Carne

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fotoVa in scena venerdì 15 febbraio con replica sabato 16 febbraio, alle ore 21.00, al Teatro Studio di Scandicci (FI) Carne, regia di c.l. Grugher, interpretato da Marianna Masciolini, Michelangelo Bellani, Marco Rufinelli, Luciana Angeletti, Caroline Baglioni, Giulia Battisti.

La voce dell’incipit è del filosofo Manlio Sgalambro.

Lo spettacolo è stato prodotto della compagnia La società dello spettacolo e dal Teatro Stabile dell’Umbria,dopo le residenze effettuate dal gruppo in Belgio, al Monty Kultuurfaktor di Anversa e allo Stuk Kunstencentrum di Leuven.

Carne, un testo originale di Michelangelo Bellani, è ispirato alle tesi di Maurice Merleau-Ponty, filosofo francese considerato il più originale erede della Fenomenologiadi Husserl e rappresenta il terzo segmento di una trilogia dedicata alla ricerca filosofica contemporanea di cui fanno parte altri due lavori: La società dello spettacolo da Guy Debord, (omonimo saggio da cui prende nome la compagnia) e Il delitto perfettoda Jean Baudrillard.

Quindi lo “spettacolo” come deriva sociale in La società dello spettacolo; la morte del mistero e dell’illusione nel Delitto Perfetto; la “vita” per Carne.

Mettere in scena le parole della filosofia – dichiara il regista- può sembrare qualcosa di iperbolico, ma in realtà tra le parole della filosofia e le parole del teatro corre una sottile vocazione comune. In entrambi i casi si tratta di parole nate per essere “dette” in pubblico. Certamente, per mettere in scena tesi filosofiche c’è bisogno di espedienti drammaturgici (e nel caso dei due precedenti lavori della trilogia venivano evocate storie dalle tinte noir).

In Carne il compito è tutto sommato più agevole dato che, come il teatro, la carne è della stessa “stoffa” di cui è fatta l’esistenza. “

La performance si sviluppa come una sequenza di quadri o gradi (poetici)[quadri d’attrazione] scritti a partire dalle suggestioni della filosofia merleau-pontyana, insieme a un’esperienza di vita vissuta.

Attraverso le evocazioni fortemente ‘carnali’ dei gesti dei performer, e suggestioni d’arte contemporanea che derivano dalla scenografia, un’istallazione scultorea di Marianna Masciolini (attrice e artista visiva), la compagnia cerca di esprimere e suscitare nello spettatore una ‘chimica’ autentica seppur velata, di sentimenti quotidiani seguendo una speciale ‘luce’ gettata sulle cose. Non astrazione pura, ma immagini di bellezza e poesia elementare.

Uno ‘zoom’ emotivo per evocare la comune esperienza del sentire, attraverso sensazioni e stati d’animo che non possono essere pienamente delucidati e tradotti in termini, ma che forse costituiscono l’esperienza più autentica del percepire, e in ultima analisi del vivere.

Una storia, che dopo la Genesi sconosciuta del magma dell’Universo, affronta la Tempesta, o ilDiluvio Universale, o il Labirinto dell’esistere di un UOMO, una DONNA, una FIGLIA NON NATA, una MADRE DI MADRE, un NARCISO e un DIO. Archetipi di una vicenda che si svolge, singolare e al tempo stesso universale, fra le ‘ombre’ delle idee e del linguaggio in un’immaginaria Caverna, alla ricerca della

verità. La platonica, mitica caverna delle ombre, evocata nell’incipit dalla sapienza vocale del filosofo Manlio Sgalambro.

Carne

Carne, ispirato all’opera incompiuta Il visibile e l’invisibile del filosofo Maurice Merleau-Ponty, è l’elemento più propriamente rivelativo dell’ orizzonte teatrale della compagnia.

La carne è presenza, dunque esistenza, autenticità. La carne non è semplicemente il corpo. Il corpo può essere offeso, umiliato, segretamente vissuto come colpa, anorressizzato, obesizzato, torturato, idolatrato, violentato; non la carne, che è l’Essere, sintesi armonica di corpo e idea, evidenza e oscurità, presenza e latenza. Nella carne del mondo c’è tutto – anche la sua controparte [Gengenseite] – ciò che appare e il respiro di tutto ciò che non si vede.

Il visibile e l’invisibile

Il visibile e l’invisibile è una straordinaria vista sul mondo delle cose e della coscienza delle cose. Esprime una speciale percezione, una speciale cura, una speciale fede… è una poesia che danza nello spazio, che gioca con lo spaziotempo e con la percezione dei fenomeni… «Non credere a un Dio chenon sappia danzare» scrive Nietzsche. – Non è la follia. – Al contrario è la traslucidissima cognizione che si avvale dell’intero spettro percettivo umano. Perché sappiamo lanciare una palla e fare canestro? È un calcolo balistico infinitesimale, imprecisabile, indeterminabile ed invece diviene reale, autentico, nel gesto che scolpisce la traiettoria dell’oggetto… attraverso uno sguardo, un’attenzione, un’attitudine del tutto spontanee, essenziali. È una questione di allenare una facoltà… è una questione di attenzione, bellezza… L’attenzione porta alla cura, all’amore, forse alla verità.

