La fila indiana di Ascanio Celestini

0
300
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Etruria EcoFestival chiude domenica 19 agosto al Parco della Legnara di Cerveteri con lo spettacolo di Ascanio Celestini La fila indiana”. Racconti detti a margine di altri spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungono altre, di sera in sera, nel corso della tournée. “Quando l’Arci mi ha chiesto di partecipare a questo progetto  contro il razzismo ho risposto che l’avrei fatto volentieri, ma che non sarei riuscito a scrivere un nuovo spettacolo. Mi hanno detto che le avevano già sentite alcune storie mie sul razzismo, che potevo ripartire da quelle. Così ho fatto. Ho ripescato in un repertorio fatto di racconti detti fuori dai miei spettacoli. Racconti scritti in fretta dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti ne ho messi altri e ho cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne aggiungeranno altre nel corso della breve tournée.Giancarlo Gentilini è riuscito a dichiararsi contrario anche ai cani immigrati quando l’anno scorso ha detto “noi non vogliamo le razze straniere, noi vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori (…) sulle montagne”.  Ed è proprio da questo repertorio che insieme a Matteo D’Agostino e Andrea Pesce siamo partiti per scrivere e montare le nostre brutte storie razziste.”

” io cammino in fila indiana.io sono il numero 23724.non lo posso dire con certezza.è una cosa che ho dedotto dal fatto che quello che cammina davanti a me mi ha detto che lui è il 23723.Perciò se la matematica non è un’opinione io sarei proprio il 23724.Io cammino in fila indiana.Camminando vedo quello che cammina avanti a me.Gli vedo la nuca, il collo, le spalle e la schiena, il culo e le gambe e infine le scarpe.La faccia non posso vederla.Non gliel’ho mai vista.Io cammino in fila indiana.Ma il numero 1, il primo della fila, quello l’ho visto.Lo vedo sempre. Lo vedo in televisione.E’ numero 1 che ci dice “andare piano” e noi tutti camminiamo piano.E’ numero 1 che ci dice “andare forte” e noi tutti camminiamo forte.Numero 1 ci dice anche “marciare” e noi tutti a marciare.Io cammino in fila indiana.E a un certo punto vedo uno che cammina a fianco a me.

Aprirà la serata Artù.Artù ha iniziato a scrivere all’età di 14 anni. Cantautore romano ironico che assorbe molto della lezione di Rino Gaetano e porta in scena chitarra classica, elettrica, voce e batteria, un sound accattivante e un po’ rude dove però i testi sono molto fluidi e musicali, con un uso eccentrico della rima. A volte questi brani sono come pugni nello stomaco che fanno “rimbombare il diaframma”.

 

INGRESSO GRATUITO

 

Per maggiori informazioni su EtruriaEcoFestival:

www.etruriaecofestival.it

infoline: 392.6673494

Prevendite biglietti: www.etruriaecofestival.it, circuiti ticketone, greenticket e geticket.

 

LEAVE A REPLY