Raymonda di Marius Petipa

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Contesse, cavalieri e saraceni, corti e castelli; un matrimonio imminente, un pericolo in agguato, la misteriosa visione di un Dama Bianca: una leggenda medievale fa da sfondo auna serie interminabile e ricchissima di variazioni classiche, danze esotiche e di carattere, con finale grandioso, pantomima, lirici passi a due e grandi momenti di insieme per tutto il Corpo di Ballo.

È la poesia coreografica, la grandezza di Marius Petipa che si sprigiona in Raymonda: sulla partitura di Glazunov, diretta da Alexander Titov, nello svolgersi dei tre atti ecco valse provençal, valse fantastique, pas d’action, danza saracena, danza spagnola, danze ungheresi – mazurka, palotas, pas classique hongrois, momenti che, accanto agli interpreti principali, in primis Raymonda, alla quale sono affidate ben sei variazioni, metteranno in evidenza numerosi artisti della compagnia.

Proprio questa ricchezza – commentava Makhar Vaziev prima del debutto- fa di Raymonda il titolo perfetto per una compagnia classica; se pensiamo alla struttura, alla costruzione del balletto classico, non possiamo che pensare a Petipa, che sviluppava il suo lavoro creando assieme al compositore: non musica separata dai passi, ma un corpo unico che respira e vive in perfetta armonia tra le parti. Al di là della storia, Raymonda è davvero il trionfo della danza”.

In tre atti, il balletto offre infatti tutti gli elementi per soddisfare gli appassionati in un susseguirsi di scene e di danze che vedranno schierato tutto il Corpo di Ballo e più di ottanta giovani allievi della Scuola dell’Accademia Teatro alla Scala (dal primo all’ottavo corso, impegnati in danze di carattere e danze classiche), in una sinergia che ha visto dopo molti anni una compresenza davvero ampia di compagnia e scuola. Oltre cinquecento i costumi, quattro cambi di scena e numerose comparse.

Già protagonisti della prima assoluta del 2011, Olesia Novikova (prima solista del Balletto del Teatro Mariinskij-Kirov) e Friedemann Vogel (primo ballerino dello Stuttgarter Ballet) saranno nuovamente la giovane contessa Raymonda e il cavaliere Jean de Brienne suo promesso sposo: due ruoli che gli hanno valso il plauso internazionale e il premio Danza& Danza come migliori interpreti del 2011: la rivista parla di “momento magico” per la ”fuoriclasse” Olesia Novikova in questo balletto e di straordinaria variazione nel pizzicato; per Vogel (che ha appena ricevuto anche il “Premio Positano” come migliore ballerino internazionale), questo balletto ha potuto sottolineare la sua “sfavillante tecnica accademica” .

I due guest torneranno in scena nella recita di apertura, mercoledi 3 ottobre e nelle repliche del 5 sera, del 9 e dell’11, accanto a Mick Zeni e Andrea Volpintesta, in alternanza nel ruolo di Abderahman, il saraceno che insidia la giovane protagonista.

Totalmente destinate agli artisti scaligeri le repliche: sarà la prima ballerina Petra Conti ad affrontare nuovamente il ruolo, a fianco di Eris Nezha (venerdi 5 ottobre alle ore 14.30) e di Claudio Coviello, (sabato 13 ottobre) che aggiunge al suo curriculum un nuovo importante debutto, nel ruolo di Jean de Brienne. La recita del 6 ottobre vedrà il primo ballerino Antonino Sutera accompagnare il debutto di Virna Toppi, diplomata alla Scuola di Ballo, aggiunta al Corpo di Ballo dall’estate 2012 e interprete del ruolo di Myrtha nella tournée in Brasile.

Nel ruolo di Henriette e Clémence, amiche di Raymonda, Vittoria Valerio, che si alternerà a Antonella Albano accanto alla “deb” Lusymay Di Stefano, e in altre recite con Sofia Rosolini; i trovatori Béranger e Bernard saranno interpretati da Claudio Coviello, in alternanza con Christian Fagetti e da Antonino Sutera che si alternerà con Marco Agostino.

Anche il Pas classique hongrois del terzo atto sarà l’occasione per mettere in evidenza diverse interpreti: Antonella Albano, poi Denise Gazzo e Lusymay Di Stefano.

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