TEATRO STUDIO

Via G.Donizetti, 58 – Scandicci (FI)

Info e prenotazioni o55 75 91 591 – biglietteria@teatrostudiokrypton.it; www.teatrostudiokrypton.it

BIGLIETTI: 12 euro intero; 10 euro ridotto; 7 euro studenti

in allegato una nota sulla compagnia

La società dello spettacolo

La società dello spettacolo – associazione di cultura nasce in Umbria, nel 2007 dalla cooperazione di tre artisti provenienti da differenti percorsi individuali: c.l. Grugher, Marianna Masciolini, Michelangelo Bellani. La modularità è da subito la cifra di uno studio collettivo che consente a ciascuno di offrire la propria esperienza. Pluralità di linguaggi espressivi, dunque, e nessuna chiusura in una libera sperimentazione che non perde, però, la memoria della tradizione.

c.l. Grugher performer-regista, inizia il suo percorso alla fine degli anni ’70 frequentando “l’ MTM” di Roma. Studia fra gli altri con l’attrice Anne Marie Gölde della scuola Fersen. Successivamente fonda con il regista Paolo Baiocco la compagnia “Sole a Scacchi”. Negli anni ’80 partecipa a diversi workshop incontrando J.Grotowoski, Eugenio Barba e L. Kemp, i maestri che condizioneranno la sua etica di lavoro. Collabora inoltre con compagnie come Teatro Settimo torinese, Teatro Nucleo di Ferrara e Teatro Tascabile di Bergamo, teatro di Sacco di Perugia. Negli stessi anni dirige laboratori all’interno di carceri, scuole e quartieri disagiati di Napoli (rione Sanità) e Palermo (quartiere Zen) Milano (Leoncavallo). Negli anni ’90 si dedica ad una sperimentazione specifica sul corpo come “macchina” da lavoro, creando performance in spazi insoliti come metropolitane, autobus, locali underground e cave, collaborando con il musicista BK Bostik. Collabora con la scultrice Martine Maffetti per una mostra sugli abbracci tra l’uomo e il coniglio a Parigi e Berlino. Con il fotografo Antonello Turchetti collabora a una video istallazione per il museo degli angeli di Lucia Bosè in Spagna.

Michelangelo Bellani influenza il suo percorso il contatto fin dall’infanzia con il regista Michelangelo Antonioni, di cui il padre Enrico è aiuto regista. Si dedica alla formazione teatrale seguendo laboratori e workshop presso la compagnia Machine de théatre diretta da Galatea Ranzi, Marco e Mira Andriolo, frequentando stages con Raffaella Giordano, Giorgio Rossi e Bruno De Franceschi e presso il Teatro Stabile dell’Umbria. Nel ’97 fonda con Marianna Masciolini e l’artista Nilo Negroni la compagnia “Teatranti dell’Olt” attiva fino al 2002, lavorando come attore, autore e regista. Nel 2000 per la messa in scena della sacra rappresentazione “La scala della buona novella”, collabora con il premio Oscar Carlo Rambaldi. Si laurea in Filosofia all’Università di Perugia con una tesi sul cinema di Pasolini e Debord. Parallelamente all’attività teatrale ha lavorato come aiuto-regista e attore in documentari, cortometraggi e film e per la regia tra gli altri di Tonino De Bernardi, Enrico Bellani, Giorgio Ferrara. Ha curato la regia di video e documentari. Ha pubblicato per l’annuario filosofico Davar (Ed. Diabasis, premiato come migliore pubblicazione filosofica al festival di Siracusa) i saggi “ L’estetica della presenza” e “La carne dell’io o la scrittura dell’invisibile. E’ autore di due sceneggiature per il cinema sulla vita del bandito sardo Peppino Pes e su Iacopone da Todi (ammessa ai fondi di sviluppo del ministero delle attività culturali).

Marianna Masciolini inizia la sua formazione al Centro Universitario Teatrale di Perugia, lavorando con i Maestri Ludwic Flaschen e Tage Larsen ( Odin Teatret). In seguito partecipa a laboratori e spettacoli della compagnia Machine de Theatre diretta da Galatea Ranzi, Marco e Mira Andriolo, lavorando, tra gli altri, con Giorgio Rossi, Raffaella Giordano e Bruno De Franceschi (Sosta Palmizi). Lavora con il regista Ninni Bruschetta sulla Medea di Franz Grillparzer all’interno del laboratorio del Teatro Stabile dell’Umbria. Nel ’97 fonda con Michelangelo Bellani e il regista Nilo Negroni la compagnia “Teatranti dell’Olt”, lavorando come attrice e autrice e collaborando con il Maestro Carlo Rambaldi e il Maestro Piero Dorazio. Viene scelta dal regista Luca Ronconi alla Scuola per registi e attori, perfezionando la sua formazione con lo stesso Ronconi (I beati anni del castigo – Fleur Jaeggy) Maria Consagra, e Massimo De Francovich. Lavora con il regista Samuel Samore sul progetto Shekespeare- Caravaggio alla Stazione Leopolda di Firenze, con Giancarlo Cobelli sui Bassifondi di M.Gorki- Teatro stabile della toscana, alla Radio nel programma In Europa con Umberto Broccoli e in alcuni film di Tonino De Bernardi.

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