderlo meno terribile.

Ecco dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli e di armerie altrui, ma saranno loro due, Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie, i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato.

Nella nostra giostra anche le ottave dell’Ariosto sono state girovoltate, e altre ne sono nate, cercando di rendere più orale possibile l’impianto letterario, senza perderne la costruzione.

Monologando, narrando, melologando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuonano in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti. Stefano Accorsi è al contempo molti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, ed è il cambio di registro interpretativo o vocale o ritmico a restituire il gioco ariostesco, i cambi improvvisi di narrato, le sospensioni, gli appuntamenti posticipati a riprendere il filo e il fiato, i flash back, i corto circuiti. E al contempo, mentre è facitore di tante storie e volti, deve sempre sentir montare in sé la frenesia fantasmagorica di Orlando, come un vino che fermenta in non sicura botte. A contrastarlo nel dire e a contrastarlo nell’essere uomo spasimante in perpetua corsa c’è la presenza di Nina Savary, che lo interpella, gli pone questioni, ne commenta le parole, a volte musicando un tema, a volte cantando, o suonando le sonorità sparse che occupano la scena di Bruno Buonincontri con un artigianato sonoro da rumorista radiofonico di un tempo, macchinerie che fanno mare e vento e tempesta e fiato di dragoni volanti, dello stesso color ocra e ruggine dei tendaggi, trapuntati di cuciture di diverse stoffe, che avvolgono tutt’intorno la scena. A ricucire poi di una leggera malia il tutto ci sono le luci di Luca Barbati, che toccano i personaggi e le storie come farebbe una bacchetta magica spostandone le avventure, nei pochi metri reali dello spazio, in luoghi mitici, lontani, oppure ancora citando e facendo il verso a frammenti di cinema, di fumetti, di cultura pop. Ogni tanto qua e là scappa una digressione, come succedeva anche all’Ariosto, e per un momento pare che non si stia parlando di guerre da noi troppo lontane, e che forse le anime palpitanti in questa giostra le conosciamo fin troppo bene.

Marco Baliani

Biglietti

 

Settore A: € 30,00 + € 3,00 prev.
Settore B: € 28,00 + € 3,00 prev.
Settori C-D-E-F: € 25,00 + € 2,50 prev.
Settori G-H-I-K: € 20,00 + € 2,00 prev.
Settore L: € 15,00 + € 1,50 prev.

Riduzioni speciali per anziani over 65 – studenti under 24 – bambini under 14

 

 

Canali di vendita:

Teatro Smeraldo

Tel. 02.29.00.67.67

 

Villa Clerici

Via Achillini, 12 – 340/8164616

Da lunedì a sabato dalle 11.00 alle 19.00

 

Per info, Prenotazione e Vendita:

  • 700punti vendita TicketOne in tutta Italia (per conoscere il più vicino puoi chiamare il numero 892.101 o consultare il sito www.ticketone.it nell’area punti vendita)

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Teatro Smeraldo – Bastioni di Porta Nuova 12, Milano

Sonia Rabellino: Tel. 02 392.26.412 – Fax. 02 700.57.932

email gruppi@officinesmeraldo.it

 

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Tabaccheria Fiamma, Via Fiamma 17;

Lombardia

Box Office Bergamo, Viale Giulio Cesare 14;

Matic, Via Cadorna 36, Busto Garolfo;

Agenzie Ocean Viaggi, Brescia, Castiglione delle Stiviere, Desenzano del Garda, Lonato, Montichiari, Salò, Sirmione;

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