La madre di Bertolt Brecht

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musiche originali Hanns Eisler

con Imma Villa, Antonio Agerola, Cinzia Cordella, Annalisa Direttore, Marco Di Prima, Valeria Frallicciardi, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Aniello Mallardo, Giulia Musciacco, Antonio Piccolo

scene Roberto Crea

costumi Daniela Ciancio

drammaturgia musicale Paolo Coletta

adattamento e regia Carlo Cerciello

in collaborazione con il POSITANO TEATRO FESTIVAL PREMIO ANNIBALE RUCCELLO, TEATRO ELICANTROPO, ANONIMA ROMANZI, PROSPET

 

Bertolt Brecht ha tratto la materia del suo Lehrstück La Madre (1932) dall’omonimo romanzo di Maxim Gorki (1907) che narra la storia di Pelagia Vlassova che, convertita al pensiero politico del figlio Pavel e dei suoi amici, viene coinvolta nelle loro azioni clandestine e per questo chiamata da tutti La Madre. Brecht allunga la durata della vicenda nel tempo, fino alla prima guerra mondiale e alla vigilia della rivoluzione d’ottobre, rispetto all’opera originale di Gorkij e ne allarga anche i significati. Si tratta di un notevole modello di Lehrstuck, cioè di dramma didattico, ma portato ben oltre le misure geometriche, per esempio, di «L’ eccezione e la regola». C’è in esso, un’evidente carica sentimentale che investe il personaggio di Pelagia Vlassova, la madre. Grosso animale, tutto istinto e intelligenza naturale, Pelagia Vlassova, madre dell’operaio Pavel, giovane rivoluzionario nella Russia del 1905, è posta al centro dell’azione, come oggetto di un esperimento di recupero della coscienza della sua classe. E’ l’apprendistato della madre proletaria sulla «lunga strada tortuosa della sua classe»; con i vari gradini, fino alla consapevolezza completa, che la rende forte al punto di farle sopportare, quasi senza battere ciglio, la morte del figlio fucilato dalla polizia zarista. Il suo è un cammino ascensionale: al suo primo atto rivoluzionario è spinta per difendere il figlio Pavel, ma successivamente a ogni sua nuova azione cresce in lei la consapevolezza e la convinzione che le cose debbano cambiare. L’interesse e il valore de La madre non sono però di natura esclusivamente politica, ma va sottolineato il lento configurarsi, entro gli schemi del teatro didattico, di un nuovo personaggio drammatico, con cui Brecht inaugura quella galleria di straordinarie figure femminili che giunge attraverso Madre Coraggio  e Shen Te, fino alla Grusa de “Il cerchio di gesso del Caucaso”. (Chiarini)

Il senso della riproposizione di questo testo, sta tutto nel recupero della memoria storica di avvenimenti, ideologie e sentimenti, che hanno trasformato il mondo, riconsegnando alle classi più deboli e ai lavoratori tutti, quella coscienza e quella dignità, che, purtroppo, oggi, viene nuovamente mortificata e immolata sull’altare del “dio mercato”. Nel panorama amaro di una politica, palesemente, sconfitta e schiava dell’economia e dell’affarismo senza scrupoli dei nuovi plutocrati, il nostro vuole essere un solitario omaggio alla classe operaia, che, in Paradiso, purtroppo, non ci è andata e non ci andrà mai, un affresco malandato e corroso, da cui traspare ancora la forza di un ideale.

Carlo Cerciello

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