Aquiloni di Paolo Poli al Teatro Eliseo di Roma

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fotoAl Teatro Eliseo di Roma arriva finalmente Aquiloni, il nuovo spettacolo di Paolo Poli che omaggia la poesia di Giovanni Pascoli in versione squisitamente cabaret. E alla veneranda età di 83 anni Poli non smette mai di sorprendere con la sua irresistibile verve ironica. Lo spettacolo mantiene struttura del precedente Sillabari (tratto da Anna Maria Ortese), ma qui ad essere protagonista, fra assonanze e ritmi, è la poesia di Pascoli che Poli rivisita con affetto e ironia, omaggio ai suoi primi ricordi e successi scolastici. Da Myricae ai Poemetti (e alle poesie giovanili meno note) si susseguono con disinvoltura le rime di uno dei maggiori poeti italiani intimamente legato al Novecento, ma Paolo Poli resta sempre l’inquieto e spassoso trasformista in grado d’immedesimarsi da un personaggio all’altro in pochi secondi, di sorprendere e ammaliare il pubblico con deliziosi siparietti musicali. Eccolo diventare un severo militare o una sofisticata donna d’altri tempi o esordire in versione Belle Epoque per guadagnare sempre il plauso ammirato del suo pubblico divertito dalla sua vitalità, dalla sua inconfondibile ironia e coltissima provocazione. Da Aquiloni a Valentino, da Novembre a Italy ri-prende forma la magia della memoria, il mondo arcaico e bucolico decantato-amato-odiato da Pascoli, con tutti i suoi significati nascosti e sottesi (scoperti da Pasolini), racconto ed esaltazione di un mondo contadino, ma anche della soffocante vita familiare. Lo spettacolo, nella sua squisita leggerezza, è godibilissimo pur richiedendo notevole attenzione da parte del pubblico per seguire la poesia declamata da Poli e dai quattro fidatissimi boys (Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco) che lo seguono nelle sue trasformazioni, nelle sue citazioni, fra gli abiti colorati e luccicanti di Santuzza Calì, le coltissime scene di Lele Luzzati e l’allegria nostalgica di un mondo che scompare nelle canzonette irriverenti e sarcastiche di un tempo che fu. E fra canti e balli, l’incipit omaggio alla Belle Epoque, ecco il bis in prosa (dai Promessi Sposi, e dopo tanta poesia) per uno spettacolo divertente e squisitamente colto che coglie pienamente lo spirito di Pascoli. In scena al Teatro Eliseo di Roma fino al 3 febbraio.

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