Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore di Angelo Mellone

0
209
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Letture di Angelo Mellone e Raffaella Zappalà

Dj-set Andrea Borgnino – Video-set Marco Zampetti

 

Lo spettacolo teatrale (disponibile nel libro di Irradizioni editrice, Roma, 2012), che mette in scena il monologo con dj set e video, in un format inedito e originale, è stato definito “un’orazione civile tecno-pop”. Presentato per la prima volta al teatro Argentina, nel febbraio 2012, è stato replicato in circa venti date in giro per l’Italia, non solo quella meridionale, riscuotendo sempre un grande apprezzamento di critica e di pubblico.”Addio al Sud” è la prima parte di una personale “trilogia delle radici” di Mellone, che proseguirà nel 2013, a un anno esatto dall’esordio, con “AcciaioMare. Il canto dell’industria che muore”. Nel 2014 l’ultima puntata…

“Proprio come un fiume riemerso all’improvviso dal buio di una collina, il canto (e controcanto) poetico di Mellone trascina con sé, in una trance inarrestabile e tachicardica, materiali dell’immaginario collettivo e privato, e sembra dirci, così come ogni morto è la morte, che ogni meridionale è il Meridione, e che infinitamente diversi sono i modi di pensare ai padri, alla terra, all’emigrazione, alla fortuna e alla sfortuna, al degrado, al passato, al presente, all’infelicità, agli altri meridionali, al male: a quella condizione orfana e sperduta che Mellone ha saputo trasformare in un poema che ci è giunto come un dono inaspettato”. (dall’introduzione di Andrea Di Consoli)

Angelo Mellone, “Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore”

Mellone non sigla una lettera di abbandono dall’identità meridionale, ma rilancia la sfida immaginando che il Sud migliore – emigrato ovunque negli ultimi anni – a un certo punto decida di tornare a casa. Aldo Cazzullo, “Corriere della Sera”

Una invettiva in versi taglienti contro il conformismo e l’indulgenza delle classi dirigenti meridionali quando si autoassolvono nel dibattito pubblico sulla modernizzazione mancata e sull’arretratezza dei territori. Michele De Feudis, “Corriere del Mezzogiorno”

L’Addio al Sud non è certo un addio alle armi. Giuseppe Mazzarino, “Gazzetta del Mezzogiorno”

Il Sud e la furia del disamore. Michele Montemurro, “Quotidiano di Puglia e Basilicata”

Angelo Mellone (Taranto 1973), giornalista e scrittore, è dirigente di Radio Rai. Laurea in Scienze politiche, Dottore di ricerca in Sociologia della comunicazione, insegna comunicazione politica alla Scuola di giornalismo della Luiss “Guido Carli” di Roma. Inviato ed editorialista per molti quotidiani nazionali, autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi, ha all’attivo diversi libri tra cui “Dì qualcosa di destra. Da ‘Caterina va in città’ a Paolo di Canio” (2006), “Cara Bombo… Berlusconi spiegato a mia figlia” (2008), “Il domani appartiene al Noi. 150 passi per uscire dal presentismo” (con Federico Eichberg, 2011), “Romani. Guida immaginaria agli abitanti della Capitale” (2012).

Casa del Jazz

Viale di Porta Ardeatina, 55 – Roma

Info: 06/704731

Ingresso libero fino a esaurimento posti

LEAVE A REPLY