Otello, la tragedia della gelosia, con Massimo Dapporto e Maurizio Donadoni

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fotocon Massimo Dapporto, Maurizio Donadoni, Angelica Leo, Federica Fabiani, Gabriele Tesauri, Massimo Nicolini, Matteo Alì

scene Antonio Fiorentino
luci Gigi Saccomandi
costumi Claudia Pernigotti
produzione Arena del Sole – Nuova Scena – Teatro Stabile di Bologna
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

 

La scena del Mercadante è azzerata, un telo per proiettare il sole o la luna onnipresenti come testimoni della perduta saviezza umana, i suoni del mare e l’unica unità di spazio presente richiamano ad un’altra opera shakespeariana, La Tempesta, ma stiamo assistendo invece alla tragedia della gelosia: Otello. La scelta scenografica di Antonio Fiorentino con un telo per il cielo ed uno per la sabbia dell’isola di Cipro emargina gli attori in un contesto che sembra innaturale, fuori dal mondo, a tratti magico, dove efferati si possono compiere i più folli gesti, dove amore e odio si mescolano e la natura ne è testimone. In quest’Otello tradotto, adattato e diretto da Nanni Garella il testo shakespeariano diventa più realistico, crudo, a tratti fin troppo attuale e spesso rischia di cadere nel volgare. Per il regista Otello è «un grande dibattito, profondo e appassionante, sulla natura umana in cui un’ idea del mondo e della natura umana che volge lo sguardo alla convivenza, alla bellezza e all’armonia si scontra con la totale assenza di ideologia ed il pragmatismo empirico più spregiudicato». Scontro tra due universi quindi nei pilastri della storia, Otello e Iago, portatori di valori diversi risultano entrambi poi dei grandi sconfitti. Il moro distrutto dalla gelosia e Iago che di questa gelosia ne insinua il dubbio. Ma se nella storia tutti i personaggi sono sconfitti in scena invece il grande motore dell’azione è sicuramente Maurizio Donadoni con la sua cattiveria nell’interpretazione di Iago, con il cinismo e la vocalità che tiene alta l’attenzione cosa che non si può affermare per Massimo Dapporto nel ruolo di Otello, testimone di una gelosia dolorosa più che iraconda che non riesce a straziare. Una scena che catapulta l’attenzione del pubblico sui personaggi andrebbe giustificata con un fiume di emozioni sul palco cosa che non accade. Poca emozione sicuramente trapela dai tentativi di dichiararsi innocente di Desdemona interpretata da Angelica Leo. Anche nel momento culmine la pièce non riesce a toccare veramente il pubblico e sono pochi i veri momenti di coinvolgimento.

 

 

 

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