Art di Yasmine Reza al Teatro Ambra Jovinelli di Roma

0
176
Condividi TeatriOnline sui Social Network

foto“Nell’amicizia la tolleranza è il peggiore difetto”. Parte (o arriva) a questo assunto Art, brillante commedia di Yasmine Reza (scritta nel 1994) che torna trionfalmente a Roma, in scena all’Ambra Jovinelli fino al 10 febbraio, dopo una lunga tournée in tutta Italia. Lo spettacolo con Alessio Boni, Gigio Alberti e Alessandro Haber diretto da Giampiero Solari, piace, e anche molto, e continua e mietere successo presso il pubblico: merito di un testo molto acuto e verboso e della speciale sintonia dei tre attori, uno più bravo dell’altro, che interpretano tre amici di vecchia data molto diversi fra loro, esponenti della buona borghesia parigina, in un clima perfettamente radical chic. Tutto comincia quando Serge (il raffinato Alessio Boni), affermato dermatologo, fresco di divorzio, acquista per 200.000 euro il quadro di un quotato artista contemporaneo. Peccato che il quadro, nella sua essenzialità, sia completamente bianco, particolare che non passa inosservato a un piccato Marc (un cinico Gigio Alberti), ingegnere aeronautico senza mezze misure che critica con disprezzo la scelta di Serge accusandolo di quanto sia inaridito. Da questo momento in poi le conseguenze saranno disastrose scatenando un conflitto inarrestabile. Un conflitto, sempre più violento, che coinvolgerà anche il terzo membro del gruppo di amici, Yvan (un perfetto Alessandro Haber), una vita professionale fallimentare alle spalle un matrimonio imminente con una ricca borghese. Sarà proprio Yvan, l’elemento buono del gruppo, a tentare il tutto per tutto per non far naufragare un’amicizia ventennale a cui si aggrappa disperatamente. Ma basta un pretesto, la tela bianca, gelosamente custodita da Serge a distruggere un’amicizia ventennale che sembrava inattaccabile, svelando debolezze e ipocrisie, meschinità umane, gelosie e recriminazioni. Yasmine Reza è senza dubbio molto abile nell’utilizzare sempre lo stesso meccanismo (ambiente borghese bene, violenza repressa e sottesa pronta ad esplodere) condito da umorismo vivace, qui asservito alla distruzione del mito dell’amicizia maschile, da sempre considerata inattaccabile fra battute al vetriolo, sagaci e acide e rapporti complicati con l’altro sesso. In una situazione statica in cui sembra non accadere quasi nulla, fra pannelli bianchi scorrevoli e ambienti bianchi di Gianni Carluccio, nessuno dimostra di essere perfetto e ciascuno a suo modo resta un fallito. Rassicuratevi perché dopo il dramma, tutto tornerà esattamente come era prima. O quasi. In scena fino al 10 febbraio al Teatro Ambra Jovinelli di Roma.

LEAVE A REPLY