Stanza di Orlando – Viaggio nella testa di Virginia Woolf

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fotodi Carmen Giordano

produzione Compagnia Macelleria Ettore con il sostegno di Spazio Off Trento

con Maura Pettorruso

installazione Maria Paola Di Francesco

luci e fonica Fabio Antoci

testo e regia Carmen Giordano

durata della rappresentazione 60’ circa, senza intervallo

 

Il Teatro Elicantropo di Napoli ospiterà, giovedì 31 gennaio 2013 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 3 febbraio) lo spettacolo Stanza di Orlandoviaggio nella testa di Virginia Woolf, scritto e diretto da Carmen Giordano, un’originale performance che coniuga installazione e parola.

Come in un bozzolo-opera d’arte, la Woolf, tratteggiata in quest’allestimento dal clan di donne della Compagnia Macelleria Ettore (Carmen Giordano alla scrittura, Maura Pettorruso sulla scena, Maria Paola Di Francesco nell’ideazione e costruzione dell’installazione che si fa drammaturgia), è un essere che ha un’urgenza di amore infinito, un buco incolmabile che la dilania e divora.

Ma è, anche, sul precipizio della scelta tra lo scrivere, chiusa nella sua “Stanza di Orlando”, appunto, ovattata dove il mondo là fuori è sì irraggiungibile ma anche indolore, oppure lasciare il dorato mondo asfittico, polveroso e imputridito per possibili lacerazioni ulteriori.

Lo spettacolo è liberamente ispirato al romanzo di Virginia Woolf intitolato Orlando pubblicato per la prima volta nel 1928.

Lo spettacolo nasce sulla base di uno dei più famosi romanzi di Virginia Woolf, “Orlando: A Biography”, pubblicato nel 1928.

Siamo, infatti, nella “Stanza di Orlando”, al cui centro c’è un androgino “lei”. Volto dipinto, sottoveste e movenze da bambola, l’interprete affronta in modo egregio un aspro monologo, all’interno di un’efficace installazione scenografica.

Un bizzarro meccanismo di “gabbia a pedali” che diviene l’unico elemento drammaturgico con il quale l’attrice si relaziona, plasmandolo di volta in volta grazie al movimento del suo corpo. Lunghi elastici spessi e tesi circondano l’attrice, che sembra riuscire a liberarsi pian piano dalla prigionia solo grazie al flusso incisivo delle sue parole.

Qui l’abito è il lasciapassare per il mondo esterno: amore, lavoro, ambiente, persone. L’abito agisce sull’anima e la cambia: si può essere molti, restando se stessa. Forse. In questo gioco di specchi l’immagine si deforma e moltiplica gli io narranti. Ed ecco Virginia Woolf che indaga lo scarto tra maschile e femminile attraverso abiti, vita, sogni, digressioni. Una creazione scenica in bilico tra il maschile e il femminile, un viaggio alla ricerca di un pieno, intero, androgino essere, che accompagna alla scoperta di sé, nelle debolezze e nel fascino dell’altro.

La donna in questione, Virginia Woolf, conduce il pubblico all’esplorazione della sua articolata mente. La scrittrice, considerata una delle maggiori letterate di fine ‘800, ha vissuto una complessa esistenza che, tra le righe, è riuscita a farci conoscere grazie alla sua splendida penna.

Stanza di Orlando è un viaggio nella testadi Virginia Woolf. Una performance che coniuga installazione e parola. Una donna che si guarda allo specchio. E l’uomo che guarda la donna nello specchio. Una mente alla ricerca della verità. Verità di linguaggio. Verità di pensiero.

L’abito è il lasciapassare per il mondo esterno: amore, lavoro, ambiente, persone. L’abito agisce sull’anima e la cambia: si può essere molti, restando se stessa. Forse. In questo gioco di specchi l’immagine si deforma e moltiplica gli io narranti. Ed ecco Virginia Woolf che indaga lo scarto tra maschile e femminile attraverso abiti, vita, sogni, digressioni.

Maura Pettorruso è interprete di un lavoro in bilico tra il maschile e il femminile. In viaggio alla ricerca di un pieno, intero, androgino essere. Alla scoperta di sé, nelle debolezze e nel fascino dell’altro.

