Amleto

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di William Shakespeare

traduzione di Cesare Garboli

regia Lorenzo Loris

con Mario Sala (Spettro/Becchino), Lorenzo Loris (Amleto), Alessandro Tedeschi (Re),Davide Giacometti (Orazio/Guildenstern), Alessandro Marmorini (Laerte/Rosencrantz), Sara Drago (Ofelia), Carla Stara (Regina), Paolo Dallatorre (Polonio/Becchino)

scena Daniela Gardinazzi

costumi Nicoletta Ceccolini

consulenza musicale Andrea Mormina

alla batteria e maestro d’armi Alessandro Marmorini

luci Luca Siola

produzione Teatro Out Off

con il contributo di Regione Lombardia – Progetto Next

 

L’Amleto è come una spugna. Basta non stilizzarlo e non rappresentarlo come un pezzo da museo, perché assorba immediatamente tutta la nostra contemporaneità.

 Jan Kott

“…il teatro,” scriveva Brecht nel suo Piccolo Organon per il Teatro, “dovrebbe tener sempre presenti la necessità dell’epoca.

Prendiamo ad esempio un dramma antico, come L’Amleto, e commentiamolo. Considerati i tempi

lugubri e sanguinosi in cui scrivo, considerata la criminalità delle classi dominanti e la sfiducia nella ragione che regna universalmente ( … ) ritengo che si possa interpretare questa storia nel modo seguente: l’azione si svolge in tempo di guerra. Il padre di Amleto, re di Danimarca, ha ucciso durante una vittoriosa guerra di conquista il re di Norvegia. Mentre il figlio di costui, Fortebraccio, si prepara ad una nuova guerra, il re danese viene a sua volta ucciso (…) dal proprio fratello.

I fratelli dei re morti, divenuti re, rinunciano a farsi guerra, e le truppe norvegesi che stanno muovendo contro la Polonia hanno il permesso di attraversare il territorio danese.

Proprio in questo tempo, lo spirito del bellicoso padre chiama il giovane Amleto perché vendichi il delitto di cui egli è stato vittima. Dopo lunghe esitazioni se rispondere o no col sangue al sangue, e quasi sul punto di espatriare, Amleto incontra in riva al mare il giovane Fortebraccio che si accinge appunto a muovere contro la Polonia con le sue truppe. Sotto l’effetto di questo marziale esempio, Amleto torna indietro e con barbara carneficina uccide lo zio, la madre e se stesso, lasciando la Danimarca in mano ai Norvegesi. Vediamo dunque come in tali circostanze un adiposo gentiluomo faccia un uso assai maldestro della nuova scienza, appresa da poco all’università di Wittemberga. Nei conflitti del mondo feudale la scienza gli è di impaccio. Di fronte ad una realtà assurda la sua ragione manca di senso pratico, ed egli cade vittima della contraddizione tra il suo ragionamento e la sua azione.

Dal 1989 quando Lorenzo Loris partecipò all’Amleto storico di Carlo Cecchi al festival di Spoleto per cui venne realizzata la straordinaria traduzione di Cesare Garboli, il tentativo di misurarsi con il grande testo del Bardo è stato più volte rimandato. Nel frattempo gli anni sono passati. Il tempo ha segnato le nostre vite, la situazione sociale e politica è profondamente mutata da allora. Il personaggio di Amleto che via via era stato immaginato ha finito per diventare anacronistico. A forza di crogiolarsi nel dubbio (dell’essere o non essere) si è ridotto a non agire mai. Ora è il più vecchio di tutti e in più ha mancato la sua funzione rivoluzionaria. Intanto la situazione socio-politica è sempre più magmatica.

Lorenzo Loris, regista stabile della compagnia Out Off, dopo essersi diplomato alla “Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato con maestri quali Carlo Cecchi e Luca Ronconi, ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento:: da Boris Vian a Tennessee Williams, a  Joe Orton  e  Lars Noren, da Thomas Bernhard a Bertolt Brecht per arrivare ai contemporanei,  tra i quali, Peter Asmussen, scrittore danese e sceneggiatore di Lars Von Trier,  Edward Bond (Premio Ubu 2005), Roberto Traverso (Premio Teatro di Roma – Per un nuovo Teatro italiano del 2000); Raffaello  Baldini, uno tra i massimi poeti italiani del ‘900,  Massimo Bavastro, autore, di Naufragi di Don Chisciotte, (Premio Nazionale della Critica 2002), Rodrigo Garcia, Jean-Luc Lagarce, l’autore contemporaneo più rappresentato in Francia, Sabina Negri con “Mia figlia vuole portare il velo” testo che attraverso il conflitto tra madre e figlia di origini algerine affronta il tema della fede e dell’integralismo. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Giovanni Testori, Carlo Emilio Gadda, Durrenmatt). Questo confronto lo ha portato anche ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux,  Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) avendo sempre come obiettivo quello di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.

Nel 2011 Lorenzo Loris ha ricevuto il “Premio della Critica 2011” per la regia “ de Il guardiano” di H. Pinter.

 

 

Informazioni

Prenotel: 0234532140, lunedì ore 10 > 18 e martedì> venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti: Uffici via Principe Eugenio 22. Lunedì > venerdì ore 11 > 13;

Botteghino del teatro, via Mac Mahon 16 (Milano), nei giorni di spettacolo, un’ora prima dell’inizio;

il sabato ore 11 > 13 e 16 > 22 . Domenica, dalle 15.

Abbonamento Outoffcard Intero 72 Euro 6 spettacoli a scelta (tranne gli spettacoli fuori abbonamento) – Under 25 54 Euro; over 60 42 Euro

Spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

Prevendita:

Intero: 18,00 Euro – costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00 Euro

Riduzione: 12,00 Euro under 25 ; 9,00 Euro under 60

Convenzione con il Comune di Milano

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45; domenica ore 16.00

trasporti pubblici: tram 12-14 bus 78 Accesso disabili con aiuto

Teatro Out Off 20155 Milano via Mac Mahon 16

Uffici via Principe Eugenio 22 telefono 02.34532140

Fax 02.34532105 info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it

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