Turing – A staged case history

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Progetto e regia: Maria Elisabetta Marelli

 

In occasione del centenario della nascita di Alan Turing (1912-1954), il padre dell’intelligenza artificiale, Maria Elisabetta Marelli mette in scena uno spettacolo straordinario la cui complessa drammaturgia si avvale di tutte le tecniche multimediali (video, musiche e suoni digitali percepiti come veloci vibrazioni) grazie ad hardware e software che sono il frutto delle geniali intuizioni di Turing. Oltre al modello ideale di calcolatore automatico “universale” (la «macchina di Turing») questo grande matematico propose un “gioco” ossia un paradigma per stabilire se una macchina è “intelligente”.

Di grande interesse il racconto dell’avventura esistenziale di Turing: dai suoi primi passi di studente che si dedica allo studio dei meccanismi del cervello umano per “trasferirli” in quello elettronico, dal suo contributo eccezionale nella crittografia utile a decodificare i codici segreti dei tedeschi durante la seconda guerra, alla sua affermazione nella storia della scienza e del pensiero e infine al sofferto processo per omosessualità cui è stato sottoposto e alla prematura morte a 42 anni per avvelenamento.

Lo spettacolo è difficilmente classificabile secondo gli schemi correnti. E’ uno spettacolo di magia, dove il fascino dell’incompreso ipnotizza lo spettatore e lo introduce in uno spazio, cosmico virtuale moltiplicandone l’emozione.

Dal punto di vista drammaturgico definirei questo spettacolo un “Concerto” di stupende “installazioni” (video-art) dove le onde cerebrali, le sinapsi in amebiche forme interagiscono attraverso il cervello elettronico in un’ emozionante forma di video in motion esaltata da suoni complessi elaborati da sintetizzatori che si basano sulla concezione corpuscolare del suono.

Per concludere i veri protagonisti, oltre al bravissimo Alessandro Bruni Ocagna che interpreta Alan Turing, sono gli artisti ideatori e autori di questa realtà virtuale che stimola le sensazioni prodotte dagli organi sensoriali (vista e udito) in un crescendo di emozioni irrazionali. Tutti meritevoli di particolare menzione:

progetto e regia Maria Elisabetta Marelli
con
 Alessandro Bruni Ocaña (Alan Turing), Pietro Pirelli (Kronos) e con Niccolò Parodi (un uomo), Laila Fernandez/Federica Gelosa (una donna), allievi attori della Scuola del Piccolo
musiche
 Sandro Mussida, Pietro Pirelli, Giorgio Sancristoforo, Michele Tadini
direzione implementazione informatico-tecnologica
 Massimo Marchi
regia del suono
 Hubert Westkemper
video design e programmazione
 Stefano Polli
design scenografia video e coordinamento video
 Claudio Sinatti
costumi
 Roberto uRban.0 Brancati
laser pendulum
 Pietro Pirelli, Gianpietro Grossi, Francesco Murano
organo
 Antonio Frigè
live electronics
 Massimo Marchi (direzione), Sandro Mussida, Giorgio Sancristoforo (sintetizzatori)
live video
 
Stefano Polli

 

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