Il gruppo Macelleria Ettore nasce nel 2007 come collettivo artistico, da un progetto di Carmen Giordano che ne cura regia e drammaturgia. Maura Pettorruso, Paolo Maria Pilosio e Woody Neri sono interpreti attivi del progetto. Le scenografie, i costumi e i set video sono ideati e realizzati da Maria Paola Di Francesco. Dal 2010 collaborano con Macelleria Ettore la musicista Chiarastella Calconi e la videomaker Katia Bernardi.

È un collettivo di ricerca e pratica teatrale. La drammaturgia è il fulcro della ricerca. Il montaggio è lo strumento per elaborare i pezzi di una storia che ci sfugge o non c’è. La scenografia è un posto e uno spazio mentale. Un luogo poetico. L’attore è un performer. Costretto al confronto con linguaggi differenti. Libero di trasgredire regole, per crearne di nuove. La narrazione procede per accumulazione d’immagini. La regia si articola in visione, smembramento e composizione delle immagini. La regia coincide con il montaggio. Il montaggio definitivo è affidato allo spettatore.

La ricerca si nutre del confronto con i maestri. Cechov, Dostoevskij, Nekrosius, Quentin Tarantino, Nina Hagen, mia nonna. Quelli che ognuno di noi ha ascoltato almeno una volta. E almeno una volta, ha desiderato tradire.

Il tradimento è questione di forma. Trasferiamo il senso in un tempo e in uno spazio, personali e contemporanei. Per tradire usiamo la sintesi. Il tradimento de Il Gabbiano in Cechov #01 è quaranta minuti di sequenze uomo-donna, che si alternano a un ritmo sincopato e senza tregua. Appena ne intuiamo le relazioni, si svela il meccanismo che sottendono: sono marionette di se stessi.

La pratica del gruppo è la sua poetica. Una poetica del fare incessantemente. Qualsiasi cosa si renda necessaria ad accrescere e sviluppare talento e creatività del gruppo e individuali. Partendo da nessi banali, link esterni, inabilità o predisposizioni specifiche, materiale umano e non. Fermarsi e guardare. Indagare la realtà con i propri occhi. E restituirla attraverso parole, video, sonorizzazione, luce, musica e azione. Fare per essere, qui e adesso, in una forma differente. Una forma semplice e misteriosa

 

 

Biografie

 

Carmen Giordano nasce a Foligno (PG) il 24 agosto 1980. Si laurea in Lettere Moderne presso “La Sapienza” di Roma (2005) e si diploma in Regia presso la “Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi” di Milano (2006). Nel suo percorso formativo e professionale lavora con Paolo Rossi, Renata Molinari, Cesare Lievi, Gabriele Amadori, Sergio Maifredi. È assistente di Tonino Conte al Teatro della Tosse dal 2006 al 2008, dove spazia dal teatro di figura all’evento itinerante, dalla prosa al recital. E’ assistente di Serena Sinigaglia per gli spettacoli La Cimice di Majakoskj, produzione del Piccolo Teatro di Milano e Napoli non si misura con la mente, produzione del Napoli Teatro Festival Italia ‘09. È autrice e regista di IDIOTA_ un tradimento di Dostoevskij, produzione Teatro della Tosse di Genova 2010.

Maura Pettorruso nasce a Torino il 2 novembre 1975. Si dedica per sette anni allo studio del pianoforte e trova nel teatro il suo linguaggio. Si diploma in recitazione alla Scuola Teatranza ArteDramma di Moncalieri (TO). Nel suo percorso formativo e professionale lavora con Michele Abbondanza e Antonella Bertone, Eugenio Allegri, Pino Petruzzelli e Maria Consagra. Fonda e gestisce lo Spazio Off di Trento: un luogo di ricerca, residenza e produzione teatrale.

Maria Paola Di Francesco nasce a Lanciano il 25/01/84. Si diploma in Scenografia, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si specializza in Scenografia e Costume per lo Spettacolo. È costumista per “Hayez regista d’Opera” di Giacomo Agosti, Accademia di Belle Arti di Brera (2009). Scenografa per “Il Turco in Italia” di G.Rossini, di Francesco Micheli, diretto da Giovanni Battista Rigon, Settimane Musicali Teatro Olimpico di Vicenza (2009). È assistente alla scenografia Maria Spazzi per “La Cimice” di Majakovskij, regia di Serena Sinigaglia, Piccolo Teatro di Milano (2009). Realizza scene e costumi di IDIOTA di Carmen Giordano, produzione del Teatro della Tosse di Genova (2010)

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio), email: promozionelicantropo@libero.it

 

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