Non ti pago di Eduardo De Filippo

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con: MARIO ANTINOLFI, FRANCA ABATEGIOVANNI, VIVIANA ALTIERI, STEFANO LOPEZ, ROSSELLA VISCONTI, VALERIO DI TELLA, EGIDIO MANNA, BEPPE FARINA

musiche originali: ROBERTO ANTINOLFI
scene: CLAUDIO SCARAPAZZI

regia: MARIO ANTINOLFI

produzione: Compagnia Attori & Company

Dopo il grande successo ottenuto nella scorsa stagione con ‘La fortuna con la ‘F’ maiuscola’, Mario Antinolfi e la sua compagnia ‘Attori & company’ tornano al ‘Teatro 7’ di via Benevento in Roma dal 30 ottobre al 18 novembre 2012, con una tra le più note e rappresentate opere napoletane del grande Eduardo De Filippo: ‘Non ti pago’. Si tratta di una commedia brillante, esilarante, comica e farsesca, nella quale Eduardo affronta la ‘tradizione’ del gioco del lotto, simbolo classico della ‘napoletanità’. Definita dalla critica teatrale “una commedia del surreale o del sogno” poiché basata sulla credulità, sull’ignoranza, le superstizioni e le credenze popolari, la  commedia propone uno degli aspetti magici della Napoli di Eduardo, per il quale i sogni sono prove, la fiducia nei morti che portano bene o male incrollabile, in un’autentica apoteosi del surreale. Scritta e rappresentata per la prima volta nel 1940 durante il periodo di frequentazione e amicizia con Luigi Pirandello, l’opera risente chiaramente dell’influsso dello scrittore siciliano: “Il gioco delle parti”, “realtà e fantasia”, “diritti e desideri”, “religione e superstizione” affiorano in una trama surreale per poi sovrapporsi e confondersi tra loro. In questa pièce, il motivo del gioco rimanda a quello del destino, quando la vita di don Ferdinando, che gestisce un ‘banco-lotto’ avuto in eredità dal padre, si scontra in un gioco delle parti con quella di Mario Bertolini, suo impiegato, vincitore di quattro milioni con i numeri avuti in sogno dal padre di Ferdinando. Sebbene scritta nel 1940, ‘Non ti pago’, come tutte le opere d’arte, resiste al trascorrere del tempo e ai mutamenti dei costumi. Il segreto è il giusto equilibrio tra ironia e realismo, che riesce a rendere plausibile perfino la più assurda superstizione. Alla fine, la logica comune viene ribaltata e la follia ha la meglio sul comune sentire. La volontà del defunto viene rispettata: Ferdinando ottiene la vincita, ma generosamente la divide con il presunto impostore. Il ‘guaio’ viene risolto nel più improbabile dei modi con un finale a sorpresa e il gesto inaspettato di un padre che riesce ad aprire il proprio cuore a ciò che di più caro ha al mondo.

 

Teatro 7
via Benevento, 23 – 00161 Roma

Tel. e fax 06.442.36.382

www.teatro7.itteatro@teatro7.it

Orari: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00, lunedì riposo
Biglietti: € 19,00; ridotto € 14,00 (+ € 1,00 pren. e prev.)
Biglietteria: via Benevento 23; dal lunedì al sabato ore 10.30-21.00; domenica ore 16.00-18.00

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