The country di Martin Crimp per la regia di Roberto Andò

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fotodi Martin Crimp traduzione Alessandra Serra

regia Roberto Andò

con Laura Morante, Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Agata Cannizzaro

 

Un semplice strato di moquette verde, due miniature a proscenio, una piccola casa a sinistra e a destra i verdi alberi e prati per rievocare la campagna in cui Corinne e Richard (Laura Morante e Gigio Alberti) sono andati a rifugiarsi. È la scena di The Country, lo spettacolo di Martin Crimp che giunge al Bellini di Napoli per la regia di Roberto Andò. Una drammaturgia che ha conosciuto fin ora solo successi, prima nella versione originale inglese e poi nella traduzione di Alessandra Serra. La campagna, ricordando gli esametri di Virgilio, dovrebbe far pensare a calma e pace interiore, per la coppia protagonista della pièce invece non è così e il contado diventa la trappola della loro vita coniugale. La storia parte da un antefatto, Richard, che di professione fa il medico, porta a casa una giovane svenuta sul ciglio della strada: Rebecca (interpretata da Stefania Ugomari Di Blas). Il dialogo affettato tra i due coniugi presuppone qualcosa di non detto, un segreto che pende sulla loro vita matrimoniale. Incessanti sono le domande e le richieste di spiegazioni di Corinne a cui Richard risponde con menzogne e mezze verità. Invisibile e oscura la presenza dell’amico Morris che irrompe con continue telefonate interrompendo i dialoghi dei due. La donna, raffinata ed elegante ed interpretata magistralmente da Laura Morante, ha il sospetto che il marito già conoscesse quella ragazza che dorme in casa loro. Tante le domande che anche il pubblico in un rapporto di empatia con Corinne inizia a porsi: perchè suo marito ha portato a casa quella giovane? Solo per etica professionale? Perchè non ne ha recuperato gli effetti personali? Una coppia in ostaggio delle bugie che verrà liberata solo dall’incontro chiarificatore tra Corinne e Rebecca. Nella seconda parte dello spettacolo il pubblico assiste ad una forzata redenzione ed intuisce che quella stramba coppia che vive in campagna è ostaggio di un finto amore, di una spirale di ipocrisia che non si placa nonostante il riavvicinamento.

 

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